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Un ennesimo show. A Grillo viene concesso un’altra volta lo streaming e così le consultazioni per il nuovo Governo approdano in  diretta web nella casa degli italiani offrendo loro un pessimo spettacolo della politica. Il Renzi futuro premier appare più cauto del solito, nonostante l’energia sia la stessa. “Se fossi stato solo segretario sarei saltato sul tavolo”, confessa Renzi ai suoi. Il leader dei pentastellati continua invece la sua battaglia personale contro il sistema, e ribatte la necessità di mandare ‘tutti a casa’. Renzi (alzando leggermente la voce) nella veste di premier incaricato invita Grillo ad uscire dal sistema blog, dallo streaming che stanno vivendo, per affrontare “il dolore vero delle persone”. Scene raccapriccianti che acuiscono l’atmosfera di tensione, di malessere sociale e politico, che soffoca il Paese. Ma Renzi va avanti con ottimismo e non si fa intimorire dalle minacce di ostruzionismo dei pentastellati, pronti a debellarlo come un ennesimo premier frutto del sistema malato.

Lunedì sarà il giorno della fiducia e quindi della verità. Per ora Renzi riferisce del colloquio produttivo con il Capo dello Stato e assicura una linea comune: “Siamo entrati molto nel merito dei diversi problemi e vi dirò che ho ricavato una sensazione molto positiva dell’atteggiamento del presidente”, assicura il premier incaricato che comunque non nasconde una qualche tensione sui nomi. “Su una cosa non ci piove – sottolinea Renzi – deve essere chiaro fin dall’inizio che il ministro dell’Economia deve collaborare con me”. Il ministero dell’Economia è in fondo la vera spina nel fianco e l’economia rappresenta il principale nodo da sciogliere in questo Paese in trappola tra fisco e burocrati. Solo risolvendo le questioni economiche, e risollevando la dignità degli individui in questa direzione, si potrà risollevare l’Italia.

Dopo una settimana di consultazioni il nuovo Governo è atteso come un oracolo con la consapevolezza, però, che molto probabilmente non farà miracoli. Renzi è convinto che il suo sarà l’ultimo Governo di questa legislatura e, secondo ciò che riferiscono i ‘fedelissimi’, l’ex sindaco di Firenze ritiene che “nessuno penserà di far saltare il tavolo in aria per andare alle elezioni”. Parole chiare che celano una speranza più che una certezza. Sembra infatti che Renzi consideri le ‘elezioni anticipate’ una carta “di riserva” da giocare all’occorrenza.

Renzi si è comunque ritrovato impantanato nella ‘palude romana’ e subito dopo aver ricevuto l’incarico gli sono piovuti addosso i primi scandali, arrivati in ‘barca’. “È meno facile di quanto avessimo pensato”: sembra essere stato questo lo sfogo con i suoi. Ed ancora: “Avevo sottovalutato la forza della conversazione nel nostro Paese”.

In effetti solo recuperando l’arte del dialogo e del confronto si potrà salvare un Paese e devastato dal disastro economico e da inutili polemiche che nei talk-show televisivi toccano il punto massimo.

Renzi è convinto di voler fare ‘il sindaco d’Italia’ e di portare a termine il suo “ambizioso programma di riforme”, come lo definisce il Financial Times di Londra augurando al futuro premier “buona fortuna”.

Sarà comunque la storia dei prossimi giorni e dei prossimi mesi a decretare il successo o l’insuccesso di Renzi che sottolinea di non essere entrato mai in Aula per scardinarsi di dosso tutti i privilegi, e quindi per apparire come una effettiva ‘new entry’ del sistema che indossa i panni del ‘nuovo’ di cui l’Italia ha bisogno.

“Questo è il mio governo non ho nessuna intenzione di fare il Letta bis”. Con queste parole il leader  dei democratici si propone di “marcare la differenza” anche perché “devo mandare un segnale a tutti gli elettori che sono rimasti delusi dalla staffetta”, sottolinea. Renzi promette un governo diverso e l’hashtag “#proviamoci” continua ad essere il suo leitmotiv. Il rinnovamento però non è assicurato ma è tutto da dimostrare sul campo.

 © Rivoluzione Liberale

 

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