E’ una vera rivoluzione quella avvenuta nel Gran Ducato del Lussemburgo. Il cristiano-sociale Jean Claude Jucnker, Primo Ministro da 19 anni, è stato messo fuori gioco, venerdì scorso, nel corso delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo, pochi giorni dopo i risultati definitivi delle elezioni politiche anticipate. Alla fine dell’udienza a Palazzo, durata meno di un’ora, il Granduca Henri ha dato l’incarico per la formazione del nuovo Esecutivo al Presidente del Partito Democratico, il liberale Xavier Bettel.

Conosciuto in Italia soprattutto per essere il Direttore dell’Eurogruppo, incarico che ha avuto fino al Gennaio del 2013, Jean Claude Juncker, 59 anni, detiene il record di longevità a capo di un esecutivo europeo. La decisione del Granduca è arrivata proprio mentre il lussemburghese doc assisteva, come Capo del Governo, alla chiusura di un’importante riunione a Bruxelles. “Il mio stato d’animo non è quello di qualcuno che si ritira dalla vita politica lussemburghese, al contrario”, avrebbe dichiarato appena saputo che non sarebbe stato lui a costruire il nuovo Governo. Il Lussemburgo, che ha 520mila abitanti, è lo Stato con il PIL è il più alto del Mondo, con una media di 112135 dollari per abitante, secondo le stime del 2013. Ha rifiutato di commentare la decisione presa dal Lussemburgo, così come le voci che lo indicano come possibile successore dell’attuale Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, il cui mandato si estingue il 1° dicembre del 2014. Ha fatto i suoi saluti a Bruxelles, non senza “dolore”, ritenendo che “quello si trattava sicuramente del suo ultimo consiglio”, ricordando che aveva assistito “a più di 120 incontri al vertice europei”, secondo quanto dice il sito lussemburghese germanofilo Wort.it. Ha inoltre esortato i governi dell’UE di seguire una linea più sociale e una politica di sviluppo in vista di una soluzione durevole alla crisi finanziaria. Il suo Partito cristiano-sociale era ininterrottamente al potere dal 1944, tranne una breve parentesi tra il 1974 e il 1979, quando i liberali avevano stretto un’alleanza con i socialisti. Ma Domenica scorsa, nel corso delle elezioni politiche, anticipate a causa di uno scandalo che colpiva i Servizi, i cristiano sociali hanno perso voti e tre deputati, pur restando il primo Partito del Granducato, con 23 seggi su 60. “Gli elettori non capiscono questa scelta” ha voluto precisare il Presidente di questo movimento, che sembra denunci anche una qualche “cospirazione” nei suoi confronti.

Xavier Bettel, che sembra essere sulla buona strada per diventare Primo Ministro del Lussemburgo, è il liberale che ha bruciato le tappe per detronizzare l’inamovibile ed intoccabile Jean Claude Junker. Ironia della sorte, dovrebbe prendere  la guida del Governo ad appena 40 anni, la stessa età che aveva il suo predecessore “la sua prima volta”. I liberali del Partito Democratico sono stati i grandi vincitori di queste elezioni, guadagnando 4 seggi e 13 deputati. I colloqui con i socialisti (13 seggi) e i verdi (6) sono già in atto per formare una coalizione senza cristiano-sociali. I tre movimenti che hanno ottenuto complessivamente 32 deputati potrebbero avere bisogno di diverse settimane per trovare un accordo sul programma per un Governo che in Lussemburgo, come da noi, rimane in carica per cinque anni. Xavier Bettel ha già fatto sapere che avrebbe fatto di tutto per riuscirci entro metà Dicembre, “data di un summit europeo molto importante al quale dovremo partecipare”. Nell’attesa, il Governo di Junker va avanti per  portare avanti i dossier di normale amministrazione. Sindaco della città di Lussemburgo da due anni, Xavier Bettel è diventato negli ultimi mesi una delle personalità politiche più popolari del suo Paese. Conosciuto per la sua schiettezza, è anche molto combattivo. E’ stato in questi ultimi anni uno dei rari dirigenti politici ad opporsi frontalmente con Jean Claude Junker, che non lo stima affatto. Qualcuno lo accusa, tra i denti, di essere senza contenuti. Ma la maggior parte delle persone, avversari compresi, lo descrivono come un “fenomeno”. Aveva appena 26 anni quando si guadagna un seggio come deputato. Verrà rieletto nel 2004 e nel 2009. A livello locale, entra nel 1999 nel Consiglio Municipale della sua città natale. Ne diventa Sindaco, sorprendendo tutti, nel 2011, a 38 anni. Giocando la carta del rinnovamento, è riuscito all’epoca a superare ampiamente  il borgomastro uscente, liberale come lui, ma in carica da 12 anni.

A capo di una coalizione municipale con i Verdi, altro partito in opposizione all’alleanza cristiano sociali/ socialisti a livello nazionale, Bettel ha contribuito a ridare dinamismo al centro della capitale. I negozi sono oggi aperti fino a sera e qualcuno anche la Domenica. Avvocato nella sua vita parallela a quella politica, almeno fino al 2011, è specializzato in diritto penale, e non in diritto finanziario o degli affari, materie che hanno fatto la fortuna del Granducato. Nato da un padre lussemburghese proprietario di un’enoteca e  da una madre francese di origine russa, ha cominciato i suoi studi di Diritto Pubblico e Scienze Politiche a Nancy, in Francia, per proseguire all’Università Aristotele di Thessalonicco in Grecia, dove ha ottenuto un Master in Diritto Pubblico e Diritto Europeo, diverse specializzazioni in Diritto Ecclesiastico e Marittimo. Last but not least, Bettel, e non è un “dettaglio” con profumo di gossip, ma un fatto che deve far “riflettere”, ha sottoscritto un  Patto Civile de Solidarietà (Pacs) con un giovane architetto belga, che l’accompagna alle cerimonie ufficiali. Chapeau al Granducato, rivoluzionario e tradizionalista.

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