Ingente uso di carbone. Nubi di smog sulle città che sembrano nebbia da tagliare con un coltello. Interi villaggi minacciati dall’inquinamento e danni sulla salute delle persone. Questa è la Cina ritratta dal Ministero dell’Ambiente che, per la prima volta, ha ammesso l’esistenza di un rischio per la vita degli abitanti di determinate zone del paese a forte concentrazione industriale.

Il governo cinese e il Ministero della Salute, dopo aver negato per lungo tempo gli alti tassi di inquinamento del Paese, hanno dovuto riconoscere il pericolo sociale che la Cina sta affrontando. Oggi circa 2,7 milioni di cinesi (seconddo il Cancer Registry del 2012) si ammalano di tumore: certamente la causa non è solo l’inquinamento,  tema sul quale le autorità cinesi sono sempre stare reticenti, ma il rischio di malattie respiratorie è estremamente alto.

I villaggi del cancro interessarono fin dal 2009 il mondo del giornalismo: il primo a metterli sotto inchiesta fu Deng Fei, della Phoenix Tv di Hong Kong. Dopo averne recensiti un centinaio, le autorità cinesi si sentirono chiamate in causa e il Ministero della Salute diffuse un dato disarmante: in concomitanza della crescita economica cinese era aumentata dell’80% l’incidenza del cancro su tutte le malattie della popolazione. Questo significa che per ogni punto positivo sul Pil cinese, abbiamo un aumento anche del rischio per la popolazione di ammalarsi.

L’inquinamento dell’aria e dell’acqua rappresenta il problema più allarmante per la popolazione cinese; l’acqua, bene primario, diviene acqua potabile, viene usata per l’irrigazione agricola e quindi ritorna sottoforma di verdure e frutta sui banchi dei supermercati. Un’acqua inquinata significherebbe un pericolo a livello nazionale. Non solo l’acqua è potenzialmente a rischio. Anche il suolo, che è una risorsa non rinnovabile (attraverso cui passano le falde acquifere e quindi ancor più da salvaguardare) è una possibile fonte di allarme. La stampa internazionale parla di ‘segreto di stato’ cinese sui veri livelli di inquinamento del suolo: le fonti del Ministero dell’Ambiente non sono mai state complete e alcuni ‘dettagli’ mai diffusi.

Dopo anni di forte crescita, la Cina è a un bivio: continuare a crescere spaventosamente, consumando ingenti quantità di carbone, oppure pensare ai rischi sociali e diminuire i consumi industriali, causa di morte e di malattie? Sicuramente, la Cina si sta già attrezzando per il futuro: comprando terre in Africa per uso agricolo e industriale… mentre le sue, di terre, risultano avvelenate da metalli pesanti.

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