* Un ripensamento globale del sistema Italia e le riforme strutturali che ne seguirebbero possono avere un solo nome: Rivoluzione Liberale.

Purtroppo questa definizione è stata usata a sproposito dal centrodestra, che ne ha fatto un vuoto slogan privo di contenuti concreti, anzi smentito da derive federaliste e alleanze con lo statalismo di estrema destra.

L’obiettivo che ci prefiggiamo con le analisi che seguiranno è quello di affrontare il problema della competitività perduta del sistema Italia e insieme quello della dignità perduta del paese più bello e più ricco di coltura al mondo, per disegnare un progetto liberale di rottura, senza pregiudizi e avveniristico, che rimetta in discussione l’intero modello organizzativo, economico, normativo e amministrativo di un paese che merita di tornare ad essere un protagonista e un incubatore di progresso e civiltà. 

Per elaborare tesi liberali di cambiamento del paese proporremo soluzioni coraggiose, di rottura, molte delle quali a costo zero o minimo, tutte assistite da analisi razionali e da effetti ben identificabili e misurabili. I punti di riferimento saranno sempre la libertà economica, l’uguaglianza dei punti di partenza, la lotta alle disparità fra individui e gruppi sociali, la lotta ai privilegi ingiusti e alle vessazioni del cittadino e dei consumatori.

Il principio guida sarà quello della consapevolezza di ciò che è avvenuto con gli ultimi governi: le nuove tasse hanno colpito quelli che le hanno sempre pagate, le tariffe le paga chi ha e non chi consuma, ai comuni e alle regioni è stato permesso di spendere senza essere stati capaci di razionalizzare e sono stati autorizzate a rivalersi sui cittadini, i sistemi più semplici e odiosi, paga soprattutto chi ha risparmiato. Chi vive in città costose paga molto più di chi vive in zone dove il potere d’acquisto è stato meno falcidiato dallo sviluppo degli anni d’oro. Cosi non si è fatto altro che aumentare il divario di risorse disponibili a cittadini italiani

Il sistema impositivo è divenuto vessatorio e discriminatorio, il federalismo e il localismo hanno demolito il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Siamo tutti disuguali, sono nati nuovi privilegiati casuali e nuovi poveri casuali. Una vergogna per un sistema democratico.

Le tesi che proporremo rovesciano la logica che ci ha portato al fallimento: per tagliare spesa occorre tagliare prima le inefficienze ed eliminare le ingiustizie, altrimenti il taglio di spesa si traduce in peggioramenti insopportabili del livello dei servizi e delle sperequazioni.

Inizieremo dalla condizioni già pessime, maturate prima delle crisi economica, di qualità della vita. Poi analizzeremo lo stato dell’economia industriale, i fattori di debolezza e crisi. Poi individueremo soluzioni che abbiano effetti sia sulla organizzazione sociale ed economica che sulla qualità della vita.

© Rivoluzione Liberale

*Trattasi di una serie di articoli che verranno pubblicati il martedì ed il sabato e che complessivamente espongono una analisi dal punto di vista liberale, proponendo le relative  soluzioni.  

I precedenti articoli: Il problema irrisolto, Servono almeno 500 miliardi

 

 

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