Sono passati due anni dalle dimissioni del presidente egiziano Mubarak; dopo la fine del suo governo, l’Egitto ha scelto di consegnarsi al partito dei Fratelli Musulmani di Morsi, un partito che aveva promesso maggiori diritti alle donne, un piano per l’occupazione e una nuova era di democrazia. Poi è arrivato l’Occidente  a fare promesse all’Egitto: prima il prestito del FMI poi l’interesse dei media per la situazione dei civili e della minoranza copta (cristiani) che ancora ricopre un ruolo marginale nella politica egiziana, per non dire nullo.

Nel dicembre 2012 è stata approvatala nuova Costituzione egiziana: una delusione per le minoranze e per l’Occidente. Poteri illimitati al Presidente Morsi, Islam religione di Stato, potere effettivo del Parlamento indebolito dal rafforzamento del ruolo presidenziale. L’Egitto ha deluso l’Occidente?  Non possiamo ancora rispondere. Attenderemo le elezioni parlamentari indette dal Presidente Morsi per il 22 aprile.

I tentativi di dialogo con le forze di opposizione, riunite nel Fronte di Salvezza Nazionale sono stati inutili: uno dei leader del Partito della Costituzione, Mohammed El Baradei, ex capo dell’ AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica),  ha espresso tutto il suo dissenso per la decisione unilaterale presa da Morsi e ha rifiutato il confronto politico sulle questioni più importanti per l’Egitto: occupazione, economia, diritti.

Le questioni sul tavolo sono tante e il compromesso sarà difficile ma, se già le forze di opposizione si rifiutano di collaborare, allora l’Egitto si ritroverà con un Parlamento spaccato e una maggioranza di islamisti ancora più forte. Il Fronte di Salvezza Nazionale dovrà decidersi a dire la sua, invece che lamentarsi di un regime, quello di Morsi, considerato come un “Mubarak riciclato”.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Secondo il mio pensiero il presidente Morsi per colpa delle forze dell’opposizione non ha potuto gestire le sue leggi come ad esempio ha chiamato tutti i partiti, ma solo le forze di opposizione non hanno voluto il confronto ,è sempre esistito che un cristiano va in parlamento come un musulmano ha lo stesso diritto. Nel dicembre 2012 è stata approvatala la nuova Costituzione egiziana: i cittadini che sono andati a votare sono stati il 63.8% hanno votato si – mentre quelli che hanno votato no sono stati 36.2% quindi la maggioranza c’era .PURTROPPO NEL PAESE SI SONO FORMATI DEI GRUPPI APPARTENENTI AL VECCHIO REGGIMENTO Mubarak, QUESTI SONO PERSONE CHE NON VOGLIONO CHE L’EGITTO SIA UN PAESE DEMOCRATICO. IO NON SONO UNO DEI FRATELLI MUSULMANI MA SONO UN EGIZIANO LIBERALE.

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