Si pensava che l’Italia fosse migliorata, salvata, normalizzata. Nulla di tutto ciò. Il “rischio italiano” è tornato, come lo hanno già dimostrato le Borse. Il risultato delle elezioni appena concluse ha già fatto venire i sudori freddi ai mercati finanziari e agli statisti europei. Mario Monti, il “Professore” imposto dalla BCE e dall’Europa nel Novembre del 2011, santificato dalle forze politiche, adulato fuori dal suo Paese, non ha conquistato l’elettorato. Per il Mondo, l’Italia rimane un Mistero, nel bene e nel male. Philippe Ridet ha condotto per mesi un interessante blog su Le Monde. Nel suo Campagne d’Italie ha analizzato i momenti chiave di questo strano percorso fatto dal nostro Paese, spesso cogliendo nei titoli scelti per i suoi pezzi, indizi divinatori (P. Ridet, La Campagne d’Itale – Le Monde). Nell’ultimo articolo scritto prima del “silenzio pre-elettorale”, Dernier jour, dernières attaques, ultimes promesses, premières leçons, ha esposto in cinque punti gli “insegnamenti” che derivano da questa campagna: quasi tutti azzeccati, dal rischio ingovernabilità (da non vedere più come un’ipotesi lontana), al fallimento della “scommessa Monti”, alla “vittoria” di Grillo, passando ovviamente per gli imbarazzanti commenti di Berlusconi. La sua conclusione: “alla fin fine, non è sicuro che l’Italia l’abbia sfangata”. Richard Heuzé, su Le Figaro, scrive del “canto del cigno di Berlusconi”, che, presente nei media diverse volte al giorno, è riuscito a guadagnare dieci punti in poche settimane, una vera performance. Ma, scrive Heuzé, se Berlusconi raggiunto il risultato voluto, ossia affondare Bersani e fermare Monti, fosse arrivato alla fine e questa performance fosse il suo canto del cigno? Probabilmente tutto il centrodestra, già spaccato da mesi da dissidi interni, andrebbe inesorabilmente allo sbando. Altro capitolo: Grillo. Christophe Berti sul belga Le Soir, titola il suo articolo Le succès de Grillo, aussi fascinant qu’effrayant (Il successo di Grillo tanto affascinante quanto pauroso) e scrive “se mentre scrivo queste righe non conosciamo ancora i risultati definitivi, è evidente che è una giornata nera per l’Italia e per l’Europa, preoccupata per i tormenti della Penisola (…) L’Italia instabile, vuol dire un’Europa instabile”. E l’Europa gira intorno a questo resultato, inesorabilmente. Anche Rodier su Les Echos scrive che da queste elezioni bisogna tirare due lezioni, la prima conferma il vuoto politico che regna in Italia dopo mani pulite e la quasi scomparsa della DC e del PSI, la seconda è necessariamente europea  “il rischio, ovviamente, con un ritorno del ‘berlusconismo’ e la salita del populismo in salsa Beppe Grillo, è che l’Italia rimanga ingovernabile (…) cosa non più accettabile oggi, né per l’Italia, né per il resto d’Europa”. Renier su La Tribune afferma che la vittoria di Grillo e Berlusconi sono “il chiaro segnale dello smarrimento degli italiani di fronte alla politica di austerità portata avanti da Mario Monti”, ora, scrive Ranier, bisogna fare tesoro di questa richiesta di aiuto da parte degli italiani, che rischiano altrimenti di diventare, come i greci, sempre più ricettivi ai discorsi nazionalisti e anti-europeisti. Dello stesso avviso molti altri prestigiosi quotidiani tra i quali il Washington Post. Molte analisi sugli “errori” di Monti, Julien Vaulpré su Les Echos, Andra Mammone su Al Jazeera, Emma Wallis su Deutsche Welle,  Krugman e Donadio sul New York Times, concordano tutti sul flop della campagna elettorale di Monti, che ha fallito per aver cercato di dare un’aria di rinnovamento a qualcosa che di nuovo e “pionieristico” aveva ben poco, e basata su di una rigida e sterile austerità, teleguidata da Bruxelles, ma bocciata dal FMI. E ora? Come titola BBC, Italy election: Deadlock after protest vote, siamo in una pericolosa situazione di stallo, ad un punto morto, in un vicolo cieco. Nathalie Rheims fa, sul Le Point, una interessante analisi della “carriera” politica di Grillo, che come Coluche negli anni ’80, è partito dalla televisione per dar voce alla protesta. Coluche non ha avuto la stessa “fortuna”, ha mollato prima di qualsiasi risultato (anche perché nel frattempo una brutta malattia ha avuto la meglio su di lui) ma, scrive la giornalista, “dalla fine degli anni ’80 la televisione è apparsa come il calderone nel quale prendeva forma la disintegrazione della sfera politica che viviamo oggi sulla nostra pelle. E’ lì, dietro al piccolo schermo del salone o del proprio PC, che il populismo, associato all’esasperazione collettiva ha dato vita a questo cocktail esplosivo (…) E non cadiamo in inganno, dietro a lato burlesco di Grillo c’è un programma fotocopia delle destre europee”,  come non darle ragione? I nostri giovani, disperati e disillusi “scappano” scrive Cyrille Louis su Le Figaro, e l’Europa si preoccupa sempre di più, “imbarazzata” dai risultati elettorali come leggiamo nell’ editoriale di Le Telegramme del 27 Febbraio.

