Il Congresso Mondiale Ebraico ha aperto a Budapest, Domenica 5 Maggio, la sua 14ma Assemblea Generale. Il WJC ha scelto la capitale ungherese come segno di solidarietà verso la sua comunità ebraica, visto il ripetersi di atti antisemiti che si sono moltiplicati nel corso dell’ultimo anno. Il Congresso Mondiale Ebraico ha dichiarato aspettarsi dal Governo ungherese “misure efficaci” contro tali atti. Serge Cwajgenbaum, Presidente del Congresso Ebraico Europeo (EJC), aveva chiesto al Governo ungherese di rafforzare la legislazione contro chi commetteva azioni antisemite, “ci vogliono leggi severe come quelle che sono state adottate in Grecia, dove il Governo ha deciso di vietare le manifestazioni antisemite e di mettere in guardia i deputati di estrema destra che possono perdere la loro immunità parlamentare e essere sottoposti alla giustizia. E’ questo tipo di legge che ci aspettiamo  da questo Paese”, aveva sottolineato con forza poco prima dell’inizio del Congresso.

Per capire facciamo un passo indietro. In seguito alle elezioni politiche del 2010, Viktor Orban, il Primo Ministro ungherese, ha dichiarato che gli elettori avevano compiuto una  “rivoluzione” dando al suo Partito, il Fidesz, due terzi dei seggi al Parlamento e permettergli così di ricostruire l’Ungheria che era sul bordo del  baratro finanziario. Il Partito ungherese di estrema destra Jobbik (Movimento per una Ungheria migliore) ha anch’esso ottenuto un risultato da non sottovalutare. Ha portato a casa 47 seggi sui 386. E’ oggi il terzo Partito del Paese, dopo Fidesz e i socialisti. Anche se si trova ufficialmente all’opposizione, gli avversari politici di Jobbik lo considerano, dal punto di vista ideologico, vicino al Partito del Primo Ministro. Viktor Orban  nel suo atteso discorso si apertura del Congresso ha pubblicamente dichiarato la sua preoccupazione per le ostilità, sempre più manifeste in Ungheria e in Europa, verso la comunità ebraica, qualificando l’antisemitismo “inaccettabile e intollerabile”. Ha spiegato quali misure avesse preso il suo Governo conservatore in vista di bandire i crimini di odio e perpetuare la memoria dell’Olocausto, che è costata la vita a quasi 500mila ebrei ungheresi.. Ospite del Congresso, il Ministro israeliano dell’Energia, ha da parte sua reagito abbastanza positivamente alle parole del Primo Ministro ungherese. E’ stato però criticato da qualche partecipante per non aver risposto esplicitamente un appello del Presidente del WJC, Ronald Lauder, che nel suo discorso inaugurale si interrogava sul ruolo del Partito estremista Jobbik  dichiarando che “gli ebrei ungheresi” avevano bisogno del Governo “per affrontare queste forze oscure” e dal WJC chein un comunicato ufficiale denuncia che “il Primo Ministro non ha affrontato la vera natura del problema: la minaccia che viene dagli antisemiti in generale e più precisamente dal Partito di estrema destra Jobbik”. “Ci dispiace molto che non abbia fatto alcun riferimento a qualsiasi incidente di natura antisemita o razzista avvenuto negli ultimi tempi e non abbia neanche sottolineato con chiarezza la differenza tra i Governo e la frangia di estrema destra.” Jobbik ha preso di mira anche la minoranza Rom ungherese e si oppone all’Unione Europea, così come a qualsiasi tipo di influenza straniera. Uno dei deputati del Jobbik, Marton Gyongyosi, aveva chiesto lo scorso Novembre che venisse stilata una lista di ebrei influenti con il fine di proteggere la sicurezza nazionale. Durante la manifestazione del Jobbik, avvenuta sabato 4 Maggio, poche ore prima dell’apertura ufficiale del Congresso, un gruppo di deputati di questo schieramento hanno accusato gli ebrei di tentare di comprare diverse proprietà per impadronirsi dell’Ungheria. Hanno ugualmente accusato Israele di controllare diversi campi di concentramento a Gaza. Ma durante il suo discorso ai rappresentanti della comunità ebraica del mondo intero, Orban ha anche dichiarato: “non vogliamo che l’Ungheria diventi un Paese dove regna l’odio e l’antisemitismo per questo vi chiediamo aiuto in base alla vostra esperienza per aiutarci a risolvere il problema”. Se da una parte il Governo sostiene aver preso misure importanti contro l’antisemitismo, i suoi detrattori denunciano che non si è sufficientemente smarcato dal Jobbik. Ricordiamo che l’Ungheria era un tempo il fulcro della vita della comunità ebraica in Europa e gli ebrei costituivano un quarto della popolazione di Budapest prima dell’Olocausto. Oggi nel Paese ci sono tra gli 80mila e i 100mial ebrei, e la loro vita attiva è ripresa grazie alla ricostruzione di Sinagoghe e scuole. Il Congresso Mondiale Ebraico (WJC),  ha fatto appello ai Governi europei, in una Risoluzione votata a fine lavori, affinché prendessero in seria considerazione “l’interdizione dei Partiti neonazisti il che hanno come obbiettivo di rovesciare l’ordine democratico o che rappresentino una minaccia alla sicurezza e al benessere delle minoranze”. Il testo prega le autorità a “adottare e applicare delle leggi contro la minaccia di violenze, l’odio razziale e la negazione dell’Olocausto”.

E’ giusto sottolineare che in chiusura di Conferenza, il Presidente del WJC Ronald Lauder, rieletto per un nuovo mandato di 4 anni, è voluto intervenire in difesa di Orban, criticato da diversi partecipanti per il suo discorso di apertura giudicato troppo “morbido” e non sufficientemente chiaro sulle posizioni del  suo Governo nei confronti del Partito estremista Jobbik. Lauder ha dichiarato che il Primo Ministro ungherese aveva preso una chiara posizione contro Jobbik in una recente intervista pubblicata da un giornale israeliano.  A Viktor Orban in questo momento conviene mantenere un basso profilo visto le polemiche che i suoi repentini cambi di Costituzione, giudicati contrari ai valori dell’Unione Europea e allo Stato di diritto suscitano soprattutto in seno all’UE. Ma questa è un’altra storia, i mezzi che ha l’UE oggi in mano non sono abbastanza efficaci per lottare contro le derive in un altro Paese. L’articolo 7, che dovrebbe togliere di fatto il diritto di voto  agli Stati che “offendono” i valori dell’Unione, non è che un palliativo con una procedura talmente complicata per renderlo effettivo, che sembra essere stato scritto per non essere mai applicato. Oggi comunque l’Ungheria rimane sorvegliata speciale, a Giugno la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa pubblicherà un parere sull’Ungheria, nello stesso periodo il Parlamento Europeo adotterà una risoluzione su questo Paese. Tra i problemi messi in evidenza dal WJC e il “dossier Ungheria” in mano all’UE, forse, senza volerlo il Primo  Ministro ungherese riuscirà nel grande exploit dii rilanciare il dibattito sui valori europei (o meglio dei valori tout court) e sui mezzi per farli rispettare.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI