* Per salvare il salvabile nelle città, e soprattutto per tentare di intervenire pesantemente con strumenti tecnici per ridurre drasticamente il costo delle case, occorrono piani urbanistici, norme cogenti nazionali, potere alle professionalità in luogo dei professionisti della politica, controllo sulle aree e le costruzioni, con l’obiettivo di riequilibrare domanda e offerta e rovesciare le condizioni che alimentano le speculazioni e il trasferimento costante di ricchezza dalle famiglie agli immobiliaristi.

Le nuove povertà non si combattono con un piccolo aumento delle pensioni o con una piccola riduzione delle tasse, ma regolando il mercato, come si fa in molti stati europei.

Ridurre drasticamente il numero dei comuni, con una soglia minima di popolazione e territorio.

Incorporare forzatamente i piccoli comuni con continuità urbana nelle grandi città, così si eliminano inutili ostacoli alle metropolitane e altri trasporti pubblici, inutili autonomie per le licenze commerciali, inutili ostacoli alla pianificazione dello sviluppo territoriale e dei servizi.

Diritto alla certezza normativa: IMU, Tassa Rifiuti, Irpef, Bollo Auto con le stesse norme in tutta Italia. Ogni altro provvedimento amministrativo deve essere nazionale. Niente tasse sul lusso in Sardegna si e in Puglia no. Niente giungla dei bolli auto, niente divieti di circolazione in Lombardia si e a Genova no.

Se le regioni hanno usato la Devolution per alimentare il protagonismo dei governatori, allora non meritano la devolution. Un paese competitivo è coeso, con amministrazione leggera e senza troppe concessioni alle forze centrifughe. L’unità d’Italia e l’unione europea ci hanno salvato dal caos sociale e amministrativo, vanno rafforzate, non indebolite.

Se i cittadini della Lombardia – secondo la pubblicità della Regione e dei politici leghisti e di Centrodestra e con quale metro è tutto da verificare, un mantra che diventa vero a forza di ripeterlo – hanno un migliore sistema sanitario e un migliore sistema scolastico rispetto ad altre regioni, siamo di fronte a una tripla vergogna : la vergogna delle regioni che non sono state all’altezza, la vergogna dello Stato che ha permesso queste differenze, la vergogna della Regione Lombardia che usa i denari pubblici per autoglorificarsi e orientare il consenso.

 © Rivoluzione Liberale

*Trattasi di una serie di articoli che verranno pubblicati il martedì ed il sabato e che complessivamente espongono una analisi dal punto di vista liberale, proponendo le relative  soluzioni.  

I precedenti articoli: I disastri del federalismoUn paese vivibile per tutti, nessuno escluso; Prima della crisi: questa Italia non ci piaceva già, Rivoluzione liberale per la competitività; Servono almeno 500 miliardiIl problema irrisolto

 
 
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