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«Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?». Sembrava una domanda quasi ironica. Si è trasformata, nella notte dell’altro ieri, in un clamoroso autogol per il popolo della Rete targato “Cinque Stelle”.
Ma andiamo per ordine. Beppe Grillo ha “postato” sul suo profilo Facebook un video girato da un attivista (dove si vedeva un giovane che dialogava con una sagoma della Boldrini sul lato opposto a quello del guidatore) e chiedeva di commentarlo. Moltissimi gli insulti (spesso a sfondo sessuale) dei fan di Grillo ed i suggerimenti alla violenza. 
Un attacco, quello nei confronti della presidente della Camera, che è l’ennesima bravata dei “pentastellati”, sempre più anarchico-rivoluzionari. Peccato, però, che oltre 150 di loro siano anche parlamentari e dovrebbero rispettare il ruolo di una delle cariche più importanti dello Stato. 
Ecco il problema è proprio questo: i grillini non hanno proprio il senso dello Stato, perché, in fondo al fondo, gradirebbero che sparisse in un buco nero, inghiottendo indistintamente tutta le classe politica (ad eccezione di loro chiaramente) per rimanere l’unico movimento al potere. Purtroppo per loro, esiste ancora una democrazia e noi “liberali” ci crediamo da sempre, da quando è nato storicamente questo partito. Non siamo presenti in Parlamento, ma per noi è un luogo sacro e si può fare opposizione senza risultare violenti nei modi e nelle parole. 
Offendere la presidente della Camera sui social, definire “Boia” il capo dello Stato, questo sì ci fa schifo, perché, per noi, le istituzioni sono sacre e intoccabili e in queste ci dobbiamo identificare. Solo attraverso processi democratici condivisi si possono cambiare le “regole del gioco”, altrimenti questo gioco si trasforma in una roulette russa. Ed è quello che vogliono i “Pentastellati” da tempo. Utilizzare una strategia della tensione continua all’interno delle istituzioni. A questo stato di cose come PLI ci opporremo sempre con forza. Perchè per noi il Parlamento è un luogo sacro ed intoccabile.