L’incomprensione regna nella stampa estera dopo i risultati delle ultime elezioni. Soprattutto domina la stampa europea.  Se questi risultati preoccupano le Borse e le capitali del Vecchio Continente e minacciano di ridar vita alla crisi economica dell’eurozona, non sono una sorpresa. Paladini dell’unica strada da intraprendere, Monti e Bersani rappresentano anche una realtà poco attraente, una realtà che pesa sull’Europa intera da troppo tempo: l’austerità. Inevitabile, è comunque totalmente priva di appeal  per essere l’argomento chiave di una campagna politica vincente, o per rappresentare un progetto che illumini in nostro futuro. E’ stato quindi facile per populisti come Grillo e Berlusconi abbagliare gli elettori con soluzioni semplicistiche e attraenti, il primo rispondendo alle frustrazioni degli italiani con discorsi anti-sistema, rappresentando, come scrive Jacques de Saint Victor in una lucida analisi sui “populismi italiani” pubblicata da Le monde (L’Italie face à ses deux populismes), dando vita al “populismo della rabbia”, metamorfosi dell’indignazione sterile in una protesta politica concreta.  “Certo”, scrive il Professore de Saint Victor, “i deputati grillini sono un’incognita (…) ma per parafrasare Mirabeau, che diceva che dei giacobini ministri non sarebbero necessariamente stati dei Ministri giacobini, non è sicuro che i ‘grillini’ deputati siano facciano dei deputati ‘grillini’” anche perché precisa, “molti di loro sono persone brillanti, gli manca solo l’esperienza politica. In quanti appoggeranno il PD come già fanno in Sicilia?” C’è poi il “populismo della paura”, rappresentato da Berlusconi e che si iscrive nel registro di quei populismi che si sono sviluppati finora in Europa: paura delle tasse, del declassamento sociale, della mondializzazione finanziaria, dell’immigrato.  Aggiungiamo a tutto questo lo scarso carisma dei due altri competitor, cantori dell’austerità, e diventa facile capire il risultato dei due demagoghi. Facile poi dare adito a pensieri estremi, come il paragonare Grillo a Hitler o Mussolini. Nicholas Farrell su The Spectator scrive un impietoso articolo che conclude, con un irriverente “benvenuti nel nuovo futuro fascista”. Se a  più di una persona è venuto questo dubbio, non possiamo pensare che una Storia ancora così dolorosa non abbia insegnato niente. Sarebbe un vero Dramma. Liz Aldermann e Elisabetta Povoledo Grillo scrivono su The New York Times che Grillo non è che un “giullare”, che detiene il futuro dell’Italia (e dell’Europa) nelle sue mani, così come RTBF (la radio belga) che titola Italie: le blocage préoccupe l’Europe, Beppe Grillo a les cartes en main,  e Stéphane Montabert su Contrpoints afferma che le elezioni italiane hanno dato vita al peggior scenario possibile: un Paese ingovernabile e votato a nuove elezioni. Dello stesso parere Pierre de Gasquet su Les Echos e Marcelle Padovani su Le Nouvel Observateur che parla di “rompicapo senza soluzione”. Guy Dinmore sul Financial Times scrive che per ora non c’è via d’uscita allo stallo politico italiano. Ma queste elezioni non fanno che confermare una realtà politica già conosciuta: un discorso politico ragionevole e giusto non basta a far funzionare una campagna politica. Nel mondo mediatico nel quale viviamo, la comunicazione ha un’importanza preponderante. Guardando le cose da questa angolazione, possiamo dire che non ne siamo usciti così male. Due personalità poco dotate per le campagne politiche sono comunque riuscite a non farsi travolgere da due animali mediatici e questo grazie alla forza della lucidità e della ragione di una parte di Italia preoccupata per la situazione del suo Paese. Se ai più “coinvolti” nelle vicende politiche della Penisola tutto questo sembra naturale, la situazione rimane complessa e particolare, e i cambiamenti politici in atto profondi.  Marc Crapez su Contrpoints scrive che “gli elettori italiani non sono idioti”, e sgonfia il fenomeno Grillo scrivendo che non c’era alcuna ragione per votare il trio Monti, Bersani, Berlusconi: “Tutti e tre hanno ignorato il popolo, preferendogli l’unzione mediatica”. Il risultato di Grillo è, per il giornalista, un modo per costringere la classe politica a riformarsi. Anche Jacques Attali sul suo Blog su l’Express è convinto che non sia che un voto di protesta volto alla necessità di cambiamento e questo non può che avvenire grazie ad una classe politica “moderna”, proiettata verso gli Stati Uniti d’Europa e non verso sterili Città Stato.  A nostro favore anche una attenta analisi pubblicata dal “Think Thank” Brookings e dal titolo rassicurante: Why Europe Should Not Worry About Italy, gli autori spiegano che al contrario di quanti molti credono, il “malato” in Europa è l’Europa stessa, non l’Italia. L’Italia è “un’ancora nel processo di integrazione europeo, non un iceberg”. Come dicono Carlo De Benedetti e il Deputato europeo Daniel Cohn-Bendt in un’intervista rilasciata a JDD (Le Journal du Dimanche) il rischio che l’anno prossimo arrivino gli euroscettici nel nuovo Parlamento Europeo esiste, è necessario per questo che l’Europa cambi politica.

