Con la edizione odierna assumo la Direzione di Rivoluzione Liberale, non per mia volontà, ma perché costretto a prendere atto delle dimissioni di Marco Sabatini, che ne è stato l’animatore sin dal primo giorno. Il ringraziamento per quanto ha fatto in questi due anni di intenso lavoro, non è quindi soltanto un atto rituale, ma riconoscimento doveroso verso chi, più di tutti, ha voluto che nascesse un giornale quotidiano del PLI ed ha realizzato concretamente l’iniziativa, insieme ad un gruppo entusiasta di collaboratori, giovanissimi e meno giovani, di opinionisti e di militanti, che così hanno trovato lo strumento per dire la loro, a volte polemizzare, principalmente dimostrare la vastità e ricchezza del pensiero, dalle cui copiose radici nascono le nostre idee.

Mi sovviene la prudenza con la quale ho personalmente accompagnato la nascita del giornale, consapevole, insieme al fascino della appassionante avventura, che stimolava i più, anche delle difficoltà inevitabilmente ad essa connesse,  di realizzare ogni giorno un prodotto nuovo ed interessante , in considerazione della fragilità della struttura organizzativa del PLI. Gli amici, che coraggiosamente si sono assunti la responsabilità, ed ovviamente in primo luogo il Direttore,  sono stati all’altezza del compito ed il risultato è risultato qualitativamente  superiore ad ogni aspettativa. L’unico rammarico è che un simile sforzo avrebbe meritato un successo ancora più ampio in termini di lettori, anche se gli accessi sono stati nell’ordine pur sempre di migliaia, quindi non indifferenti.

Oggi, nell’assumermi questa nuova responsabilità, contando su altrettanta passione e professionalità della redazione, degli opinionisti, dei collaboratori e, soprattutto dei liberali, spero che possano emergere personalità e qualità professionali che, progressivamente, possano alleggerirmi del carico di lavoro connesso e delle  incombenze materiali, che sono molte e complesse.

Non posso che rispettare le ragioni di carattere deontologico, che hanno indotto Marco ad abbandonare il campo, nel momento in cui ha ritenuto di non riconoscersi più nel progetto politico del PLI, di cui Rivoluzione Liberale è organo ufficiale. Francamente, la mia iniziale prudenza rispetto all’iniziativa, non contemplava, tra quelle possibili, tale eventualità. Tuttavia il rispetto che ogni liberale deve alla libertà di pensiero di ciascuno, impone di prenderne rispettosamente atto, soffocare il rammarico (come capita ogni volta che un amico ci abbandona, e purtroppo è successo molte volte) ed andare avanti. Crediamo talmente nel valore politico, ma principalmente di testimonianza culturale e morale, di quello che facciamo, da non poterci tirare indietro. Quello a cui stiamo assistendo in Italia ne è una conferma quotidiana. Dilettanti allo sbaraglio, Istituzioni occupate da incompetenti in nome di un nuovismo vuoto, senza idee, ignorante, becero, distruttivo, rappresentano il contrario di quella grande ispirazione, in primo luogo intellettuale, alla quale abbiamo avuto il privilegio di esserci formati e che riteniamo debba essere, come nei Paesi più avanzati del Mondo, la regola che dovrebbe ispiratrice della politica per recuperare il prestigio ed il primato perduti.

La nostra diversità rispetto alle variopinte formazioni presenti in Parlamento e nella società, tutte prive, o colpevoli di aver rinunciato, ad una qualsivoglia radice valoriale, ci impone di proseguire in una presenza di testarda perseveranza, nella consapevolezza che, quella da noi intrapresa, ispirata ad un saldo ancoraggio ad un filone di pensiero, è l’unica strada per rilanciare la nostra democrazia, ferita a morte dagli assalti del qualunquismo, del populismo, del corporativismo dilaganti.

Con il nuovo odierno impegno mi riprometto, se sostenuto da adeguate collaborazioni e da un necessario pizzico di fortuna, di riuscire a superare in termini di diffusione i traguardi già raggiunti da chi mi ha preceduto, non per una pur esaltante sportiva competizione, ma nell’intento che una maggiore penetrazione del Giornale possa servire a rafforzare il messaggio liberale e restituire una speranza di futuro alla società italiana.

© Rivoluzione Liberale

 

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