malagodi

Ieri, in una delle tante telefonate targate P.L.I. , Stefano de Luca mi ha spinto a commemorare Giovanni Francesco Malagodi, nato a Londra 110 anni fa. Ed ora son le giornate prossime che mi vengono in aiuto perché nella sua e mia Milano si celebra un incontro tra Europa ed Asia alla presenza di una schiera di 50 Capi di Stato e di Governo.

Miglior viatico Giovanni Malagodi non avrebbe avuto : ricordarlo a margine di un meeting planetario non avrebbe potuto essere più appropriato.

In effetti, pochi come lui per il mondo liberale, eccezione fatta per  Gaetano Martino e Manlio Brosio, possono essere considerati più aperti convinti fautori del federalismo europeo, di quell’idea di Europa che, nata sulle ceneri del fascismo con il Manifesto di Ventotene del 1943, ha ancora urgente necessità di esser sostenuta ed ampliata ed alla quale Malagodi dedicò parte della sua vita coinvolgendo in essa l’autentico movimento liberale.

E proprio oggi i suoi nipoti ideologici, tra i quali mi ci metto di buon grado, lo ricordano con un misto di commozione e di rispetto, fulgido esempio di ciò che nelle “ Lettere senesi ad un cittadino d’Europa “ del 1990 è stato il suo testamento politico, laico e libero, per un avvenire migliore per l’Italia e per tutti gli altri popoli del Vecchio Continente.

CONDIVIDI