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Durante le scorse feste Babbo Natale ha avuto il suo daffare, ma anche Babbo Monte e’ stato molto impegnato. Pochi giorni fa Siena e’ stata nuovamente sotto i riflettori per l’assemblea degli azionisti Mps, chiamata a votare il maxi aumento di capitale da 3 miliardi di euro; e sappiamo com’è andata a finire, con la Fondazione Mps, presieduta da Antonella Mansi, che ha avuto la meglio sulla posizione del presidente della Banca, Alessandro Profumo. L’aumento di capitale e’ slittato dunque a dopo il 12 maggio.

Potremmo stare a disquisire sulla decisione presa, se sia o meno la migliore ma non servirebbe a molto. Da parte mia, preferisco parlare di Siena e dei senesi, della cultura che per anni ha caratterizzato questa città ed i suoi abitanti, che sono sempre sembrati tutt’uno con Rocca Salimbeni, tanto da parlare della Banca come il loro ”Babbo Monte”. La domanda che mi pongo ormai da tempo e a cui non ho ancora trovato una risposta definitiva, è se la recente e dura lezione delle cronache economico-giudiziarie è servita a qualcosa.

Mi spiego meglio. Per molti anni il lavoro, l’economia, la cultura, la sanità, lo sport, le famiglie, senza esagerare potremmo dire l’intera città, è stata sostenuta da Babbo Monte. Da ‘forestiera’, quello che mi ha sempre stupito e che per anni non riuscivo a capire, era come una città di questa importanza e bellezza, la citta’ del Palio, fosse così chiusa ed arretrata; di un’arretratezza economica e culturale a tratti imbarazzante ed apparentemente inspiegabile.

Dopo il ‘crollo’ del vecchio sistema che ruotava intorno al Monte dei Paschi tutto è stato più chiaro.

Quello che si dice dei senesi è che sono tendenzialmente ”chiusi” dediti in primis al Palio (peraltro un secolare evento che rappresenta un unicuum) e poco inclini ad aprirsi a tutto e tutti.

L’obiettivo di mantenere lo status quo è oggi facilmente spiegabile dato che quel sistema-Mps – come e’ risultato dalle cronache – ha come ‘drogato’ per lungo tempo questa città ed i suoi abitanti, permettendo di vivere bene senza bisogno di durare troppa fatica, di impegnarsi per costruire e migliorare la loro vita e quella dei propri figli quasi stringendosi intorno a Rocca Salimbeni.

Sembrava che ci fossero soldi un po’ per tutti, per tutti coloro che erano disposti ad assecondare un certo ‘sistema’ in cambio di ‘vantaggi’, di potere politico ed economico si intende.

Tutto, dall’università alla sanità, fino allo sport beneficiava dell’aiuto della Banca, con la politica parte integrante di quel ‘sistema’ che considerava ‘Babbo’ il Monte.

Tutti sapevano ma alla maggioranza di chi sapeva andava bene così.

Oggi forse c’e’ una prima risposta al perché i senesi sembravano dedicare le loro energie all’unica cosa che per loro pare contare, cioe’ il Palio.

Forse perché c’era ‘Babbo Monte’ che provvedeva al resto! Quasi come un padre che mantiene il proprio figlio, anche quando ormai grande e capace potrebbe camminare con le proprie gambe, e che senza rendersene conto lo rovina!

Adesso c’e’ un’altra domanda, a cui ho paura tuttavia di avere una risposta: dopo che il bubbone è scoppiato, dopo che si è capito che questo ‘Babbo’ non potrà più mantenere tutti i senesi come un tempo, sono i senesi pronti a rimboccarsi le maniche cercando di dare nuova dignità a questa città, dimostrando quanto potenziale abbia per risollevarsi?

Il primo passo da fare è condannare il passato e delegittimare il legame Banca-Politica-Sistema. Purtroppo ancora non è stata fatta una scelta così chiara. Anche se è stato necessario il ballottaggio alle scorse elezioni comunali, cosa insolita per Siena, la sinistra ha vinto di nuovo.

La lezione non sembra sia servita, anzi l’entrata in scena del Nuovo, dei seguaci di Matteo Renzi, è stata temporalmente perfetta, ha permesso di dare l’illusione di chiudere con il vecchio sistema. In realtà, forse, finora c’è stato solo un restyling, l’estetica e’ cambiata, è più accattivante, dando l’impressione di avere una macchina nuova. Ma non e’ che in realtà il motore è sempre lo stesso? E’ crollato tutto con la vecchia gestione Mps portata sotto i riflettori dallo scandalo dei bilanci falsati: se l’Università era gia’ ‘franata’, ripercussioni si sono avute sull’ospedale, sul Siena calcio, sulla Men Sana e su tutte quelle piccole realtà, anche quelle che meritavano di essere aiutate, che vivevano grazie al ‘Babbo Monte’.

La città appare in ginocchio e con lei i suoi abitanti, più che altro psicologicamente provati, sfibrati da una lacerazione che non avrebbero voluto consumare.

Cos’altro deve succedere a questa città per avere il coraggio di ammettere gli errori fatti e cambiare rotta?

Ho la sensazione che ci sia molta nostalgia del passato e la speranza che ‘Babbo Monte’, non si sa come ma comunque torni a mantenere i suoi figli con il vecchio sistema.

Siamo grandi e vaccinati, e quindi sappiamo che Babbo Natale, purtroppo, non esiste; o meglio, esiste solo nelle favole. Se desideriamo davvero una svolta, magari epocale e non solo un nuovismo di facciata, i senesi hanno ora l’occasione di dimostrare di potercela fare da soli, con impegno, etica e scelte giuste.

© Rivoluzione Liberale

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