J. de Saint Victor,L’Italie face à ses deux populismes, Le Monde, 4 Marzo 2013.”(…) L’uno come l’altro si presentano come una via d’uscita provvidenziale nei confronti dei vecchi demoni del parlamentarismo, a tal punto che i loro avversari hanno parlato di nascita di un nuovo mostro, il ‘Grillosconi’, frutto di un’epoca iper-individualista, ‘post-politica’,  dove il culto del capo dell’antica tradizione autoritaria ha lasciato il posto ad una forte emanazione dell’IO. In breve, due impostori in tempo di rigore (…) Il successo di Beppe Grillo avrà forse il merito di aprire gli occhi agli esperti europei sui limiti delle politiche da usurai che corrodono, come negli anni ’30, la democrazia parlamentare.” (…)

M. Crapez,Les électeurs italiens ne sont pas des idiots,Contrepoints, 4 Marzo 2013.”Il risultato di Beppe Grillo non è né sorprendente né preoccupante. Servirà solo a costringere la classe politica italiana a riformarsi (…) Gli intellettuali sono limitati e mancano di immaginazione: appena non capiscono un fenomeno sociale, lo attribuiscono all’infantilismo del popolo.” (…)

J. Attali,De quoi Beppe Grillo est-il le nom?, L’Express, 4 Marzo 2013.”(…) E la verità è molto semplice: in un Mondo che presto conterà 9 miliardi di abitanti, avidi di produrre, imparare, di creare e consumare, le nostre vecchie Nazioni d’Europa non potranno conservare il loro formidabile livello di vita che a condizione di scegliere chiaramente tra due strategie: ripiegarsi su Città Stato chiuse in loro stesse (…) o raggrupparsi in una vera potenza europea, politicamente unita, della taglia delle grandi Nazioni-continente di domani.” (…)

R. Santini, F.Giumelli,Why Europe Should Not Worry About Italy, Brookings, 4 Marzo 2013.”(…)L’Italia è certamente una bestia difficile da capire – figuriamoci da domare –  per le alter Nazioni europee, ma è un’ancora, non un iceberg, per il processo di integrazione Europea.” (…)

P. de Gasquet,Italie:l’hypotèse d’un retour aux urnes en fin juin se renforce, Les Echos, 4 MArzo 2013.”Per colpa di mancanza di dialogo con il M5S di Beppe Grillo, Pier Luigi Bersani potrebbe adeguarsi all’idea di un ritorno alle urne a Giugno (…) In questo clima di grande confusione, l’Istat ha pubblicato il suo ultimo Rapporto, che mostra a Gennaio una nuova impennata della disoccupazione che arriva a 11,7% (…) su sfondo di una fiammata del debito pubblico dato al 127,1% del PIL.”

