È stata recentemente inaugurata la seconda uscita della stazione metropolitana Toledo, la 16esima lungo la linea 1. La metropolitana dell’Arte continua il proprio sviluppo e raggiunge i Quartieri Spagnoli da Piazza Montecalvario, dopo un anno di lavori intensi.

Per effettuare il collegamento e la risalita dai 50 metri di profondità sono stati installati 3 scale mobili e un tapis roulant della lunghezza di 80 metri. L’escavazione, all’altezza di un viaggio nel Regno dell’Ade (neanche ci fosse una porta dei paraggi), ha inevitabilmente riportato alla luce reperti archeologici e ha dato origine alla stazione dalla più elevata profondità.

L’architetto prescelto è stato il catalano Oscar Tusquets Blanca che con la realizzazione di questo progetto ha vinto il Leaf International Award 2013 per i trasporti e le infrastrutture. Inoltre, la metropolitana partenopea si è aggiudicata nella lista stilata dal Telegraph la prima posizione come la più bella metropolitana e dal New York Times un articolo con breve intervista ad Achille Bonito Oliva, il coordinatore artistico.

Oscar Tusquets Blanca ha prediletto la luce e il mare come temi. La luce infatti filtra attraverso le aperture esagonali presenti e le tessere mosaico in predominanza a toni blu-azzurri regnano. Si susseguono vari livelli, in cui le stratificazioni geologiche vengono interpretate in senso storico e in particolare nell’accezione di stati d’animo. Compaiono il nero della terra, l’ocra del tufo, l’azzurro del mare, orizzonte e simbolo del capoluogo campano.

Opere d’arte corredano e si armonizzano con l’intervento architettonico. Lo statunitense Lawrence Weiner ha posto in corrispondenza delle scale mobili, a caratteri capitali in rosso su sfondo nero, la scritta Molten Copper Poured on Rim of the Bay of Naples (“rame fuso colato sulle rive della baia di Napoli”). Il corso delle scale mobili appunto ricorda una colata di metallo sempre alla temperatura di fusione e in indefesso flusso.

Razza umana del fotografo Oliviero Toscani raccoglie 1 600 scatti, tra visi anonimi e celebri, quali Vittorio Sgarbi, Tullio Pironti e lo stesso Achille Bonito Oliva. Un ambiente da cui sentirsi accolti,  verso cui provare un senso di appartenenza e comunanza. È spontaneo volgere il pensiero ad Albert Einstein che, da scienziato e israelita perseguitato, disse: “Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana”.

Sono presenti fotografie in bianco e nero ad opera dell’artista iraniana Shirin Neshat. Nel Teatro è Vita, La Vita è Teatro – Don’t Ask Where Love is Gone ha voluto che 9 attori raccontassero la loro esistenza con l’idea di esprimere il dramma privato al confine con quello collettivo.

L’artista napoletano Francesco Clemente con la pietra e la ceramica rappresenta in Engiadina un paesaggio alpino attraversato da un corteo di una quarantina di ballerine indiane, dove è predominante il giallo Clemente.

È poi la volta dei pannelli in ceramica dei coniugi russi Ilya ed Emilia Kabakov di The Flying – Le 3 finestre. L’opera si rifà alle loro tradizionali Editions of 10 Characters a favore della rivoluzione anti-regime sovietico. I soggetti volano sopra alla città non curanti delle leggi della Fisica, come nelle tele del connazionale Marc Chagall.

Questi interventi si aggiungono alla completa pedonalizzazione della zona circostante la stazione, presto salotto all’aperto, all’installazione musiva del sudafricano William Kentridge (Naples Procession), alle light boxes con pannelli lenticolari dello statunitense Robert Wilson (By the Sea…You and Me) e alla riproduzione di Achille Cevoli del lavoro di escavazione (Men at Work).

Il desiderio di portare la metropolitana nei quartieri, ovvero di nuove stazioni fuori dal centro cittadino, per rigenerare la città anche culturalmente e diminuire il traffico procederà. Nella cooperazione tra il Comune, la regione, l’UE e Metronapoli S.p.A., oltre 180 opere di 90 prestigiosi artisti contemporanei al fine di riqualificazione hanno unito mobilità, arte e architettura.

© Rivoluzione Liberale

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