Una donna saudita ha enormi difficoltà nel prendere la patente. L’esame non è uguale per le donne e per gli uomini e loro vengono discriminate in base al genere. Una volta presa (evento che accade molto raramente) non può guidare. Per legge.

Contro questo e molto altro, numerose saudite hanno voluto protestare il 26 ottobre, data che verrò ricordata come “ October 26 driving”. Le donne che si sono messe al volante, contravvenendo così ad un divieto che risale al 1990, hanno voluto dimostrare che guidare non è dannoso per la salute femminile. L’interdizione per la donna, infatti, sarebbe dovuta ad un pericolo per utero e bacino e, più in generale, per la capacità riproduttiva femminile. Un’argomentazione ridicola che non poggia su nessun dato medico né statistico.

La norma  che istituisce il divieto, è di carattere religioso: una fatwa ( che sarebbe un parere di un giureconsulto musulmano al quale viene chiesto se  una questione sia o meno regolata dalla Shar’ia). Il valore giuridico vero e proprio è confuso, la fatwa non ha diretta esecutorietà: per questo le donne si appellano al Corano, che non impedisce direttamente la guida alle donne.

La manifestazione prevedeva che le donne che si erano messe al volante, si filmassero per poi condividere i propri video “trasgressivi” sul web. Così è stato per tutta la giornata del 26, ma è durata poco. La reazione del Ministero degli Interni Saudita, infatti, non si è fatta attendere e le forze di polizia sono subito intervenute per sedare la rivolta e arrestare le manifestanti. Nonostante la spropositata risposta governativa però, la manifestazione pare non essersi fermata in rete. Spopolano i video di “No woman no Drive”, libero riadattamento della più celebre canzone di Bob Marley “No woman no cry” e le donne che sono riuscite a filmarsi, hanno ottenuto che il dibattito sul diritto alla guida diventasse mondiale.

© Rivoluzione Liberale

256
CONDIVIDI