La rivoluzione nei servizi pubblici – Abolizione delle Regioni così come sono oggi, ridisegno delle autonomie locali nei limiti della normativa europea,  accorpamento dei comuni, fine dell’anarco-localismo, servizi gestiti da aziende nazionali

  1. 1.        Riduzione dei comuni da 8000 a 1000 o meno

Obiettivo: smantellare il sistema iperframmentato delle autonomie locali, accavallamenti di competenze e proliferazione caste locali, con : riduzione comuni da 8000 a max 1000; riduzione competenze e attivazione procedure nazionali per IMU, Tassa rifiuti, gestione sosta, parcheggi, trattamento rifiuti etc. Oggi è già così per INPS, Poste, Agenzia Entrate, aziende basate su un sistema informatico degno di questo nome, che fa la differenza. E molto più efficienti e meno costose di qualche anno fa.  

  1. 2.      Smantellamento dell’ordinamento regionale degli anni 70, accorpamento amministrativo di Provincie e Regioni

Obiettivo: superare il sistema dei sultanati regionali a beneficio di uno Stato più forte

–          Regioni e provincie con competenze residue divengono organismi di amministrazione statali di distretti geograficamente omogenei, con struttura leggerissima e competenze limitate e non sovrapposte

–          Si abolisce la legislazione regionale,  a beneficio delle imprese, del cittadino e dell’amministrazione della giustizia

  1. 3.      Organizzazioni nazionali

Obiettivo: massima efficienza del sistema attraverso tecnologia, economie di scala, messa a fattor comune delle migliori conoscenze nazionali

–          Sanità e Rifiuti gestiti con sistemi unici nazionali diventano aziende uniche come FS e Poste.

–          Comuni e regioni si limitano a gestire le risorse locali. Estensione dei poteri prefettizi e dei ministeri, carriere nazionali per i talenti.

–          Urbanistica e regolamenti edilizi diventano competenza congiunta del Ministero per i Beni Culturali ed Enti Locali

–          I Fondi e le competenze per lo Sviluppo Economico ritornano allo Stato, che fa politiche e interventi di settore, non su base geografica (l’economia globale non si affronta con qualche rappresentanza regionale a Shangai e 20 uffici a Roma). 

  1. 4.       I vantaggi 

–          Le procedure nazionali per i servizi pubblici devono ridurre drasticamente burocrazia, tempi di attesa, numero di adempimenti e contenzioso. Di conseguenza liberano risorsa-tempo per impieghi produttivi e per le famiglie.

–          La riduzione dei Comuni e del peso delle Regioni taglia drasticamente il costo della politica e la proliferazione delle caste e degli stipendi improduttivi. Gli effetti permanenti sulle finanze pubbliche hanno un potenziale elevatissimo.

–          L’insieme di tutte le misure, strutturali e quindi con efficacia permanente, non associabili agli schieramenti politici o a ideologie, otterrebbe un apprezzamento generalizzato come risposta a domande condivise di efficienza della Pubblica Amministrazione e della Politica, con riavvicinamento dei cittadini alla Politica

–          Risparmio di almeno 60 mld annui dalle Regioni (60% dei costi non sanitari), 10 dai comuni ( 25% dei costi), 20 dallo Stato(5% delle spese correnti). Obiettivo agevole che in 5 anni riequilibrerebbe il debito pubblico e permetterebbe riduzioni di imposte.  

 © Rivoluzione Liberale

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