Nonostante le tempeste finanziarie e la crisi economica che, ormai da anni, stanno sconvolgendo l’Europa, pare che una leggera brezza liberale si stia alzando su una importante fetta d’Europa.

Francia e Gran Bretagna, quasi di concerto, hanno approvato, in prima lettura, un provvedimento che, seppur con sfumature differenti, sfida tabù, antichi pregiudizi e veti religiosi riconoscendo il diritto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.

Immediata, quanto prevedibile e durissima, la reazione del Vaticano, espressa dall’ Arcivescovo di Genova e presidente della Cei Cardinale Angelo Bagnasco per il quale, a seguito di tali riforme, “siamo vicini al baratro”. A base delle obiezioni il concetto di “famiglia” inteso, dalle sfere religiose, come un vincolo matrimoniale prerogativa di una coppia costituita da un uomo ed una donna.

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato ad inizio febbraio (dopo mesi di discussione e durissimo confronto) con il sostegno della sola maggioranza (329 voti a favore contro 229) una Legge che permette il matrimonio (oltre all’adozione di figli, ma questo tema verrà affrontato separatamente in altra occasione) alle coppie gay. L’iniziativa, fortemente sostenuta dal Presidente François Hollande, è passata in questi giorni al Senato dove, presumibilmente, incontrerà maggiori ostacoli a causa di una minor peso, seppur esprima la maggioranza, della coalizione del Presidente.

“Noi affermeremo la libertà per tutti di poter scegliere il proprio partner con cui costruire un avvenire comune” ha dichiarato il Ministro della Giustizia, nonché relatrice del progetto di Legge “matrimonio per tutti”, Christiane Taubira per la quale non vi sono ragioni per le quali lo Stato “non garantisca i diritti del matrimonio” alle coppie omosessuali.

Passando oltre Manica, la Camera dei Comuni britannica ha approvato, quasi in concomitanza con la Francia, ma in questo caso con una larga maggioranza trasversale (400 voti a favore contro 175) una Legge che legalizza i matrimoni omosessuali “Marriage (Same Sex Couples) Bill”. Il provvedimento passerà quindi alla House of Lords (la Camera Alta) che dovrà pronunciarsi a maggio.

“È un importante passo avanti” che rende “più forte la nostra società”, è stato il commento del Premier britannico, il conservatore David Cameron, per il quale “il matrimonio aiuta le persone ad impegnarsi l’una con l’altra” concludendo di ritenere “giusto anche per gay potersi sposare” e che “il rinnovamento deve proseguire”.

Nella sua relazione durante il dibattito, il ministro della Cultura Maria Miller ha poi rivendicato come “tutte le coppie che si prendono un impegno per tutta la vita devono poterlo chiamare matrimonio” sottolineando l’aspetto che ciò debba essere possibile “senza differenza fra coppie di due sessi diversi o dello stesso sesso”.

Secondo la Bbc, la più autorevole emittente televisiva britannica, l’iniziativa ha visto l’opposizione di circa la metà dei conservatori (il partito di Cameron); fondamentale, quindi, il sostegno dei liberali (alleati di Governo) e dell’opposizione laburista.

Prima di questa proposta di Legge, in Gran Bretagna erano in vigore le ‘civil partnership’, unioni civili che garantivano una serie di diritti riguardo a pensione, eredità e mantenimento dei figli.

Se approvato anche dalla Camera Alta il provvedimento in questione permetterà alle coppie omosessuali di contrarre un vero e proprio matrimonio non solo con rito civile, ma anche religioso dove le singole Confessioni lo autorizzeranno (prevedibilmente nelle protestanti Inghilterra e Galles; più difficile, per le forti influenze cattoliche, in Scozia e Nord Irlanda).

L’Italia, al contrario, ostaggio di una cultura e mentalità conservatrice e del fermo veto del Vaticano, non dispone di una legislazione nazionale che riconosca alle coppie dello stesso sesso il matrimonio o, tantomeno, unioni civili.

Una classe politica ipocrita che fa della “famiglia tradizionale” uno spot elettorale che, di fatto, è discriminazione verso le coppie di fatto (eterosessuali ed omosessuali) non esce dallo stallo e da una posizione di comodo.

Ad esempio, tanto per ragionare in termini di convenienza e coerenza, quanti tra i politici di primo piano che, per compiacere il Vaticano, esaltano la “famiglia tradizionale” basata sul matrimonio indissolubile sono divorziati (la circostanza non viene citata per criticarne la condizione che presuppone scelte personali tanto difficili quanto da rispettare, ma proprio e solo per coerenza tra il detto ed il fatto)?

La posizione di Francia ed Inghilterra dimostra, oltre al coraggio riformista delle rispettive classi dirigenti, quanto più moderna e coraggiosa sia la sinistra francese rispetto a quella italiana la quale, pur dichiarandosi a favore quando era al Governo, non è mai riuscita a varare simili provvedimenti per la dilettantesca impossibilità di venire a capo delle contraddizioni e dei problemi interni a se stessa; ma, addirittura, quanto più liberali siano i conservatori inglesi rispetto ai sedicenti liberali italiani (espressione di classi dirigenti di partito o spesso semplici emigrati, per comodità di candidatura, nei partiti maggiori tanto di destra quanto di sinistra) i quali, messi alla prova dei fatti, mancano ad ogni occasione di coerenza e della volontà di sostenere riforme coraggiose e di modernità.

 Ancora una volta il Partito Liberale Italiano, sostenendo le libertà individuali e considerando le evoluzioni in Francia e Gran Bretagna come degli importanti passaggi di libertà, dimostra la propria coerenza e la capacità di sostenere riforme importanti l’opportunità delle quali è nel esclusivo interesse dei cittadini e della modernizzazione del Paese, svincolandosi e contrastando logiche di potere conservatrici che mirano, vizio tipico della politica italiana, alla permanenza in uno status quo (economico o sociale) garanzia della permanenza e della auto-conservazione della classe politica stessa.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Al di là di riscontrare una diversa concettualizzazionei affettiva e sensuale di coppia etero o omo sessuale, nelle società, che si connettono a valori religiosi, intesi come etici, monoteisti: quali l’ebraismo, il cristianesimo e il musulmano, bisognerebbe verificare e poi riflettere se in tali schemi di interpetrazione di etico e non etico, il sesso e le sensazini di benessere che esso procura, abbiano un ragione di essere a prescindere dalla procrezione, e quindi dalla perpetuazione della specie umana. Una affermazione positiva nei confronti della priorità e ragione dell’essere del rapporto sessule nei confronti della procreazione, una darebbe alcun motivo per porre una disamina sull’argomento. Diversamente un’analisi molto complessa andrebbe fatta su basi alquanto disaricolata in vari aspetti; non tanto per legittimare o deligittimare il rapporto omo-bisessuale, ma per meglio evidenziare l’indagazione sul rapporto o rapporti di affettività, trasmessi e percepiti tramite l’atto sessuale. Solamente cosi’ si puo’ sviscerare e poi eliminare qualsiasi etichettatura di vizio, depravato, non secondo natura ecc..alle uninioni non etero.

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