1.  Introduzione del principio di reciprocità nei rapporti con la pubblica amministrazione e di responsabilità dei dirigenti:

–          se il cittadino subisce ostacoli e ritardi nelle attività economiche o negli adempimenti amministrativi a causa di inefficienze o abusi d’ufficio della pubblica amministrazione, oppure se riceve accertamenti fiscali o cartelle esattoriali errati, le pubbliche amministrazioni devono essere soggette a sanzioni in favore dei cittadini o delle imprese o riconoscere indennizzi proporzionati in funzione delle ore di lavoro perse e delle spese sostenute dai contribuenti/cittadini, nella stessa misura e con le stesse modalità richieste ai cittadini/imprese.

–          Equitalia o altre entità esattoriali non possono notificare ingiunzioni di spesa senza attestare verifica aggiornata posizione del contribuente.

–          Obbligo di comunicazione fra amministrazioni esteso dalle certificazioni a tutti gli adempimenti fiscali, contributivi e  amministrativi.

–          Sistema unificato di comunicazione dei cittadini con le amministrazioni statali e locali

–          Bilanci dei comuni e delle regioni su formato unificato con classificazione omogenea e trasparenza della spesa. Annual report con contenuto minimo standard secondo il modello delle società quotate.

2 – Revisione drastica delle aberrazioni fiscali prodotte dal federalismo e dai governi demagogici dell’ultimo ventennio

–          Eliminazione sperequazioni fiscali indotte da fenomeni locali e di mercato. Es: IMU livellata – indipendente da soggettività Agenzia del territorio e da valori di mercato, del tutto inappropriati perché la casa è un bene di necessità o di investimento, non di scambio. Livellamento IMU e Tares seconde case, perché il maggior costo paradossalmente corrisponde a servizi quasi nulli e produzione di rifiuti minima e periodica. Con IMU e Tares sulle seconde case  si è creato di fatto un vantaggio ingiusto per una casta di comuni privilegiati che hanno a disposizione maggiori risorse per fornire servizi a pochi cittadini due volte privilegiati, una per i redditi che piovono dal cielo dalle presenze dei non residenti  e una per la tassazione gravemente sproporzionata imposta ai non residenti.

–          Il modello di esazione va rovesciato per renderlo meno ingiusto. Tutti I ricavi allo Stato, che li redistribuisce ai comuni in funzione del numero di fruitori di servizi, non più in base alla casualità della concentrazione di ricchezza che ha creato una inaccettabile sproporzione. 

3 – Accorpamento degli adempimenti fiscali e contributivi di ogni tipo –

Oggi gli adempimenti fiscali e contributivi, così come il pagamento dei servizi amministrativi comunali, scolastici e statali sono disseminati casualmente durante l’anno e con le procedure più disparate e cervellotiche. Altro fenomeno incontrollato di processi disegnati casualamente o nell’esclusivo interesse dell’ente ricevente, generalmente nel totale disprezzo della funzionalità e del tempo rubato al cittadino. Registrazione contratti che richiede ore atti notori inutili, tasse universitarie pagabili in una sola banca, servizi comunali non appoggiabili in banca con procedura RID, iscrizione ad albi pagabile solo con bollettino postale, milioni di comunicazioni postali, impossibilità di usare email. Un girone infernale di preistoria organizzativa sconosciuto agli altri paesi avanzati, che convive con il più alto numero di telefonini e smartphone del mondo.

Anche in questo caso le soluzioni non sono impossibili. Obbligo per tutte le amministrazioni di far gestire le comunicazioni  i pagamenti  a un centro servizi unico, a llo sportello unico degli adempimento amministrativi non fiscali. Per gestirlo basta il codice fiscale.

Il risparmio di tempo rubato alle attività produttive equivale probabilmente a quella settimana di lavoro in più gratuita che qualche ministro o sottosegretario privo di  cultura e pensiero organizzativo ha scelleratamente invocato di volta in volta e di governo in governo  quale toccasana per la produttività italiana.

 4 – Facilitazione dei rapporti e liberazione di tempo

–          Obbligo pagamento online e Reti amiche estese a tutte le pubbliche amministrazioni e servizi privati come previdenza volontaria, etc.

–          Accordi con il sistema bancario per utilizzo sportelli eccedenti e capacità di lavorazione eccedente per collegamento con le amministrazioni e assistenza a cittadini non sufficientemente informatizzati 

–          Creazione degli sportelli unici come centri di servizio nazionali a diffusione capillare per procedure di servizio informatico ai cittadini. Collegati a tutte le amministrazioni:  incluse previdenza e previdenza privata.

5 – Gli strumenti per la rivoluzione tecnologica sono già pronti

In Italia ci sono 33.000 sportelli bancari, ormai sottoutilizzati e sovrabbondanti per la diffusione crescente dell’internet banking, destinati ben presto a riduzioni drastiche.

Invece di assistere a dolorose chiusure con distruzione di posti di lavoro e costose operazioni di smantellamento di tecnologia e arredi e riconversione di immobili inutilizzabili, sarebbe naturale pensare a un utilizzo alternativo di questa rete già cablata e arredata, diffusa capillarmente sul territorio nazionale. Scorporo e conferimento in una società interbancaria a partecipazione pubblica di controllo con la mission di divenire progressivamente lo sportello unico di tutte le amministrazioni, statali, parastatali e locali. Un gigantesco outsourcing con informatizzazione rapida dei rapporti cittadino-pubblica amministrazione. Orario prolungato, riduzione della congestione, razionalizzazione delle procedure, accorpamento dei pagamenti. Reti interbancarie e  società di servizi interbancari hanno già la tecnologia e le competenze per la riconversione massiccia e in tempi rapidi. Presupposto: la nazionalizzazione degli archivi, procedure e processi. Nell’industria privata si fa continuamente, con risparmi giganteschi di spazio-ufficio, personale, tempo e spese per servizi.   

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