* Una vita normale:utopia o opportunità? Facciamo un esercizio di desiderio di normalità, guardando quà e la nei paesi industriali avanzati, quelli di cui l’Italia sostiene di far parte. E di futurismo.

Nella società, nelle città dove vorremmo vivere ci sono:

  • Scuole dotate di impianti sportivi, tante piscine comunali

  • Asili nido a sufficienza, a costi ragionevoli

  • parcheggi in abbondanza, gratuiti almeno di notte e nel fine settimana, nuove urbanizzazioni con strade larghe e verde, niente serie di palazzine tutte uguali

  • orari scaglionati per scuole, commercio, uffici pubblici e privati. Tutti i servizi sono solo parzialmente sovrapposti alle attività produttive.

Il commercio, gli uffici pubblici, le banche, le poste, gli enti, fanno orario continuato. Diminuiscono drasticamente il fabbisogno di spazio, i costi di riscaldamento, i tempi morti, gli affollamenti, il traffico e il tempo rubato alle attività produttive.

Un gigantesco recupero di competitività a costo zero

Tutto quello che dobbiamo pagare lo gestisce la banca. La banca fa da consulente fiscale, da incassatore, da pagatore, da gestore dei rapporti con le utenze, le assicurazioni, i professionisti, il fisco, scuole, università, agenzie di viaggio, l’idraulico, l’elettricista, la Tv, le autostrade europee, la sanità regionale o privata, la previdenza volontaria.

La banca riunisce tutte le comunicazioni con tutti questi soggetti, e a noi chiede solo alcune comunicazioni e alcune autorizzazioni. Le fatture sono riunite e gestite da un servizio dedicato, i pagamenti sono riuniti, la banca fa da intermediario..

Noi non dobbiamo più distoglierci continuamente dal lavoro, dalla famiglia o dal tempo libero La tecnologia lo permette già, fra le imprese più avanzate i rapporti sono già così.

Quando ci mettiamo in viaggio le autostrade sono a quattro corsie per senso di marcia. Le merci viaggiano soprattutto per mare o per ferrovia. In tutti gli aeroporti si arriva in metropolitana o con treni dedicati. I taxi pensino alle corse brevi urbane.

I taxi lavorano con auto collettive e dedicate, spaziose e con veri bagagliai, che lavorano su tre turni, come mezzo di lavoro e non come auto personale.

I depositi delle aziende di trasporto pubblico, già vigilati giorno e notte, hanno sotto la superficie enormi parcheggi privati vendibili o affittati. Uso razionale delle aree disponibili.

La settimana lavorativa è di 36 ore e si va verso le 32 ore. Per la maggior parte delle attività di servizio è sufficiente. Basta ridurre il numero di operazioni e abituarsi alle priorità, rivedere con determinazione i processi e fare della ricerca continua dell’efficienza un valore professionale diffuso.

Per le (poche) attività per cui il costo del lavoro è un fattore importantissimo e l’efficienza già elevatissima, ci sono altre soluzioni, ben note agli esperti di organizzazione industriale.

Con questa organizzazione sociale e con queste rivoluzioni negli orari si è sviluppata una economia più differenziata e più dedicata alle attività creative e del tempo libero. I posti di lavoro aumentano, il peso del lavoro diminuisce.

Più facile in Italia che in altri paesi.

Non è utopia, succede spesso in alcune comunità in Europa e negli Usa.

A noi è stata negata una vita meno complicata, almeno poniamo le condizioni per renderla possibile ai nostri figli.  

© Rivoluzione Liberale

*Trattasi di una serie di articoli che verranno pubblicati il martedì ed il sabato e che complessivamente espongono una analisi dal punto di vista liberale, proponendo le relative  soluzioni.  

I precedenti articoli: Prima della crisi: questa Italia non ci piaceva già, Rivoluzione liberale per la competitività, Servono almeno 500 miliardi, Il problema irrisolto

 

 

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