israele guerra

I tre giovani israeliani rapiti lo scorso 12 Giugno sono stati ritrovati morti nel Sud della Cisgiordania, vicino ad Hebron. Tre “omicidi” imputati ad Hamas da Israele, che ha promesso dure rappresaglie al Movimento islamista palestinese.

La radio pubblica israeliana ha dichiarato che i tre giovani, 19 anni il più grande e 16 il più giovane, tutti studenti appartenenti alle scuole religiose delle colonie ebree, sono stati ritrovati morti in una località vicino a Halhoul, ad una decina di minuti dalla strada dove erano stati visti per l’ultima volta. Il Gabinetto di sicurezza israeliano si è riunito lunedì sera per una riunione d’urgenza e discutere delle conseguenze che questa triste scoperta porterà. Il vice-Ministro israeliano della Difesa Danny Danon, membro dell’ala più a destra del Governo, ha promesso di “sradicare” Hamas, mentre il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha assicurato che “Hamas pagherà”. “Sono stati rapiti e assassinati a sangue freddo da animali dalle sembianze umane”, avrebbe dichiarato Netanyahu davanti ai suoi uomini, giurando che “Hamas è responsabile e Hamas pagherà”. Poco prima, il Primo Ministro israeliano aveva minacciato di intensificare gli attacchi in risposta ai missili di Gaza, dove Hamas aveva ufficialmente ceduto il potere lo scorso 2 Giugno ad un Governo di intesa composto da personalità indipendenti, ma dove le forze di sicurezza sono rimaste invariate. “Se questi lanci (di missili) continuano, ci sono due possibilità: o Hamas, che è responsabile sul terreno, vi mette fine o saremo noi a porvi fine”, ha puntualizzato Netanyahu. Nella mattinata di lunedì , almeno 14 missili e granate, lanciati dalla Striscia di Gaza, sono caduti nel Sud di Israele, senza fare vittime o danni, all’indomani della morte di un combattente palestinese ucciso in un raid aereo israeliano mentre, secondo l’esercito, si stava apprestando a lanciare un missile. Anche il Ministro delle Finanze Yair Lapid, considerato come moderato, ha affermato che “bisogna sparargli addosso (ad Hamas, ndr), per via del rapimento, ma anche a causa dei lanci di missili”.

Israele ha accusato due membri di Hamas del rapimento dei tre ragazzi  che facevano l’autostop vicino ad un blocco di colonie nel Sud della Cisgiordania occupata. Da allora, secondo un portavoce militare, l’esercito israeliano ha fermato 420 Palestinesi in Cisgiordania, dei quali 305 sono membri di Hamas, che ha negato essere coinvolta, ma ha preso positivamente l’operazione, e perquisito 2200 edifici. Cinque Palestinesi sono rimasti uccisi dai soldati israeliani dall’inizio delle operazioni di ricerca, battezzata “Difensore dei nostri fratelli”. La riconciliazione tra Hamas e Fatah del Presidente palestinese Mahmud Abbas,  ha portato alla formazione di un Governo di Intesa comune alla Cisgiordania e a Gaza, ma già minato dal rapimento, sembra  essere sempre più in bilico. Il responsabile di Hamas incaricato del dossier sulla riconciliazione con Fatah ha accusato Abbas di aver abbandonato Gaza al suo destino. “Oggi temo che Hamas non sia invitato a tornare per proteggere la sicurezza del suo popolo, la Striscia di Gaza non vivrà nel vuoto;  ma non è né sotto la responsabilità de Governo precedente, né sotto quella del Governo di intesa nazionale”, ha scritto Mussa Abu Marzuk, il dirigente di Hamas incaricato ella riconciliazione,  sulla sua pagina di Facebook. “Abu Mazen (Abbas, ndr) non vuole nessuna riconciliazione, anche se gli si regalasse Gaza, non la prenderà”, ha precisato Mazruk.

Le reazioni nella comunità internazionale sono ovviamente di grande impatto e commozione. Il Presidente americano Barack Obama ha condannato l’assassinio “insensato” dei tre giovani israeliani.  “Gli Stati Uniti condannano nei termini più forti possibile questo atto di terrorismo insensato commesso contro tre giovani innocenti”, ha dichiarato il Presidente in un comunicato. Il Primo Ministro britannico David Cameron lo ha  definito “un atto terrorista terrificante e non giustificabile”, assicurando ad Israele il sostegno del suo Paese per “portare davanti alla giustizia i responsabili”. François Hollande lo ha definito “un assassinio da codardi”.  Papa Francesco, che si trovava in Terra Santa alla fine di Maggio, ha condannato fermamente la morte dei tre giovani israeliani rapiti, definendola “un crimine inaccettabile ed esecrabile”. “E’ un ostacolo pesante sul cammino della Pace per la quale dobbiamo continuare a coinvolgerci e pregare”, ha aggiunto il Papa argentino che aveva organizzato lo scorso 8 Giugno in Vaticano “una invocazione alla Pace”, un incontro di preghiera storico che vedeva riuniti Israeliani e Palestinesi. “Violenza chiama violenza e alimenta il cerchio mortale dell’odio”, ha detto il Papa attraverso un comunicato ufficiale del Vaticano.

Guerra di territorio o guerra di religione?  Difficile definire la questione islraelo-palestinese che va avanti da tanto, troppo tempo. Abbiamo  visto innumerevoli attentati e morti, che non hanno portato da nessuna parte. La difficilissima strada dei negoziati richiede pazienza e tempo. Oggi non possiamo che definire anche noi questo ultimo atto come un “atto di terrorismo insensato”.

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