La settimana trascorsa è iniziata con riunioni domenicali dei neo-eletti anche per preparare la nomina dei Presidenti delle due Camere.

11 marzo: il capo dei grillino ha minacciato i suoi di andarsene se si mettessero d’accordo con il Pd. Spread in risalita in previsione anche dell’asta dei titoli di stato a lunga scadenza.

Il nostro Ministero degli Esteri, ha confermato che i due marò Girone e Latorre resteranno in Italia anche dopo la scadenza delle 4 settimane di permesso dopo 13 mesi prigionia (salvo un permesso natalizio) e che l’Italia instaurerà una vertenza internazionale sull’episodio. Inutile dire che i liberali, tra cui lo scrivente, ne sono felicissimi.

12 marzo: manovre, contro manovre; si va al Quirinale per lamentarsi della Magistratura e contemporaneamente si manifesta davanti agli Uffici giudiziari di Milano. È morta nella sua casa Teresa Mattei, la più giovane costituente e colei che chiese e ottenne di usare le mimose e non le viole per le festa delle donne. Espulsa nel 1938 da tutte le scuole del regno, avendo rifiutato di assistere alle lezioni in difesa della razza. Cacciata dal Pci nel 1955 per essersi opposta alla politica staliniana di Togliatti.

Spread a 312 punti base e Borse contrastate in inizio mattinata, poi dopo la conversazione del capo del M5S, che ha pronosticato l’uscita dell’Italia dall’Euro e la richiesta di tutti i prestiti avuti da parte dell’Europa,la Borsaitaliana ha chiuso come la peggiore d’Europa.

Strigliata del Presidente della Repubblica a Pdl e Magistratura: non è per niente il caso di continuare con atteggiamenti che aumentano la confusione e le intolleranze. Extra omnes, inizio del Conclave e prima fumata nera.

13 marzo: gesuita argentino, figlio di emigrati piemontesi, il cardinale Bergoglio è stato eletto papa Francesco alla quinta votazione. Senatore Monti a Bruxelles per il Consiglio europeo.

Problemi: addirittura minacciata la revoca dell’immunità diplomatica al nostro Ambasciatore in India per il non rientro dei due nostri marò.

14 marzo: il Senatore Monti è andato al vertice del Ppe europeo e poi al vertice dei Capi di Stato e Governo Ue, dove ha chiesto, ottenendo consensi, flessibilità per gli investimenti nel piano di stabilità europeo, almeno in questa prima bozza; ha poi preso congedo dai presenti e, successivamente, un messaggio all’Italia con la conferma che siamo uno Stato europeista.

Brutta grana creata dalla Corte suprema indiana che ha intimato al nostro Ambasciatore Daniele Mancini di non lasciare l’India senza autorizzazione. Mancini si è rifiutato di ricevere l’intimazione e allorala Cortesuprema indiana ha convocato l’Ambasciatore dell’Ue Gravino, dimenticando che la magistratura indiana (spiace scriverlo) ha fatto il suo comodo sulla pelle e sulla vita dei nostri due marò, fino a che è intervenuto il nostro Ministro degli Esteri.

Risalita delle Borse europee: la migliore è quella italiana e lo spread è tornato a valori di prima dell’ultima crisi: 318.

In compenso i dati sui valori di acquisto di case e con, o senza, l’aiuto di mutui sono su valori che ricordano gli anni ’80.

Il giornale tedesco Der Spiegel ha definito il capo di M5S, l’uomo più pericoloso d’Europa, per le sue dichiarazioni che lo appaiano a quelle della nascita del fascismo.

15 marzo: inizio della diciassettesima legislatura con le prime votazioni dei Presidenti di Camera e Senato.

La Cortesuprema indiana ha inviato a tutti gli aeroporti indiani la diffida a far partire il nostro Ambasciatore (violando così anche la convenzione di Vienna sul rispetto dei plenipotenziari stranieri) fino al 19 marzo, giorno in cui si riuniscela Cortesuprema. Il segretario generale dell’Onu ha invitato Italia e India a trovare una soluzione ragionevole e ragionata.

Prime votazioni a Camera e Senato, con preponderanza di schede bianche e con una proposta di affidare al Senatore Monti e con accordo condiviso,la Presidenzadel Senato, seconda carica istituzionale.

Le votazioni a Camera e Senato si sono concluse senza un risultato con la preponderanza di schede bianche e dunque si va ad oggi 16 marzo, in mattinata alla Camera e nel pomeriggio al Senato.

Ricordiamo a tutti gli amici liberali che domani 17 marzo è l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, la prima presa di coscienza dell’Unità di un popolo per secoli diviso e succube dello straniero, stato del Vaticano compreso.

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