Come afferma Dunglas su Le Point, “anche se l’Italia è un Paese complesso e paradossale, ha diversi assi nella manica che gli permetterebbero di prendere un nuovo andamento. Lo Stato italiano è ricco e cedendo parte dei suoi beni risolverebbe parte del debito, senza contare la forza potenziale delle imprese grandi, medie e piccole”. Una situazione la nostra “complessa” e “paradossale” agli occhi del Mondo, ma non disperata.

Associated Press per The Washington Post,Challenge of forming coalition government in Italy: protest vote against austerity measures, 27 Febbraio 2013.”Un gruppo di Partiti di centro-sinistra sembra dover sparare il suo colpo migliore per formare in Italia un Governo di coalizione dopo una tornata elettorale inconcludente, ma la sfida appare particolarmente difficile perché  avviene in un momento di grande rabbia popolare per le misure di austerità (…) La preoccupazione dei Mercati finanziari è che la fame di riforme in Italia diminuisca drasticamente provocando un deterioramento della sua situazione debitoria.”

Editoriale Le Telegramme,Italie. L’Europe s’inquiète, 27 Febbraio 2013.”I risultati delle elezioni italiane hanno provocato, ieri, un grande imbarazzo a Bruxelles. La Commissione Europea afferma aver colto ‘il messaggio di preoccupazione’ degli italiani, ma reclama, ugualmente, la prosecuzione degli sforzi di bilancio (…)La Commissione intende mantenere la pressione (…) Anche il FMI aveva avvertito: l’estremo rigore può risultare controproducente in tempo di crisi (…) E lo scompiglio delle elezioni italiane non dovrebbe sfuggire a quella che tiene i cordoni della borsa. Angela Merkel.”

N. Rheims,De Coluche à Beppe Grillo, la télévision laboratoire de la crise politique, Le Point, 27 Febbraio 2013.”E ora, signore e signori, la crisi politica! Ci arriva dall’Italia e non tarderà a diffondersi. E’, almeno, quello che temono i Mercati che sono immediatamente precipitati all’annuncio dei primi risultati delle elezioni italiane. Bisogna ammettere che il 25% per beppe Grillo, il Coluche italiano, è un inedito. Questo risultato è sufficiente, secondo loro, a rendere l’Italia ingovernabile, e tutto questo a causa della televisione e del suo prolungamento su internet (…) Ma se troviamo in lui aspetti burleschi, non dobbiamo cadere in inganno, i suoi temi e la sua campagna sono praticamente quelli dell’estrema destra europea.” (…)

R. Heuzé,Le chant du cygne de Silvio Berlusconi, 26 Febbraio 2013.”(…) Se finora ha provato la sua capacità di disturbatore, Silvio Berlusconi può ancora sperare di giocare un ruolo di primo piano? Al di là del risultato elettorale relativamente positivo, abbiamo assistito al canto del cigno? Il suo Partito, il PdL, è minato dal dissenso interno. Basta che il Cavaliere abbassi la guardia, che si lasci vincere dalla stanchezza (…) o semplicemente che la Lega Nord prenda una volta per tutte le distanze ed è tutto il centrodestra ad andare allo sbaraglio.”

