Riparte dalla soglia dei 4 euro, la riscossa di Pietro Salini sul colosso italiano delle infrastrutture, l’Impregilo dei sogni proibiti. Il patron della Salini Costruttori, storica “ditta” romana della cantieristica civile e gruppo internazionale delle costruzioni, dopo aver soffiato l’Impregilo alla coppia di Tortona – il Beniamino Gavio di Itinera e l’onnipresente Palenzona – lo scorso luglio (dopo una battaglia sul filo di lana, vinta all’ultimo voto in assemblea) –  si appresta in queste ore a completare l’opera, con la ciliegina sulla torta: l’acquisto del pacchetto di controllo del general contractor italiano e l’integrazione societaria tra le due super potenze delle grandi opere e della progettazione Made in Italy.

Quattro euro, per l’appunto. Tanto sono valutati dal mercato finanziario i titoli di Impregilo Spa. E tanto Pietro Salini è disposto a metter sul piatto per accaparrarsi il restante 37% nelle mani di Beniamino Gavio e del fondo Amber, azionisti di minoranza.

Per dare fiato alle trombe – e fondamento ai rumors che si aggirano nei palazzi del potere industriale italiano – Pietro Salini ha presentato in Consob il documento di offerta relativo all’Opa volontaria promossa sulle azioni ordinarie di Impregilo dopo che, lo scorso 6 febbraio, il gruppo romano, azionista con poco meno del 30% del capitale, aveva annunciato l’imminenza di un’operazione sul 100% del capitale ordinario.

Detto, fatto. Dopo che l’Antitrust ha dato il via libera all’operazione, Pietro Salini ha iniziato a fare sul serio e ha lanciato lo scacco alla più importante impresa privata del Paese: i consiglieri indipendenti hanno nominato all’unanimità gli advisor finanziari Lazard – a supporto delle valutazioni del cda – e Jp Morgan a sostegno degli indipendenti stessi. Un’operazione da 1,1 miliardi di euro che sa tanto di ricompattamento delle fila intorno ad un’impresa, l’Impregilo, da sempre feconda di equilibri strategici e che dal principio sembrava portare con se strascichi indissolubili per il Salotto della finanza, lo stesso dei Palenzona, Benetton & Co che dopo la soffiata coi Salini – nella gara al Cda – soffriva la minoranza in Impregilo come uno schiaffo alla lucentezza del potere vero e strutturale.

E allora prende quota il caso Impregilo. Piazza Affari ha reagito alla notizia di Consob scommettendo su un ritocco al rialzo del corrispettivo, circostanza che faciliterebbe l’exit strategy dei Gavio, ancora titolari del 29,96% della società attraverso Astm. Chi invece ha scelto di non beneficiare né dell’Opa né della cedola che sarà distribuita a chi non aderirà è Amber che ha ridotto all’1,935% la propria partecipazione in Impregilo dall’8,5% cui era arrivato a luglio.

Ma cosa vogliono i Gavio per tutto questo silenzio? Possibile mai che permettano l’introduzione degli advisor ed escano dal più grande contractor italiano senza proferire parola e, soprattutto, dopo i mucchi di carte bollate e i plotoni di avvocati in campo da settimane contro l’Ingegnere romano?

Sono forse interessati a capitalizzare la quota in Impregilo per intervenire in Expo 2015, a Milano, dove le grandi opere come Tem e Pedemontana languono un po’ di finanza e dove i cantieri rischiano lo stop per mancanza di mezzi e materiali?

Che Beniamino Gavio voglia forse salire in quota nella sua controllata Codelfa Spa, protagonista della cantieristica nel nord di Milano, in contratto con FerrovieNord e proiettata su Malpensa? Oppure qualche problema di troppo con qualcuna delle sue oltre 20 controllate? Un  mistero. E allo stesso tempo un silenzio che stranisce.

Di tutto ciò una cosa è certa: il salotto romano riprende quota nella Milano industriale e internazionale, e il mondo della cantieristica si rimodella su un nuovo sistema di forza, su nuove architetture dove, questa volta, (dopo il terremoto all’Ing Mantovani Spa – con l’arresto dell’Ad Piergiorgio Baita) insieme ad Astaldi, Pizzarotti e a CMC di Ravenna c’è “l’ingegner” Pietro, ultimogenito di Francesco Saverio e fratello scomodo di una famiglia numerosa e frastagliata, lacerata dagli interessi e spaccata nei ruoli. Da domani, però, vicerè di Impregilo e di un mondo dalle mille influenze, dagli equilibri internazionali e dai numerosi poteri.

© Rivoluzione Liberale

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