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Adolescenti in vacanza, numerosi turisti stranieri e fiumi di alcool: le autorità brasiliane temono questo pericoloso cocktail per i minori.

Al calare della notte, Adriana de Morais e la sua squadra percorrono le strade, discoteche e bar di Natal, una delle 12 città che ospiteranno i Mondiali. Funzionaria del tribunale dei minori, ha come missione di proteggere i giovani dalla prostituzione. Più di 600.000 turisti stranieri sono attesi in Brasile per questa competizione, dal 12 Giugno al 13 Luglio, e questo afflusso preoccupa le autorità che hanno lanciato una nuova campagna contro lo sfruttamento sessuale. “La Coppa del Mondo ci preoccupa, è un evento eccezionale, ci saranno molti stranieri che verranno alla ricerca di turismo sessuale”, dichiara la de Morais anche se in realtà non esiste nessuna statistica ufficiale sul numero di bambini e adolescenti che si prostituiscono in questo immenso Paese. Unici dati disponibili: nel 2013, il numero di telefono messo a disposizione dal Governo per denunciare anonimamente le violazioni dei diritti dei minori ha ricevuto 124.000 chiamate il cui 26% per violenze sessuali. La maggior parte delle denuncie si concentravano nella regione  povera e turistica del Nord-Est. Un anno fa, Taina era sul marciapiede. La sua storia è quella di migliaia di bambini brasiliani. Maltratta, a 10 anni fugge da casa. Per sopravvivere, si prostituisce in cambio di un pasto o di qualche soldo. “Andavamo a Ponta Negra (un quartiere turistico di Natal) e aspettavamo che le macchine si fermassero e ci chiamassero e andavamo con loro. Spesso erano stranieri,c’erano pochi brasiliani.”, racconta. Oggi ha 18 anni, ha voltato pagina e segue una scuola alberghiera grazie al Programma  “Vira Vida” (Cambia vita) che offre aiuto alle giovani prostitute.

Il Governo della Presidente di sinistra brasiliana Dilma Russeff  ha intrapreso negli ultimi anni una vera e propria crociata contro la violenza domestica, lo sfruttamento sessuale dei minori  e il traffico di esseri umani che è stato anche il tema centrale di una telenovela di successo, Salve Jorge. Per arginare e controllare la prostituzione minorile è anche stato redatto un codice di condotta destinato ai tassisti  e agli impiegati della reception degli alberghi. “I turisti che arriveranno in Brasile sapranno che lo sfruttamento dei minori e dei giovani è un crimine, lo vedrà scritto a bordo degli aerei, negli aeroporti, nelle stazioni e negli alberghi” ha confermato il responsabile per la protezione dell’infanzia del Ministero del Turismo, Adelino Neto. Sullo sfondo dei Mondiali alcune ONG e imprese private hanno lanciato una campagna di cartelloni pubblicitari intitolata “non voltare lo sguardo”. “Un grande evento aumenta i fattori di rischio per i minori. Abbiamo un incremento dei turisti e del consumo di bevande alcoliche in un momento in cui i bambini non vanno a scuola perché saranno in vacanza”, spiega Tatiana Akabane, dell’ONG Childhood, che prova a far beneficiare al Brasile le esperienze dei Mondiali di Germania del 2006 e del Sudafrica del 2010. Per quello che riguarda più in generale la prostituzione, il Governo controlla anche Internet e censura le pubblicità che presentano il Brasile sotto la prospettiva sessuale. Lo scorso Febbraio, alcune magliette dell’Adidas sono state ritirate dalla vendita, perché vi si vedeva una donna in tanga, un pallone in mano e accompagnata dalla scritta a dal senso ambiguo Looking to score, che può voler dire sia “fare goal” che “voler andare a letto”. “Il Brasile è contento di poter accogliere tanti turisti che arrivano per la Coppa, ma è altrettanto determinato a combattere il turismo sessuale” ha detto fermamente Dilma Russeff attraverso il suo account Twitter.  I “professionisti” del sesso da parte loro polemizzano e reclamano il loro “diritto” di beneficiare di questa occasione. “Se ci sono dei turisti e che tutti guadagnano dei soldi, gli alberghi, le compagnie aeree, i negozi, perché le prostitute non potrebbero anche loro trarne un guadagno?” incalza Roberto Chateaubriand, responsabile dell’organizzazione  Davida che difende i diritti delle prostitute. “Ci opponiamo anche noi allo sfruttamento dei minori, ma il Governo ha fatto di tutt’erba un fascio: lo sfruttamento dei minori, il traffico di esseri umani e la prostituzione degli adulti”, afferma critico Chateaubriand. Alcune associazioni simili organizzano addirittura dei corsi di inglese per permettere una migliore “accoglienza” dei turisti.

In una cosa ha ragione il responsabile di Davida: non fare di tutt’erba un fascio. Quello che è evidente, e che non va sottovalutato, è il grande pericolo che corrono questi bambini, lasciati nelle mani del destino che hanno come unica casa la strada. Il Brasile non è che una delle tante mete del turismo a sfondo sessuale, e forse, questa grandiosa manifestazione può essere anche una grandiosa vetrina per sensibilizzare l’opinione pubblica su di un problema spesso volutamente tenuto nascosto perché poco nobilitante. Una domanda rimane per ora senza risposta: questa bellissima campagna di sensibilizzazione ha offerto anche delle alternative a questi bambini di strada che lottano per sopravvivere e ai quali è stato “vietato” di fare anche da lustrascarpe ai turisti durante i Mondiali? Le belle parole rimango vuote se non vi corrispondono fatti, e per quanto possiamo vedere da osservatori esterni di soluzioni definitive,per ora, non sembrano essercene state.

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