paestum

Da sempre visibili e intere, le mura di Paestum, da metà ‘800 passate in secondo piano rispetto ai templi, vivono il momento della propria rivincita. Tra un anno sarà possibile il passeggio anche nella parte interna della cinta ed entrare nella Torre Laura, come negli anni ’30.

Un tratto delle mura meridionali è già stato ripulito, grazie alla Fondazione Paestum, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e con l’Università di Salerno, e al finanziamento ottenuto da Arcus (Società per lo Sviluppo dell’Arte, della Cultura e dello Spettacolo). Inoltre, nello scorso decennio sono state restaurate le mura orientali.

Per un perimetro pentagonale, con il lato minore che si affaccia sulla linea costiera, le mura si svolgono pressoché integre per 4 700 metri. Esse testimoniano, più chiaramente dei 3 templi e del Foro italico (scoperto solo negli anni ’30), con il suo porticato, i suoi edifici pubblici e con le sue tabernae allineate sotto i portici, i 2 periodi di vita della città: quello greco (anteriore alla fine del V secolo) e quello lucano (secoli IV-II a.C.). Presentano più cortine murarie, torri a pianta circolare, semicircolare e quadrata, 2 delle 4 porte originarie.

Il fossato è stato occluso dalla strada costruita negli anni ’30 a ridosso delle mura. La strada era stata ideata per dare risalto alla cinta, ma l’asfalto non ha fatto altro che obliterare le vie e i ponti antichi. Con il restauro della sezione orientale si è riusciti ad allontanarla dalle mura; ci si augura avvenga lo stesso per il resto dell’opera di recupero.

Le 4 porte si aprivano in corrispondenza delle 2 arterie principali, in epoca romana cardo e decumano, che ricorrono sullo stesso allineamento del piano regolatore greco. Ricordiamo la Porta Sirena, la Porta Marina, più possente di difese, dalle torri circolari e dai bastioni rettangolari.

La divisione della città in 2 e la demolizione di parte delle mura e di 2 porte si devono nel 1827 alla rovinosa edificazione di un’altra strada, la via Tirrena Inferiore, un tempo Statale. Per questa l’ingegnere Raffaele Petrilli fu processato. Ad ogni modo, la via, a ridosso dei templi, mette in risalto questi ultimi e non le mura. Oggi si tratta di un passaggio pedonale destinato agli abitanti e ai turisti. Tuttavia lo scempio di una colata di asfalto dalla vicinanza eccessiva ai resti archeologici permane.

I restauri operati sono prudenti e particolarmente legati agli scavi di ricerca in un’area in cui le scoperte sono in massima parte fortuite e dovute alle prime opere di bonifica e a ricercatori clandestini. È da notare che, nonostante le continue spoliazioni passate da parte degli abitanti, il complesso murario si sia mantenuto forte e compatto.

La prima fase è documentata dalle torri circolari (fine IV secolo a.C.), mentre la seconda dai bastioni rettangolari (III secolo a.C.). Sarebbero questi i due periodi cruciali per il grande emporio agricolo e marittimo conteso, prima dai Greci Poseidonia, poi dagli Italici Paistom e Poistos, infine dai Romani Paestum. Si deve la loro elaborata conformazione al bisogno di difesa della città, posta in posizione strategica e quindi molto ambita da chi mirava a estendere la propria egemonia sulla pianura del Sele e sulla parte più orientale del golfo di Salerno, odierna Lucania.

© Rivoluzione Liberale

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