European union concept, digital illustration.

In Grecia, il risultato ottenuto da Alba Dorata, che ha avuto il 9,4% delle preferenze, ha quasi offuscato la vittoria del Fronte della sinistra del giovane leader Alexis Tsipras.

E se nel nuovo Parlamento europeo entrassero, come sembra, dei deputati neonazisti? Degli eletti che portano avanti il discorso negazionista dentro al Palazzo di Strasburgo? Questa ipotesi pareva completamente folle ancora due anni fa, ma è diventata realtà Domenica. Alba Dorata, il Partito neonazista greco, ha ottenuto il 9,4% dei voti e si è guadagnato tre seggi in Europa. La stampa greca parla di “choc e orrore” e tenta di analizzare, facendone un caso a sé non paragonabile alla crescita dei Partiti estremisti nel resto d’Europa,  le motivazioni che hanno portato un elettore greco su dieci a votare per questo Partito. Alba Dorata sentiva già il profumo del “successo”. Il suo portavoce, Llias Kassidiaris, ha anche lanciato un appello a Marie Le Pen per unirsi a lei a Strasburgo. Se la Presidente del Front National ha, per il momento, respinto questa eventualità, niente è definitivo per Alba Dorata. Tutta la stampa ellenica e molti commentatori registrano l’eco della vittoria della Le Pen in Francia, parlando di terremoto, non solo nell’Esagono, ma in tutto il Vecchio Continente. “Nel Paese del Maggio ‘68, un giovane su tre e gli operai hanno votato per il Front National”, titola il grande quotidiano Kathimerini. La crescita del Partito neonazista in Grecia e del FN in Francia ha fatto si che la vittoria del Fronte della sinistra Syriza e del suo leader Alexis Tsipras ad Atene fosse quasi oscurata. Con il 26,5% delle preferenze contro il 22,7% di quelle della Nuova Democrazia del Primo Ministro Antonis Samaras,  Syriza non esita a parlare di “vittoria storica”. Ricordiamo che il Partito del trentanovenne Tsipras, non aveva ottenuto che il 4,5% delle preferenze alle ultime europee e aveva  un solo deputato europeo. Oggi Syriza diventa la prima forza politica del Paese.  Alexis Tsiprsa si definisce soprattutto  l’uomo “dell’anti rigore”, che vuole mettere fine al controllo del bilancio da parte dell’Unione Europea e dell’FMI e ridurre la disoccupazione, che ha raggiunto il 27,8% della popolazione attiva. La sua vittoria è un messaggio forte per il Governo di coalizione al potere. Antonis Samaras ha ammesso aver recepito questo messaggio di rifiuto dell’austerità e promette cambiamenti rapidi. Rimane da vedere se questo Governo avrà il tempo di portare a termine le sue riforme prima di essere rovesciato. Una novità la offrono anche i neonazisti tedeschi che ottengono un seggio al Parlamento europeo. Ottenuto l’1% delle preferenze, il Partito neonazista tedesco si è ritrovato anche con un seggio in Europa, sui 96 dei quali disporrà la Germania nella nuova Assemblea. Il Partito di estrema destra ha approfittato della riforma del sistema elettorale tedesco per le elezioni europee, passato al proporzionale secco, che non prevede alcuna soglia minima per essere eletti. Questa riforma ha anche fatto gioco al piccolo Partito Freie Wahler, membro dei Liberali europei dell’Alde, al “Partito per la protezione degli animali”, al “Partito della Famiglia”, ai “Pirati”, al “Partito ecologista tedesco” e al fantasioso “Il Partito” (entrato con lo 0,6% delle preferenze, ossia 184.525 voti). Ognuno di loro avrà un rappresentante in Europa..

I Partiti populisti ed eurofobi saranno largamente rappresentati nel nuovo Parlamento europeo per via della vittoria del FN in Francia e dell’Ukip in Gran Bretagna. A loro, coma abbiamo visto, si affiancano per la prima volta anche i neonazisti. Il tedesco NPD viene giudicato dai Servizi tedeschi “razzista, antisemita e negazionista”. Lo scorso Dicembre la Camera Alta del Parlamento tedesco chiedeva nuovamente la messa al bando per questo Partito, anti immigrazione e pro Deutsch Mark, nato nel 1964 e presente nei Parlamenti di due Lander.  Anche Alba Dorata, che ha diversi leader in attesa di processo per l’aggressione e la morte di un rapper, è presente nel Parlamento greco nonostante venga considerata come una “organizzazione criminale” dalle autorità. Una realtà inquietante quella che si profila. Se è vero che la libertà di espressione va difesa e che queste persone sono state elette dal popolo, i loro discorsi sono anni luce dai fondamenti dell’UE. Sono una minoranza, ma hanno creato un precedente che non può passare nell’ indifferenza.

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