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Oggi, alla vigilia del voto di fiducia che dà inizio all’Era Renzi, abbiamo notizia che stanno continuando a nascere e a moltiplicarsi altre numerose formazioni politiche.
Auguri!
In Italia, nell’ultimo ventennio, sono morti, nati o risuscitati tantissimi partiti e movimenti politici per lo più personali e padronali.
Almeno in un caso, una formazione politica è nata addirittura sul predellino di un’automobile.
Dell’art. 49 della Costituzione nessuno ne parla. D’altronde un partito personale e padronale difficilmente può conciliarsi col carattere democratico imposto dalla Costituzione.
Che dire?
Chiudono (si dovrebbe dire falliscono) tante piccole, medie e grandi imprese. E aumentano i disoccupati.
Aprono (si dovrebbe dire prosperano) tante piccole, medie e grandi formazioni politiche. E aumentano gli occupati.
I grandi Stati europei hanno, per lo più, tre grandi formazioni politiche che, pur nelle peculiarità nazionali, permettono una certa stabilità democratica e consentono di identificare principi e valori in cui i cittadini possano riconoscersi. E riconoscersi in un Partito significa anche dare valore all’appartenenza.
Le grandi aree di queste appartenenze sono tre. Quella popolare-democristiana, quella socialista, e quella liberale.
In Italia?
Perché no?

© Rivoluzione Liberale

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