* Lo scempio urbanistico, l’arretratezza delle norme e dei regolamenti è davanti agli occhi di tutti. La frammentazione dei catasti, delle anagrafi, dei tributi locali, delle esattorie, delle amministrazioni scolastiche etc. ha creato inefficienza e fonti di vessazione.

I costi delle case, quasi sempre brutte case, sono insopportabili e profondamente iniqui per le nuove generazioni, gli immigrati, chi vive nelle grandi città.

Costringono a ritardare la costituzione di una famiglia, a ridurre il numero dei figli, a sacrifici eccessivi per mantenere gli studenti universitari o i neolaureati precari, a sopportare convivenze forzate.

Il costo degli immobili è una delle principali fonti di nuova povertà.

Le attrezzature sportive sono scarse e poco curate. Nelle nostre città trovare piscine, centri sportivi, parchi attrezzati è raro e casuale. Solo alcuni comuni se ne sono preoccupati.

I tributi locali sono una scorciatoia vile per scaricare sui comuni l’onere di curare le proprie finanze. L’Imu, la Tarsu e i tributi locali in genere sono una giungla per il contribuente, gestita da 8000 uffici diversi, del cui costo nessuno si preoccupa.

Ci sono regioni che hanno fatto bene in certi servizi, regioni che hanno fatto meno bene, basti pensare alla sanità e ai rifiuti. Molte regioni hanno costituito patrimoni immobiliari e centri di potere politico ed economico più estesi di quelli degli anni peggiori dell’apparato statale.

In nome della devolution si è ricostruito il peggior interventismo, tanto vituperato a parole dalla destra e dalla sinistra.

Una quota troppo alta delle nostre tasse va non a Roma, ma a Roma, a Palermo a Napoli, a Milano, sì a Milano, a Venezia, a Torino, a Trento e Bolzano etc.

Presupposti di un cambiamento radicale

Qualcosa è cambiato rispetto a 20 o 30 anni fa.

La macchina statale non è più così inefficiente, l’informatica e normative più moderne hanno reso molte amministrazioni pubbliche rapide ed efficaci. Basti pensare alla informatizzazione tributaria, realizzata in 4 anni – un record – e agli uffici passaporti della Polizia di Stato, rapidissimi e organizzati.

Le dimensioni minime per una macchina amministrativa pubblica sono aumentate, i costi del ridisegno dei processi e delle professionalità necessarie possono essere sopportati solo in presenza di dimensioni crescenti.

L’Italia sarà sempre più una regione d’Europa. La delega a microlivelli delle funzioni amministrative pubbliche è soltanto e sarà sempre più un ostacolo allo sviluppo e alle attività produttive.

I cittadini si sono allontanati dalla politica. Allora forse non è più così importante alimentare tante istituzioni partecipative, se poi partecipano solo gli apparati di partito o i professionisti della politica

Tutti si lamentano dei costi della politica. Però sappiamo che sarebbe controproducente ridurre i compensi, serve solo a disincentivare i migliori talenti e i ceti produttivi dagli incarichi politici.

© Rivoluzione Liberale

*Trattasi di una serie di articoli che verranno pubblicati il martedì ed il sabato e che complessivamente espongono una analisi dal punto di vista liberale, proponendo le relative  soluzioni.  

I precedenti articoli: Un paese vivibile per tutti, nessuno escluso; Prima della crisi: questa Italia non ci piaceva già, Rivoluzione liberale per la competitività; Servono almeno 500 miliardiIl problema irrisolto

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