In Italia il Vecchio Partito Liberale non è più in auge.

Attuali sono invece la filosofia del liberalismo, la dottrina, il pensiero ideologico e i valori che lo contraddistinguono.

La sfortuna del liberalismo in Italia, ha ragioni ben definite e profonde: non si è saputo misurare in termini di partito.

Non si può propagandare una cultura liberale e poi essere deboli ed evanescenti in termini attuativi.

Un Partito Liberale di scarso successo, privo di appeal e logorato da continue lotte intestine, ha finito con l’incidere negativamente anche sul credito e sulla cultura liberale. Inoltre, se è vero come è vero, che il vecchio Partito Liberale non ha retto alla prova storica, è stato perchè non ha saputo radicarsi nel territorio, non ha trovato la forza di rinnovarsi al suo interno, e non è riuscito o più verosimilmente non ha saputo far sue le istanze che salivano forti è pressanti dal popolo, specialmente quelle che venivano dalla classe medio borghese, dando l’impressione, a torto o a ragione, di essere un partito d’ èlite che riusciva a parlare con gli industriali e con la parte aristocratica del paese.

Nel momento in cui si verificava il lento ed inesorabile declino del liberalismo in Italia, dall’ altra parte si assistiva alla rapida avanzata della cultura socialista, specialmente quella di chiara ispirazione marxista che con sdegnoso disprezzo e rivoltante autorevolezza metteva in guardia la classe operaia e il ceto impiegatizio dichiarando: “chi non ubbidisce non mangia” (TROTZKI), affermazione terribile che applicata ai giorni nostri suona sconvolgente: “chi non’ è iscritto o simpatizzante del Partito Democratico o non appartiene ad un’ area di sinistra, ha scarse possibilità di affermarsi”, convincimento ributtante che nasce da una supposta supremazia intellettuale, ideologica e politica.

Questo in breve quanto accaduto.

Il rifondato Partito Liberale, o almeno l’ organizzazione politica, che come associazione culturale pensiamo debba essere, è un partito pluralista interclassista. Un partito cioè che sappia parlare alla gente, che sappia avanzare una allettante offerta politica, sì liberale, ma attuabile, coraggiosa, innovativa, direi persino shockante.

Nelle nostre sedi di partito, le poche che ancora esistono, non si può continuare a disquisire in modo astratto e inconcludente di “filosofia liberale”, quando in Italia non è mai esistita veramente una tale tradizione. Lo stesso Benedetto Croce, filosofo della libertà, lo è stato nei propositi e non negli effetti. D’ altronde l’ idealismo filosofico di quegli anni era contrapposto al fascismo consolidato che, una volta caduto, portò l’ Italia repubblicana dritta dritta nelle mani della Chiesa, della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista.

Dal nostro punto di vista sarebbe un grossissimo errore rilanciare un rifondato Partito Liberale in nome e sotto gli auspici di una filosofia crociana. Qui nessuno vuole rinnegare nessuno, ma è naturale che ogni epoca storica studi i principi, le cause e i valori connessi alla realtà del momento in cui si verificano.

Noi riteniamo necessario voltare pagina, buttarci alle spalle una esperienza che poi, alla luce dei fatti ci ha lasciato ben poco.

Certo, la sfida che oggi lanciamo al partito e a tutti i veri liberali appiattiti e scontenti in altre organizzazioni politiche, non è facile, ma nemmeno impossibile; e comunque, a pensarci, un ritorno alla “casa comune” non vorrebbe essere soltanto un modo per riabilitarsi politicamente, per cominciare a contare, ma significherebe soprattutto la maniera migliore per “servire”  il nostro Paese, depredato da troppi cattivi governi e dolorosamente screditato agli occhi della comunità internazionale.

Sia chiaro che qui non si tratta di elaborare una ricetta liberale e vuoi nel campo dell’ economia, come in quello delle finanze o sia nella politica industriale, quanto piuttosto di avviare un nuovo ed autentico “risorgimento liberale”, fattibile, concreto, innovativo, che investa tutti i settori della vita pubblica e privata dello Stato; un progetto a trecentosessanta gradi, ritagliato appositamente per una Italia che ha una voglia disperata di riprendersi, di tornare a guardare con la mente e col cuore al benessere e al futuro di tutti i cittadini.

PRIMA DI TUTTO L’ ITALIA, PRIMA DI OGNI COSA IL BENESSERE DEGLI ITALIANI.

Giuseppe Caldarella (Presidente Associazione Kayros)

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1 COMMENTO

  1. UNA PARTE AUTOREVOLE DEI LIBERALI E’ GIÀ QUASI PRONTA IN SENSO OPERATIVO: BENE , ANDIAMO AVANTI INSIEME CON LA PALESTRA DELLA SCUOLA LIBERALE CHE CI HA FORMATO ED OGGI CI CONTRADDISTINGUE QUALI LIBERALI AUTENTICI!
    TUTTO CIÒ SOTTO IL SEGNO DELL’INCLUSIVITA E GUARDANDO AL FUTURO!

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