Le riforme quadro per ridisegnare il sistema  secondo criteri di modernità ed efficienza sono:   

–          Incorporazione della legislazione regionale con quella nazionale –

–          Trasferimento delle funzioni allo Stato o ai Comuni, a seconda della prevalenza dell’interesse nazionale o locale.

–          10 città metropolitane che assorbono tutti i comuni in continuità territoriale. 500/1000 comuni al massimo, che hanno una dimensione sufficiente – minimo 40.000 abitanti ad esempio per gestire i servizi con obiettivi di efficienza e unificazione dei protocolli.

–          Protocollo nazionale di servizi comunali.

–          Obbligo di informatizzazione e gestione online dei pagamenti. Convenzioni nazionali per il funzionamento degli uffici.

–          Passaggio da 16 sistemi locali di gestione rifiuti a un solo protocollo nazionale con obiettivi di efficienza e riduzione del costo per i cittadini, che oggi pagano a consuntivo l’inefficienza dei comuni. Imposte rifiuti basate sul numero di occupanti e non sui metri quadri

–          Data base unici nazionali – protocolli unici nazionali  per tutte le funzioni comunali e locali

–          Obiettivo di abbattimento del 20/30%  del costo del lavoro di enti locali  attraverso semplificazione/eliminazione di procedure e funzioni a inutili o a basso valore e introduzione di criteri di flessibilità e multifunzionalità, sul modello dell’industria privata. 

–          informatizzazione spinta delle procedure necessarie, che va allineata ai protocolli dell’industria privata, anche attraverso outsourcing

–          Il Servizio sanitario diviene nazionale con protocollo e sistema informatico basato sul criterio delle best practices di riferimento. Organismi di vigilanza e benchmark sovranazionali attraverso accordi con altri servizi sanitari pubblici europei. 

–          Passaggio da oltre 100 ATO acqua e gas a unico organismo di gestione nazionale, con organizzazione su distretti locali.

–          Ricognizione degli immobili di proprietà e in affitto degli enti locali, ridisegno degli effettivi fabbisogni post informatizzazione e riorganizzazione, valorizzazione degli immobili eccedenti.

Effetti :

1-      taglio sostanzioso della spesa pubblica strutturale con effetto significativo sul debito

2-      Risparmio elevatissimo di tempo nella funzione pubblica.

3-      Liberazione di immobili che divengono disponibili per la vendita. Riduzione drastica del costo degli affitti. 

4-      Smantellamento delle caste regionali e comunali, ben più costose della politica nazionale. 

Ridurre le spese di funzionamento dei comuni varrebbe:

–          del 10%  5 miliardi di euro annui.

–          del  20% 10 miliardi di euro annui

© Rivoluzione Liberale

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