C. Berti,Le succès de Grillo, aussi fascinant qu’effrayant, Le Soir, 26 Febbraio 2013.”Mentre lo spoglio dei voti non era ancora finito, la metà del mondo politico italiano, lunedì sera chiedeva già nuove elezioni! Questo la dice lunga sulla situazione nella Penisola al termine di una giornata caotica ed inquietante, ad immagine e somiglianza della campagna elettorale (…) Non è un episodio che dobbiamo vedere come l’ennesimo del folklore transalpino: l’Italia è il terzo Paese della zona euro. L’Italia instabile, vuol dire un’Europa instabile.” (…)

J. Rodier,Italie ou la politique du vide, Les Echos, 26 Febbraio 2013.”Quale che sia la composizione del prossimo Parlamento e soprattutto del Governo, le elezioni italiane (…) danno un doppio insegnamento. Per l’Italia, hanno confermato il vuoto politico che vige ancora in questo Paese a vent’anni da ‘Mani Pulite’ (…) L’altra lezione è per l’Europa (…) Quella che consiste non solo ad aumentare la pressione fiscale, ma di ricavare un beneficio economico  dalle riforme strutturali.” (…)

R. Renier,Explosion des populismes et instabilité politique…le désarroi des italiens face à l’ausetrité” , La Tribune, 26 Febbraio 2013.”Il ritorno di Berlusconi, che spunta il Senato, e la straordinaria rimonta del M5S di Beppe Grillo sono state le grandi sorprese di queste elezioni italiane. Mostrando lo sconforto degli italiani messi di fronte alla politica di austerità portata avanti da Mario Monti.” (…)

R. Donadio,Split Vote Sends One Clear Message in Italy: No to Austerity, The New York Times, 26 Febbraio 2013.”Sebbene gli analisti abbiano attribuito gran parte del voto di protesta degli italiani al pantano politico e al problematico sistema elettorale, i risultati sono anche stati visti come il rifiuto, da parte di un Paese troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvato, di una strategia riduci-deficit troppo rapida e impaziente, messa in piedi dalla Commissione Europea e dalla BCE.” (…)

D. Dunglas,L’Italie à la croisée des chemins, Le Point, 25 Febbraio 2013.”L’economia italiana soffre, ma la Penisola à degli atouts (…) L’economia reale è in panne, e l’Italia in recessione (…) infrastrutture, instabilità politica, scarsità di investimenti nella ricerca, pesanti imposte per le imprese (…) Lo Stato italiano è ricco con un patrimonio di 1900 miliardi tra le sue proprietà e le sue partecipazioni nelle imprese (…) Il ‘made in Italy’ è un marchio ancora invidiato (…) Il compito che spetta al prossimo Presidente del Consiglio è impegnativo, ma non disperato.” (…)

P. Krugman,Austerity,Italian Style, The New York Times, 24 Febbraio 2013.”(…) Perché Monti era il proconsole designato dalla Germania per mettere in piedi un piano di austerità fiscale su di un’economia già sofferente; la volontà di perseguire una politica di austerità senza limiti è ciò che definisce il grado di rispettabilità nelle cerchie politiche europee. Questo andrebbe benissimo se le politiche di austerità funzionassero realmente – ma non è così. E lontano dal sembrare maturi o realisti, gli avvocati dell’austerità sembrano essere sempre più irritabili e deliranti.” (…)

C. Louis,L’Italie perd sa jeunesse dans les urnes, Le Figaro, 24 Febbraio 2013.”Sballottati dalla crisi, i giovani hanno seguito da lontano la campagna elettorale non aspettandosi molto dal voto di Domenica e lunedì (…) convinti che la classe politica non è assolutamente in grado di risolvere i loro problemi.” (…)

P. Ridet,Dernier jour, dernières attaques, ultimes promesses, premières leçons, Le Monde, 22 Febbraio 2013.”L’Italia va al voto. La campagna elettorale è finita venerdì 22 Febbraio a mezzanotte. Ancora prima di conoscere i risultati lunedì 25 febbraio in serata (se tutto va bene), diversi insegnamenti possono essere già colti da questa “Campagna d’Italia”.” (…)

J. Vaulpré,Super Mario, mini Monti, Les Echos, 22 Febbraio 2013.”(…) Due mesi dopo, Monti sta lì lì per perdere la sua scommessa. Ha fallito nel creare un’offerta politica nuova, accontentandosi di prendere la direzione di una coalizione avente come pilastri Pier Ferdinando Casini, leader di un Partito centrista, deputato da 30 anni, e Gianfranco Fini, ex Ministro di Berlusconi. Questo connubio, uscito dritto dalla Commedia dell’Arte, è a mille miglia dall’occupare lo spazio politico di un grande Partito di Cento, riformatore ed europeista.” (…)

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