«Il Festival di Sanremo è morto. Anche il concerto del primo maggio è agonizzante. La musica si scarica su you tube, i cantanti famosi se ne fregano, i quasi famosi o famosi per un giorno arrancano. Ma io che sono controcorrente per diritto di nascita lo adoro.

A voi cosa importa di Sanremo? Beh a me piaceva e piace  molto. Mi piacevano innanzitutto le scenografie e i quintali di fiori ovunque; la faccia sudata del presentatore e il culo di qualche bella statuina.

Poi a volte era divertente, a volte dissacrante. Mi ricordo le mutande di Anna Oxa, la prima a usare un filo interdentale invece del cotone. E le parrucche della Patti Pravo che con un filo di voce roca era capace di avvolgerti in storie proibite e di far arrapare generazioni intere.

Ora si fa l’amore in ogni luogo e ogni lago e si prendono i reumatismi.

I guru della comicità non sanno far altro che balbettare le loro trite e ritrite imitazioni; ma noi gente comune, persone che abbiamo il potere del telecomando e che decretiamo il successo e l’insuccesso, noi gente normale ci siamo rotti le scatole. Vogliamo sentire cantare, vogliamo canticchiare qualche motivo più orecchiabile il girono dopo, vogliamo gridare al complotto perché il favorito – come da copione, sennò che favorito è…? – vince il festival.

Quell’antipatico del conduttore, fratello separato alla nascita di Bashar Assad e quindi ancora più antipatico se possibile, ha tuonato contro gli spettatori che hanno fischiato Crozza Maurizio e ha detto: sono state persone maleducate, non è un reato ma peggio. E allora Dietro la Lavagna!

Secondo me sono stati fortunati che i pomodori non sono di stagione e quindi costano troppo.

E comunque nelle prossime puntate ci sarà una bella gnocca, come nelle migliori tradizioni. Perché la Lucianina è simpatica ma è davvero bruttina.

E poi chissà, magari qualche disoccupato che si arrampica in galleria e minaccia di gettarsi giù. Oppure, ho sete di sangue, magari uno che si suicida mangiando 100 rose rosse o chissà cosa. Oppure Cotugno Toto che rivela al mondo di essere stato adottato da una famiglia siciliana in viaggio in Africa. Insomma aspetto ansiosa lo scoop. Perché sicuramente ci sarà.

Certo è che la finale del festival non me la leva nessuno: sarò davanti alla tivvù incollata fino alla fine.

Perché Sanremo è l’unica realtà che ci resta, ora che davvero, non c’è più religione e… nemmeno il Papa!»

© Rivoluzione Liberale

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