Il nome prescelto è molto impegnativo: “Rivoluzione Liberale”. Non  certo quella evocata, solo a parole, nell’ultimo ventennio, da chi poi si è rivelato attento solo ai più beceri corporativismi ed al potere, ma quella sognata da Piero Gobetti, quando diede vita ad un  omonimo giornale di idee e battaglie liberali.

Il sottotitolo lo è altrettanto, perché si propone l’obiettivo ambizioso, quasi una missione impossibile ai nostri giorni,  di riconciliare la politica con la cultura.

Insomma, i liberali hanno compiuto la scelta controcorrente di dar vita ad uno strumento di libertà, di fronte ad un generale contesto di grigio conformismo partigiano, nel quale le espressioni verbali sono forti e spesso persino scurrili, ma il contenuto concettuale, il più delle volte, pari a zero.

Rivoluzione Liberale, organo ufficiale del Partito Liberale Italiano, intende essere un luogo, nel quale si possano tenere confronti  liberi ed anche accesi, ma su valori, progetti, idee, scelte culturali, persino utopie, ma, vivaddio, qualcosa di più alto dello starnazzare assordante, del quale siamo stufi.

La redazione è costituita in prevalenza da giovani, come giovane è il mezzo di diffusione: il web. Anche se si tratta del veicolo informativo di un partito politico, come è nello stile e nella tradizione liberale, tutti potranno esprimere il loro pensiero liberamente, anche in forma immediata ed interattiva.

Il sistema politico, fondato sulla propaganda e sul clientelismo, che si è affermato in Italia nell’ultimo ventennio, ha trasformato quello che dovrebbe essere un nobile confronto intellettuale, in uno scontro di contrapposti apparati di potere, sostenuti da folle plaudenti, motivate visceralmente, anziché sul terreno valoriale.

Per evitare che, oggi di fronte ad una crisi evidente, prevalgano gli egoismi più meschini o un ribellismo distruttivo, il PLI pone la necessità di affermare il metodo del ragionamento, insieme  alla religione del dubbio e del libero confronto.

La gioventù del nostro Paese ha diritto ad una rinnovata speranza di rendersi protagonista del proprio futuro,  riappropriandosi del diritto di sognare e riscoprendo l’orgoglio del proprio essere cittadini consapevoli della grandezza dell’Italia di fronte al Mondo nel campo della cultura e dell’arte. I valori del centocinquantesimo anniversario dell’Unità possono essere onorati, scommettendo su un “nuovo Risorgimento” ispirato alla grande avventura della modernità, che non può non essere fondata sulla riscoperta di un liberalismo autentico.

Il PLI, con questo modesto strumento, intende fare la propria parte e ringrazia coloro che hanno creduto in tale opportunità e l’hanno realizzata con grande impegno, nella convinzione che nei piccoli contenitori si trova quanto di meglio ci si possa aspettare, guardando al futuro. Un foglio di battaglie di libertà, lo è sicuramente.

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