ANELKA

Nikolas Anelka (centravanti del West Bromwich Albion) non festeggerà positivamente la doppietta sul campo del West Ham United FC (la gara è terminata con un pareggio per 3 reti a 3).
Finirà sicuramente sotto inchiesta per un gesto, che, secondo la comunità ebraica francese, sarebbe antisemita, perché rappresenta il saluto nazista “invertito”. L’attaccante su Twitter:«È dedicato al mio amico comico Dieudonné». Per Valerie Fourneyron, ministro dello sport transalpino: «Il suo gesto è una provocazione scioccante e disgustosa».
L’attaccante si è portato la mano sinistra sul braccio destro (scorre gradualmente dal basso verso l’alto) eseguendo la quenelle, gesto inventato dal comico francese Dieudonne M’bala M’bala, che, alle elezioni europee del 2009 ha presentato una lista anti-sionista. Ieri sera Dieudonne era atteso da una piéce teatrale, ma le autorità francesi, si preparano, nelle prossime ore, sotto la pressione della comunità ebraica e dei media, a bloccare i suoi eventi nel cuore di Parigi.

Il video del gesto di Anelka – considerato “anti-semita” in Francia

http://www.youtube.com/watch?v=YJV3cg2Tvkc

L’anti-sionismo trova “spazio” nel calcio europeo. Il tentativo di boicottaggio dell’Europeo Under21 in Israele.
L’arcivescovo sudafricano e premio Nobel per la pace Desmond Tutu, i calciatori Didier Drogba(da quest’anno al Galatasaray), Frédéric Kanouté (Beijing Guoan) e Jeremy Menez (PSG), tutti calciatori di origine africana/araba, il regista britannico Ken Loach, l’attore Roger Lloyd Pack, il comico Alexei Sayle, il parlamentare laburista Jeremy Corbyn.

Sono solo alcune delle personalità che lo scorso dicembre 2012 hanno inviato al quotidiano al quotidiano inglese The Guardian per chiedere alla Uefa di non disputare in Israele la fase finale dell’Europeo under 21 svoltosi nell’anno in corso.

Ancora una volta il calcio, ma, soprattutto, alcuni suoi protagonisti, come, per esempio, il calciatore francese Anelka, non comprendono a pieno quanto alcuni loro gesti (come questo della “quenelle”) possano diventare dei trampolini di lancio per l’odio razziale, il tutto poi accelerato dalla popolarità del calciatore di turno. Quindi un vero e proprio autogol in termini mediatici. Speriamo solo che la FA, molto attenta, su questi temi, lo punisca severamente in modo che possa capire, finalmente, la gravità delle conseguenze mediatiche legate al suo gesto.

 © Rivoluzione Liberale
 
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