Dopo una campagna elettorale sguaiata e fuorviante è giunta finalmente l’ora della verità. Questo articolo sarà più breve del solito, perché nelle settimane scorse tutto è stato detto. Resta ora da trarne le somme e rivolgere un appello di gran cuore ai tanti ancora indecisi o a quelli che sono orientati a esprimere un voto di semplice protesta. Un appello rivolto da un elettore come tanti agli altri elettori, perché riflettano che in democrazia votare è un obbligo morale e l’unico modo per far valere il proprio pensiero; non votare è una forma di autocastrazione. Ma votare ad occhi aperti e con intelligenza è una questione di vitale importanza per il futuro nostro e dei nostri figli.

Contrariamente alle becere affermazioni del PDL e del PD, non vi sono voto utile e voto inutile, ma voto positivo e voto dannoso. Dannoso è il voto che va a partiti e persone che hanno dimostrato a sufficienza di non sapere governare il Paese.

A destra, a quelli che lo hanno portato a un livello di degrado morale e di discredito internazionale senza precedenti, stampandoci addosso l’immagine del bunga-bunga; a quelli che lo hanno condotto all’orlo del fallimento per poi farsi da parte, lasciare ad altri l’onere di salvarlo con grande sacrificio di tutti, per poi rinnegare le scelte condivise in Parlamento e vituperare con una volgarità senza pari chi ha fatto quello che poteva e doveva; a quelli che continuano a fare promesse impossibili o a promettere concreti colpi di spugna  contro l’evasione fiscale, lo scempio edilizio, la corruzione; a quelli che ingannano milioni di persone, tra cui tanti anziani, facendogli credere in un rimborso dell’IMU già a disposizione; a quelli che sono pronti per un pugno di senatori in più a consegnare tutto il Nord alla Lega, svendendo l’unità e la coesione nazionali; a quelli che ci porterebbero lontani da quell’Europa che è la nostra casa e il nostro porto migliore.

A sinistra, a quelli che continuano a fare promesse utopiche, ad affidarsi a ricette stataliste fallite dovunque e sempre, a mettere in pericolo l’identità nazionale aprendo le porte a un’immigrazione incontrollata e distribuendo a largo mano cittadinanza e diritto di voto.

Dannoso, più di ogni altro, è il voto che va ai movimenti puramente giustizialisti, privi di qualsiasi proposta seria, di qualsiasi capacità di governare un Paese avanzato e complesso come l’Italia agli inizi del Terzo Millennio. Ai comici da strapazzo, la cui sola faccia urlante dovrebbe essere ragione di paura e rigetto, ai pubblici ministeri che capiscono solo le manette e tradiscono quello che è il bene più prezioso di un Magistrato: l’imparzialità.

Positivo è il voto che va a partiti e persone che non hanno partecipato allo sfascio del Paese di questi  ultimi venti anni  e sono immuni dalle ruberie e dal malcostume. A quelli che presentano programmi concreti e realizzabili, fuori di ogni demagogia, fuori di ogni interesse personale o di gruppo. Programmi, tra l’altro, che sono stati largamente succhiati e fatti propri da altre forze politiche, a destra come a sinistra, ma di cui sappiamo che quelle forze realizzerebbero solo una penosa caricatura. Positivo è il voto che va ai “Liberali italiani per l’Italia-PLI”, che partecipano a queste elezioni  in pratica solitudine, ma aperti a qualsiasi retta collaborazione in futuro con chi sia disposto ad operare veramente e solamente per il bene d’Italia.

Oggi, chi non si dice riformista e liberale? Agli elettori non ci resta che dire, a conclusione di settimane e settimane di calvario mediatico: diffidate dalle imitazioni, l’originale è meglio delle cattive copie!

© Rivoluzione Liberale

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