Avete presente il gioco del domino? Gli Stati europei sembrano le tessere che cadono una dopo l’altra di fronte all’escalation dei diritti delle coppie gay. Per quanto ci si sforzi di arginare quello che pochi anni fa veniva considerato un “problema”, le politiche nazionali si trovano a fare i conti con le pari opportunità che richiede questa categoria sociale e.. non possono che concederle.

Lo faccia con i gay pride o con le giornate mondiali contro l’omofobia, con il mezzo televisivo o per strada, la comunità LGBT non può essere ignorata, così come non può esserlo il loro bisogno di diritti nella società.

Nel Vecchio Continente la Francia è stata l’ultima fortezza espugnata: dopo l’approvazione dell’Assemblea Nazionale, la legge che permette agli omosessuali di sposarsi e di adottare figli è stata finalmente approvata. Il 28 maggio è stato celebrato il primo matrimonio omosessuale. In Italia è stata concessa l’assistenza sanitaria integrativa che spettava ai Deputati parlamentari anche ai compagni dello stesso sesso. Piccoli passi in un Paese che finge di non vedere il deficit di diritti degli omosessuali.

Gli LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) sono ormai un realtà che c’è e non può essere ignorata. I matrimoni fra persone dello stesso sesso sono permessi in molti Paesi: dal Nord Europa alla Penisola Iberica, passando per la Francia. Diversa la situazione per le unioni civili: riconosciute in Germania,Regno Unito, Finlandia, Svizzera e molti altri.

Le sorprese non mancano neanche oltreoceano e in diversi settori: dall’outing del giocatore dell’NBA Collins (il primo nel mondo del basket) all’apertura dello scoutismo nei confronti dei gay, il tessuto sociale mondiale richiede nuove “toppe” per ricucire gli “strappi” della politica nei confronti degli LGBT. Dopo l’esodo dei giovani all’estero, sarà in grado il Bel Paese di contenere anche quello delle coppie omosessuali con una legge che renda legali le loro unioni?

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. Circa il riconoscimento delle unioni civili credo che non dovrebbero esistere dubbi. Dubbi fondati, invece, ci sono circa l’equiparazione delle unioni omosessuali ai matrimoni. Credo però che non sarà facile sostenere la ragionevolezza di questi dubbi, perché la deriva mondiale, sostenuta da lobbies potenti e ascoltate, porta più facilmente in questa direzione che nella direzione opposta, ossia quella che riconosce la specificità irriducibile del matrimonio eterosessuale.

Comments are closed.