Il Partito Liberale Italiano segnala come prioritaria e indispensabile, ormai, una riforma sempre tardiva del settore dell’informazione sia stampata che radiotelevisiva che su rete dati che preveda una cornice legislativa rigorosa, presidiata da una nuova Autorità di settore veramente indipendente, quindi assai diversa e lontana dall’attuale.

I criteri principali della riforma debbono inoltre essere: la separazione del controllo proprietario da quello di altri settori industriali e dei servizi; l’introduzione di soglie massime ridotte e rigorose in merito al controllo del sistema nel suo complesso e dei vari segmenti che costituiscono il sistema dell’informazione, specie radiotelevisiva; la privatizzazione di tutta la RAI, con l’eccezione di un’agile struttura residuale dedicata al servizio pubblico strettamente inteso; la tutela “forte” degli utenti o clienti finali e, soprattutto, dei singoli specifici cittadini, particolarmente in relazione agli abusi dei servizi giornalistici. Norme, queste, che rendano effetivamente paritario l’accesso agli spazi di informazinoe politica.

In estrema sintesi, una condizione pregiudiziale per una democrazia liberale richiede un sistema dell’informazione effettivamente pluralistico e non bloccato da posizioni dominanti e da intrecci di interessi.

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