Non ha neppure un mese, ma il Governo Letta ha spazzato il tavolo e ci ha ricatapultato nella politca italiana degli ultimi venti anni. I soliti equilibrismi, le solite questioni, i soliti protagonisti. Vero vincitore della partita, ad oggi, pare essere un Berlusconi tornato al centro della politica italiana dopo un periodo, a dir vero breve, nel quale sembrava caduto in disgrazia. La miopia e la solita tendenza della classe dirigente della sinistra italiana a sottovalutarlo ha reso possibile questa, sottolineiamolo ennesima, resurrezione.

Pochi giorni fa (11 maggio) abbiamo assistito ad una nuova dimostrazione del delirio delle piazze. L’occasione, questa volta, una manifestazione del PDL a Brescia, presente Berlusconi, in occasione della campagna elettorale locale per l’elezione del Sindaco nella quale i temi amministrativi e comunali hanno avuto, a dire il vero, un riscontro marginale rispetto alla figura ed alle questioni personali del leader della destra italiana.

Per farla breve, al di là dei risvolti mediatici e della propaganda, gli aspetti che interessa analizzare e verso i quali verrà indirizzata tutta l’attenzione riguardano l’ennesima dimostrazione della pochezza di una sinistra astiosa contro l’avversario, anzi il nemico, che ha la colpa di non farsi sconfiggere.

A più riprese l’asse lega-PDL è stato sul orlo del precipizio, ad un soffio dal cadere nel baratro della vergogna e del oblio per situazioni interne, medi o grandi scandali oppure per un infinito coinvolgimento processuale del grande capo-popolo e dei suoi emissari. Immancabilmente, però, una sinistra miope, incapace di gestire le contraddizioni e le faide interne (paradossale che le guerre di potere partano sempre prima di aver consolidato, o addirittura raggiunto, una vittoria), l’evoluzione della situazione (passerà alla storia la strafottenza di quel “smacchieremo il giaguaro”), ma soprattutto incapace di imparare dagli errori del passato.

Sarà, ma mentre il “giaguaro” è ancora lì, più forte di prima per aver superato anche questa partita, vero protagonista della politica italiana, destinato, così pare in base a tutti i sondaggi, alla vittoria elettorale in caso di elezioni nazionali, alla sinistra degli aggettivi (centro-sx, democratici di sx, cattolici di sx, moderati di sx, bindiani, dalemiani, veltroniani, chi più ne ha più ne metta..) non resta che leccarsi le ferite e subire pure le sfuriate della piazza che non sa gestire ed i regali che continua a fare al proprio avversario.

A Brescia abbiamo assistito, purtroppo, ad un fenomeno becero: l’aggressione basata su una contestazione violenta che dimostra solo l’incapacità di proporre alternative. Una buona fetta del paese ormai ha la vista annebbiata e, quasi schiumando di rabbia, dimostra come non sia più neppure in grado di manifestare legittimo dissenso, ma si riduca alla provocazione, scada nell’aggressione, anche fisica, occupi, letteralmente assalendo, gli spazi del avversario impegnato in una propria manifestazione politica, calpestando qualsiasi logica di confronto e contrapposizione democratica.

A scanso di equivoci, è leggittima qualunque manifestazione di dissenso (la si faccia il giorno prima , quello dopo, lo stesso giorno, ma in un’altra piazza e si dica quello che va detto), ma ciò che non può essere accettato è che una fazione si presenti, proprio come successo a Brescia, nel corso di una manifestazione altrui, cercando di impedirne il normale e legittimo svolgimento, per scaricare odio, insulti, violenza, spesso fisica contro i manifestanti (che si possono ritenere ottusi per il fatto che sostengono chi sostengono, ma contro i quali nessuno ha il diritto di esercitare violenza fisica), contro quello che ritiene il nemico. Dimostrando, in fondo, inutile odio, fomentando tensione sociale, proponendo nulla e fornendo pretesti al “nemico” per additarli.

Civiltà è, innanzi tutto, confronto. L’elenco delle mancanze o responsabilità sia politiche sia personali di Berlusconi è ben lunga e conosciuta (anche da queste colonne non sono mancate le giuste critiche), così come le imputazioni processuali, così come i comportamenti degni di tutto meno che di ammirazione; non è questo l’aspetto in discussione. Ciò che va condannato è come una parte, sulla base di una auto-proclamata superiorità morale che, in fin dei conti, non ha, si senta nel diritto di ricorrere alla violenza per tappare la bocca ad avversari che non sa sconfiggere politicamente o, quando riesce a farlo, rivitalizza con le proprie mancanze.

Se Berlusconi è ancora al suo posto lo deve, riconosciamolo, alla già citata incapacità della sinistra di gestirsi e di gestire le vittorie. Quelle che furono i successi elettorali di Prodi vennero affossati dai suoi stessi compagni di viaggio, le ultime elezioni sono state gestite in maniera, permetteteci, demenziale con un misto di arroganza e strafottenza che nemmeno l’ultimo dei dilettanti avrebbe messo in campo. La riflessione sulla quale dovrebbe concentrare i propri sforzi la sinistra italiana è, per farla breve, che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. Qualcuno di buona volontà appenda una targa con quel virgolettato nelle sedi di partito.

 Infine, un breve accenno ad un particolare emerso dalla manifestazione di Brescia. L’accostamento di Berlusconi con Enzo Tortora ed il grave errore giudiziario che lo coinvolse, che sia un paragone diretto (come riportato dalla stampa nazionale, ma smentito dal interessato) o un paragone “alla lontana” per solo guadagnare riscontro mediatico, pare quantomeno improprio e, permetteteci, di cattivo gusto.

 Il richiamo alla responsabilità civile dei magistrati è una battaglia che i liberali condividono e sostengono, senza la demagogia o condizionamenti, ma con i propri valori e riferimenti etici a prescindere, in un’ottica per così dire crociana, da chi la promuova; ma permetteteci di dire che Tortora era un liberale ed un vero signore ed il suo nome, così come la sua memoria, non meritano di finire nel tritacarne di una propaganda bassissima, intorno alla annosa questione della riforma della giustizia o della magistratura, nei termini faziosi in cui  oggi ancora una volta viene riproposta.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Condivido tutto bravi
    Ma menomale che a sinistra sono così
    ………. altrimenti come faremmo noi ?
    stanno già patendo e la nostra corsa
    ne risulterà avvantaggiata.
    stefano

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