L. Alderman, E. Povoledo,A Jester No More, Italy’s Gadfly of Politics Reflects a Movement, The New York Times, 3 Marzo 2013.”Un populista con capelli al vento, una voce potente e magliette stropicciate, Beppe Grillo ora tiene il destino dell’Italia – e dell’Europa – tra le sue mani (…) Grillo rappresenta la nuova tipologia di politico nata dalle ceneri della lunga crisi economica europea e dal malumore degli elettori degli altri Paesi (…) Rifiutando lo scambio di palla con l’establismhment  al potere, che ritengono irrimediabilmente corrotto, i nuovi arrivati stanno logorando i nervi di Berlino e Bruxelles.” (…)

S. Montabert,Ingouvernable Italie, Contrepoints, 3 Marzo 2013.”Le elezioni italiane di Domenica e lunedì scorso hanno prodotto esattamente il peggior scenario possibile: un Paese ingovernabile e votato ad un prossimo ritorno al voto.” (…)

M. Padovani,Italie. Le casse-tete sans solution, Le Nouvel Observateur, 3 Marzo 2013.” ‘Non abbiamo più né Papa, né Presidente del Consiglio, e presto non avremo neanche più un Presidente della Repubblica’, si lamentano i Romani, che hanno appena vissuto gli addii interminabili di Bendetto XVI, i tormenti della dine del Governo Monti e che si apprestano ad affrontare una nuova prova: l’elezione, a Primavera, del nuovo Presidente della Repubblica che deve succedere a Giorgio Napolitano. Nel frattempo bisognerà aver eletto un nuovo Governo. Più facile a dirsi che a farsi. Non esageriamo se parliamo di un rompicapo. Apparentemente senza soluzione.” (…)

G. Dinmore,No end in sight to Italian gridlock, Financial Times, 3 Marzo 2013.”Il Movimento 5 Stelle del comico ha cominciato a riunirsi per pianificare le prossime mosse. L’Italia e l’Europa hanno in sospeso una lunga e preoccupante attesa (…) Bersani sta perciò rivendicando il diritto di avere il mandato da Giorgio Napolitano per formare il nuovo Governo, anche se Grillo si è già rifiutato di dare il suo sostegno in Senato e dare così ai Democratici la maggioranza della quale hanno bisogno per governare. Di conseguenza, Napolitano sta esplorando altre vie per avere una coalizione i centrodestra e centrosinistra, senza però vedere Berlusconi o Bersani come Primo Ministro.” (…)

N. Farrell,Beppe Grillo: Italy’s new Mussolini, The Spectator, 2 Marzo 2013.”(…)Ma non c’è solo una comune esigenza di sbraitare di fronte ad una massa di sconosciuti che unisce l’irsuto Beppe e il calvo Benito In modo preoccupante, per l’Italia e anche per l’Europa, (dove la democrazia sembra essere incapace di risolvere la crisi esistenziale), c’è molto di più di questo (…) Mussolini ha scritto poco dopo aver fondato il fascismo che era ‘difficile da definire’. Il Fascismo non ha statuti o ‘programmi’ (…) Il manifesto di Grillo è chiamato il ‘non statuto’ (…) ‘Non abbiamo strutture, gerarchia, capi, segretarie…Nessuno ci da ordini’. Benvenuti nel nuovo futuro fascista.”

AFP per Le Point,Napolitano: l’Italie ‘n’est absolument pas malade’, 1° Marzo 2013.”In visita a Berlino, il Presidente italiano ha reagito alle manifestazioni di preoccupazione dovute ai risultati delle ultime elezioni (…) ‘Per parlare di contagio, bisogna prima essere malati’, ha dichiarato Napolitano, aggiungendo: ‘abbiamo un risultato elettorale complesso (…) ma sono sicuro che l’Italia non può che intraprendere il cammino dell’espansione e dell’unità dell’Europa’.” (…)

E. Faye, S. Brown,Napolitano appelle Berlin à faciliter la reprise dans l’UE, Reuters, 1° Marzo 2013.”Al termine della sua visita a Berlino, offuscata da tensioni bilaterali, Giorgio Napolitano ha chiesto venerdì alla Germania di aiutare maggiormente l’Italia, così come altri Paesi membri dell’UE, a riprendersi economicamente.” (…)

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