Si conclude la campagna elettorale che molti definiscono la peggiore di sempre per il nostro Paese,  di certo piena di colpi bassi e di promesse balorde, ma la cosa più preoccupante è il fatto che sembra davvero destinata a condurci dritti dritti sulla strada della Grecia. Nel Paese ellenico infatti, in piena crisi economico-finanziaria, le elezioni politiche portarono ad un risultato di sostanziale pareggio tra le parti in lizza, senza alcun vincitore e quindi senza possibilità di governare.

La Grecia fu costretta a rivotare a poco più di un mese di distanza dalle elezioni del 5 Maggio 2012 e questo potrebbe essere anche il destino dell’Italia se davvero le urne dovessero dare un risultato incerto lunedì prossimo. Un risultato che non aiuterebbe certo il Paese a difendere la sua credibilità e la sua affidabilità sui mercati.

Ma un altro sbocco potrebbe essere addirittura peggiore per il nostro futuro, ovvero un grande inciucio, una grande ammucchiata che veda Pd e Pdl ancora una volta accordarsi per la spartizione del potere, una cosa che in modo più o meno palese fanno già da quasi vent’anni.

Berlusconi potrebbe infatti decidere di appoggiare un governo Bersani in cambio di quello che a lui sta più a cuore, l’impunità dai processi e la protezione delle sue aziende e delle concessioni pubbliche di cui vivono. D’altro canto Bersani potrebbe accettare una simile offerta se costretto dai numeri, specie al Senato, e anche per distribuire le colpe per i momenti duri che ancora ci aspettano nei prossimi mesi.

In fondo quel che Bersani e Berlusconi hanno imparato da quest’anno di governo tecnico è che è facile riuscire a far dimenticare le proprie responsabilità agli Italiani con un bel governo di larghe intese, che distribuisca colpe un po’ a tutti e quindi a nessuno in particolare.

Quello che però gli Italiani dovrebbero ricordare è come un governo sostenuto da Pd e Pdl non sia stato in grado di fare nessuna riforma seria, specialmente per riformare la politica ed i suoi costi, dato che gli interessi di Pd e Pdl contrastano spesso tra loro, ma soprattutto contrastano con quelli dei cittadini.

Lo scorso anno però i due hanno avuto Mario Monti su cui scaricare tutte le colpe, una comodità che difficilmente capiterà loro nuovamente, anche perché il professore sembra aver appreso, a spese proprie, come in politica in momenti di crisi è meglio stare all’opposizione e sparare sciocchezze a vanvera piuttosto che stare al governo e cercare di tappare le falle fatte da altri.

Nessuna di queste osservazioni, temo, sposterà un solo voto dato che oggi quel che conta per acquisire consenso sembrano essere le apparizioni in Tv, gli show comico-mediatici o le lettere ai cittadini con palesi tentativi di imbroglio.

E nessuno come il sottoscritto stavolta vorrebbe davvero avere torto.

© Rivoluzione Liberale

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