I privilegi di cui tutti vanno in cerca sono altamente dannosi non solo per chi li subisce ma persino per chi crede di poterne godere impunemente. Perché alla resa dei conti i danni causati dal favoritismo si ripercuotono anche su coloro che ne beneficiano. Infatti, il passaggio dal clientelismo alla violenza è brevissimo. La Storia ci fornisce un’infinità di esempi, ma ognuno di noi si crede indenne dalle punizioni e dalle sconfitte toccate ad altri in passato, come per gli incidenti stradali che capitano solo agli altri. Privilegio vuol dire legittimazione di mediocri, i quali – proprio perché vivono nelle stanze in cui si prendono le decisioni – sono in grado, poi, di influire sulla designazione di chi debba ricoprire incarichi delicati e che saranno, quindi, a loro volta mediocri. Prima di tutto perché chi li segnala e li protegge ha un parametro di valutazione adeguato alle proprie capacità, quindi non si trova sulla stessa lunghezza d’onda di chi è capace. E poi, perché non inserirà mai una persona valida che potrebbe scompigliargli il puzzle.

Per di più, proprio per la sua natura insicura e incapace, il mediocre si lascia facilmente manovrare dai malvagi. E non solo da loro, ma da tutti coloro che raggiungono un posto di potere e non vogliono rischiare di esserne scalzati. Guardiamoci attorno e contiamo, nel nostro piccolo, il numero di mediocri che ci circondano. Vengono scelti forse in buona fede, senza fini perversi, forse involontariamente, ma un po’ anche per prudenza. Il nostro subconscio è sempre vigile per controllare il naturale istinto di sopravvivenza. I mediocri, infatti, ci infondono sicurezza e tranquillità perché sappiamo che non ci saprebbero fare le scarpe. Soprattutto ci gratificano continuamente di applausi. Non fanno mai una critica che aiuterebbe la nostra creatività. A noi fa piacere sentirci dire continuamente di essere i migliori. Ma se abbiamo bisogno di nuove idee, non sono loro che possono darcele. In sostanza, sui mediocri non si può contare. Eppure pullulano nei clan più in.

Fatto curioso è che, pur nella reciproca solidarietà, tra mediocri finisce per ingaggiarsi un certo antagonismo platonico. Arriva sempre, infatti, il momento in cui cercano di gareggiare a chi è maggiormente capace di adulare. Nessuno, infatti, sa farlo meglio di un mediocre che per quest’arte ha un ineguagliabile talento. Così, lasciamo prosperare nel clan una cancrena che si impadronisce poco per volta di noi. Grazie a questa spirale perversa che si muove in modo inarrestabile nulla è precluso al mediocre, che può accedere liberamente ai massimi livelli. Anzi, sembra che per i migliori le strade siano precluse, perché, incutendo rispetto e soggezione, segnalano una differenza di valore. Suppongo, che tutto nasca anche dal timore che un intimo segreto che ci appartiene e di cui siamo gelosi venga scoperto dal collaboratore intelligente.

Lo scheletro nell’armadio non è necessariamente un delitto o un’azione riprovevole. Può essere una semplice mania o un piccolo difetto, una bugia giovanile o un vizio innocente che ingigantiamo nella nostra mente. Insomma qualcosa di cui ci vergogniamo, magari senza motivo, e non vogliamo che trapeli. In queste situazioni, del mediocre ci fidiamo ciecamente, perché non ha capacità di analisi ed è, quindi, improbabile che scopra lo scheletro. Poi, anche se ne fosse capace, sarebbe il primo lui a non volere scoprire un segreto imbarazzante. E seppure gli capitasse per caso di imbàttervisi chiuderebbe gli occhi o si volterebbe dall’altra parte pur di non notarlo.

Quando, però, una società priva di selezione di merito si satura di mediocri è l’inizio della fine. Perché – come abbiamo già detto – arriva prima o poi inevitabile il momento in cui coloro che si ritiene di poter prevaricare senza limite e che sembrano pavidi, imboniti ed eternamente sottomessi, esplodono da un momento all’altro. I mediocri sono mercanti moderni introdottisi indebitamente nel tempio. Anziché apprezzarli e prenderne le difese, bisognerebbe cacciarli come fece Gesù, che non era solo un comunicatore, ma anche un leader di grandissima levatura. Nessuno degli apostoli, infatti, era mediocre. Come non lo sono neppure cardinali e vescovi.

Il brano è tratto dal libro di Roberto Tumbarello SI SALVI CHI PUÒ, un saggio divulgativo sulla Comunicazione. Secondo l’autore, comunicare è un’arte, ma anche un’esigenza di vita di cui chiunque dovrebbe avere qualche nozione per difendersi dalle insidie della società.

Per contenere il prezzo a soli 12 euro (spese postali comprese) il libro non si trova nelle librerie.   Si può ordinare inviando un’email a info@edizioniradici.net,telefonando allo 0773 280474begin_of_the_skype_highlighting end_of_the_skype_highlighting o visitando il blog www.sisalvichipuo.net

 

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