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Una delle tante settimane di sofferenza per i nostri due Marò. Vogliamo chiamare le cose con il loro nome? E sia: con leggerezza incredibile l’allora Presidente del Consiglio e il suo esperto di economia, hanno rinviato Girone e Latorre in India, dimenticando o non prendendo in considerazione, le lotte interne intestine e politiche indiane contro la Signora Gandhi, colpevole di essere italiana. Ci potevano essere anche interessi di Finmeccanica, ma questa è un’aggravante e non una scusante. Adesso, dopo oltre due anni, siamo al ventisettesimo rinvio delle decisioni sulla formulazione delle accuse e del tipo di diritto  se il Sea Act, se il diritto penale indiano da usare e se ne riparla settimana prossima. Vogliamo ricordare Sacco e Vanzetti, uccisi sulla sedia elettrica, anarchici ma non assassini e riconosciuti innocenti molti anni dopo. Oppure come ricorda la lapide a Piazza del Popolo a Roma, Targhini e Montanari, ghigliottinati dal potere vaticano di allora. Ma non è l’unico punto di questa disgraziatissima vicenda: non ci sono prove, anche perché quei fatti che potevano servire per capirci qualcosa sono stati distrutti. Il peschereccio, o imbarcazione pirata, è stato distrutto e i corpi dei due indiani morti sono stati bruciati. Negli ultimi tempi, grazie alla Ministro degli Esteri, Bonino, la Ue e la stessa Onu, dopo un tentativo di lavarsene le mani di Ban- ki Moon , hanno preso posizione, con estremo ritardo. Manifestazioni politiche a New York di 26 stati europei, sotto la direzione della Commissaria Ue per i diritti umani, Ashton e di fronte all’ultimo arrogante rinvio indiano, la Ministro Bonino ha minacciato di chiedere un Arbitrato internazionale, non volendo andare a recuperare i due Marò “manu militari”. La Presidente della Camera ha accolto nell’Aula di Montecitorio la moglie e la compagna dei nostri due marò che hanno ricevuto un caloroso e sentito applauso da parte dei Deputati. A dimostrazione che di Italia ce ne è una sola e unita intorno ai nostri fucilieri di marina. A loro due e alle due famiglie, l’affetto e l’incoraggiamento di noi liberali tutti, sia degli iscritti, sia di coloro che non hanno la tessera, per questa difficilissima prova.

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