Da oggi, pur mantenendone la responsabilità, la Direzione della testata passa a Paolo Guzzanti. Sono molto lieto che, dopo aver deciso di rientrare nel PLI, egli abbia accettato di dirigere il quotidiano del partito, perché ne arricchirà notevolmente i contenuti e, grazie ad una professionalità indiscussa, darà nuovo impulso alla nostra “Rivoluzione Liberale”. Sotto la sua guida esperta non soltanto miglioreranno i contenuti, ma sicuramente verranno coinvolte altre autorevoli firme, che susciteranno un rinnovato interesse nei lettori, destinati, per questo motivo, ad aumentare in modo consistente.

Concludendo la mia fatica di direttore, durata alcuni mesi, posso senz’altro affermare che è stata un’esperienza interessante e ringrazio i collaboratori, tutti bravi, che, grazie ad uno straordinario entusiasmo e ad una grande passione politica, rappresentano il reale patrimonio della testata.

Coordinare questo gruppo è stato un grande piacere, perché mi ha dimostrato sul campo che esistono molti giovani ed altrettanti meno giovani, di formazione culturale liberale, che cercano sedi dove poter esprimere in totale libertà la proprie idee. Nel periodo in cui ho avuto la responsabilità di dirigere il giornale, ho avuto la positiva sorpresa che non sia mai stata scritta qualcosa che contrastasse con i principi ed i valori di riferimento, ai quali siamo fedelmente ancorati. Pluralismo di opinioni, si, ma sempre nel rigoroso perimetro intellettuale della ricca tradizione del pensiero liberale. “Rivoluzione Liberale” si è quindi caratterizzato come un luogo di dibattito plurale ed aperto tra le infinite sfumature della cultura e della critica politica, proprie dei liberali, all’insegna della leggerezza, piuttosto che come il noioso tradizionale organo ufficiale di un partito.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a Georgia, sempre disponibile, anche nei giorni festivi e talvolta in ore notturne, a collaborare per la sistemazione grafica degli articoli.

So che lascio il quotidiano del Partito in ottime mani e confido che l’amico Paolo saprà aggiungere quel qualcosa in più che ho sempre cercato, senza riuscirvi. Anche se con minore assiduità, continuerò a scrivere, affliggendo i lettori affezionati ed i liberali immarcescibili, con le mie analisi.

Non mi rimane che augurare al nuovo Direttore ed a tutti i collaboratori della testata, buon lavoro ed il massimo della fortuna possibile per la nuova “Rivoluzione”, che si apprestano ad avviare!

Stefano de Luca

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Quando circa un mese fa Stefano de Luca mi chiese di rientrare nel Partito Liberale visto che le ragioni del nostro dissenso (bipolarismo contro ritorno al multipolarismo) erano venute a cessare perché i fatti avevano deciso a favore del bipolarismo, non immaginavo che al mio rientro si sarebbe aggiunto il piacere e l’impegno per il quotidiano on line “Rivoluzione Liberale”. Il direttore di questo bel giornale on line è stato finora lo stesso segretario nazionale al quale ho chiesto di restare come responsabile della testata, sembrandomi una ulteriore garanzia per me e per i lettori e Stefano ha accettato di buon grado. Io eredito molti valenti collaboratori con cui ho già preso contatto ed altri che mi riprometto di vedere in questi giorni, ma ho la fortuna di prendere il timone di una barca che già in pieno assetto e piena navigazione. Dunque, a me il compito di proseguire sulla rotta. Voglio ringraziare e salutare i molti e validi collaboratori che già scrivono su Rivoluzione Liberale e i molti lettori che ogni giorno vengono a respirare un po’ di aria libera, oltre che liberale.

E’ un momento pesantissimo della nostra storia e proprio per questo sono fiducioso nel fatto che il nostro modo di affrontare la realtà, laico e rispettoso di tutti, ma assolutamente libero nel prendere posizione e persino modificare le posizioni che si rivelassero sbagliate. Nella mia vita ho imparato che si procede per errori, correzioni, successivi errori, successive correzioni. Questo è il cardine del pensiero empirico che è alla base della libera ricerca e del progresso reale, non ideologizzato. Sarò lietissimo di ricevere consigli, suggerimenti, proposte. Non prometto di rispondere a tutti perché ho tempo ed energie talvolta limitati, ma farò del mio meglio. A questo punto non mi resta che farvi i migliori auguri, contando sul vostro augurio a intraprendere questa opera di giornalismo.

Colgo l’occasione per salutare e ringraziare il Presidente sen. Enzo Palumbo, il Segretario on Stefano de Luca, tutti i membri della Direzione (di cui sono tornato a far parte) e tutti gli iscritti e simpatizzanti per questo antico partito che è vivo e vitale. Quanto ai nostri denigratori, che sono molti e assidui, userò le sagge parole di Adlai Stevenson: “Smetterò di raccontare la verità su di voi, quando voi smetterete di raccontare bugie su di noi”.

Paolo Guzzanti

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2 COMMENTI

  1. Caro Paolo, ci ritroviamo nuovamente sulla stessa nave. Mi trovi al posto di sempre comandante: mozzo di sentina; pronto a salire in coperta ma senza restarci troppo a lungo. Il quadrato ufficiali è bello, ma io, in fondo, amo il grog, la ciurmaglia ed un armonica la sera tra il fasciame scricchiolante. Buon vento capitano, la tastiera è pronta…..

  2. Caro Paolo, è con particolare soddisfazione che saluto pubblicamente, oltre che il Tuo rientro nel PLI, dai cui ideali credo che Tu non Ti sia mai allontanato, anche il Tuo nuovo impegno nella direzione politica di Rivoluzione Liberale, che potrà così beneficiare della Tua cultura, passione ed esperienza. Mi piace in particolare l’approccio laico con cui ha intrapreso questo nuovo impegno, allorché hai voluto evidenziare che il metodo liberale è quello popperiano che procede sempre “per tentativi e per errori”. senza mai avere la pretesa ideologica di affermare una verità che non esiste se non per successive ed infinite approssimazioni, e senza che sia possibile celebrare, una volta per tutte, la “fine della storia”.Sono lieto che questo percorso, fatto di dubbi piuttosto che di certezze, ma anche improntato a leale confronto di diversità che possono sempre emergere, torni ad essere comune tra di noi.

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