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Unico grande rivale del favorito Abdel al Sissi, il leader della sinistra Hamdeen Sabbahi, ha depositato sabato scorso la sua candidatura per le presidenziali che si terranno il prossimo 26 e 27 Maggio.

Il leader della sinistra egiziana Hamdeen Sabbahi, unico rivale del grande favorito Abdel Fattah al Sissi all’elezione presidenziale che si terrà tra un mese in Egitto, ha depositato sabato scorso la sua candidatura ufficiale presso la Commissione elettorale. Il termine per la presentazione delle candidature scadeva Domenica: i candidati in corsa saranno quindi due. “Se Dio lo vuole, porteremo avanti una vittoriosa battaglia”, ha dichiarato Hamdeen Sabbahi, malgrado l’immensa popolarità di Abdel Fattah al Sissi, ex capo dell’Esercito che ha destituito il Presidente islamista Mohamed Morsi lo scorso Luglio. Secondo il suo staff elettorale, Hamdeen sabbahi, 59 anni, ha raccolto 31.100 firme attraverso 17 provincie, un numero largamente maggiore alle 25mila richieste per validare la sua candidatura. Sabato, diversi simpatizzanti lo hanno accompagnato davanti agli uffici della Commissione elettorale, carichi di casse contenenti i formulari riempiti di firme, acclamandolo e scandendo “Sabbahi è il simbolo della libertà”. Incarcerato diverse volte sotto la presidenza di Mubarak e del suo predecessore Sadat, Hamdeen Sabbahi è arrivato terzo alla prima elezione presidenziale democratica del Paese nel 2012, che aveva decretato la vittoria di Mohamed Morsi.

L’eventuale terzo uomo, Mortada Mansour,  avvocato e Presidente di una squadra di calcio,aveva annunciato sabato durante una conferenza stampa che rinunciava alla sua candidatura. Questo uomo controverso, celebre per le sue violente critiche contro i militari a capo della rivolta del 2011, ha assicurato aver preso la sua decisione dopo aver avuto una “visione” nella quale si era visto seduto in un autobus, con due ufficiali che gli dicevano “andiamo verso il nuovo Egitto”, escamotage, quello del “sogno” o della “visione”, utilizzato spesso in Medio Oriente per uscire dai vicoli ciechi… Abdel Fattah al Sissi aveva depositato la documentazione per la sua candidatura lo scoro 14 Aprile, forte, secondo gli uomini che curano la sua campagna elettorale, di 200mila firme. I suo detrattori temono che riporti il Paese verso un regime autocratico. Secondo Amnesty International, la repressione che ha guidato contro i Fratelli Musulmani ha fatto più di 1400 vittime tra gli islamisti.

Non sappiamo come finirà  e quale futuro spetta a questo grande Paese, dalla grande Storia antica, la cui popolazione è costituita per la maggioranza da giovani, ad oggi senza grandi prospettive. Il dato positivo è che in corsa ci siano due concorrenti, elemento che da più spessore alla competizione e che fa sperare nella possibilità di avere un contraddittorio, sempre utile a far risvegliare le menti sedate dagli slogan scanditi ad oltranza.

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