La classe “politica”, espressa dal voto popolare sull’onda del rinnovamento ad ogni costo, ci riserva, ogni giorno, nuove sorprese.

La neoeletta Presidente della Camera, si reca a piedi al Quirinale per le consultazioni col Capo dello Stato. Evidentemente non si rende conto degli enormi problemi di sicurezza e conseguenti costi, che comporta questa sua vanità, finalizzata ad una maggiore esposizione mediatica. Probabilmente non è consapevole che la sua scelta impone uno speciale servizio di tutela, molto gravoso per gli organi di Polizia e per le finanze pubbliche, lungo tutto il tragitto.

La stessa Presidente, afflitta da eccesso di populismo, inoltre, ha preferito utilizzare, per il proprio pasto, il ristorante destinato ai funzionari, anziché quello dei deputati. Evidentemente nessuno l’ha informata che, in passato, le due mense erano unificate, ma l’affollamento determinava ritardi nella ripresa dei lavori parlamentari. Per questa sola ragione e non per una presunta volontà di separazione tra diverse categorie, il Collegio dei Questori del tempo decise di sdoppiare le due sale, riservano ai giornalisti accreditati la facoltà di usare lo stesso locale dei deputati per facilitarne il lavoro, durante la pausa per la colazione.

La ricerca della bizzarria populista ad ogni costo, ci fa sempre più rimpiangere i veri Presidenti del passato, come Nilde Jotti, Sandro Pertini o Giorgio Napolitano.

Alcuni deputati grillini, infine, sono stati sorpresi e fotografati mentre consumavano il loro pasto al ristorante dei Parlamentari, “pieno di stucchi dorati”, come in effetti la gran parte dei locali di Montecitorio, gioiello di architettura, realizzato ai primi del Novecento dal grande maestro palermitano Ernesto Basile, in seguito alla demolizione di parte dell’edificio precedente, ormai divenuto insufficiente. Una sprovveduta deputata del gruppo si è subito scusata e dichiarata disponibile a pagare la differenza. Purtroppo la tapina non sa che, dopo le polemiche insorte lo scorso anno per i prezzi praticati al Senato, i Questori della Camera hanno ulteriormente elevato i costi presso il ristorante dei Deputati, già abbastanza in linea con il mercato, fissandoli sulla media di quelli degli esercizi non di lusso dei dintorni. Quindi il suo desiderio non può essere esaudito.

Quanto tempo dovrà passare e quanti guasti questo nuovismo demolitore dovrà arrecare, prima che gli elettori e, soprattutto, i gioranisti, si rendano conto della sua futilità, e finalmente ci si possa concentrare ad investire le migliori energie del Paese per compiere le scelte serie e gravi, indispensabili alla non rinviabile ripresa economica?

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