Chinese flag

Settimana all’insegna del sereno sui mercati finanziari mondiali, dove le nubi addensatesi nella scorsa ottava sembrano dissolversi alla luce dei dati economici pubblicati.

A contribuire positivamente sull’andamento delle borse e dei mercati obbligazionari mondiali è stato il dato sulla produzione cinese, pubblicato nella notte tra Lunedì e Martedì, che ha rivisto le stime al rialzo dal 7,2% previsto all’attuale 7,3%. La notizia ha tranquillizzato da subito gli operatori, che hanno ricominciato a spostare liquidità sugli assets più rischiosi, borse e debito dei periferici in particolare, portando gli indici azionari e lo spread ai livelli della settimana precedente, quando invece avevamo assistito al cosiddetto fly to quality(ricerca ed acquisto di carta finanziaria ritenuta sicura). Da questo si deduce l’importanza che la Cina rappresenta ormai nell’economia mondiale, senza la sua crescita andrebbe in sofferenza la produzione dell’intero pianeta.

Ma le notizie buone sono continuate ad arrivare anche da oltreoceano, dove Martedi alle 16 è stato pubblicato il dato sulle vendite delle case esistenti negli USA,  migliore delle attese, che ha fatto segnare agli indici azionari americani la migliore performance su base giornaliera dell’intero 2014. Anche il giorno dopo l’indice dei prezzi al consumo è risultato in linea con le attese, facendo passare la paura innescata sul dato alla produzione che aveva depresso i listini la scorsa settimana. Da sottolineare come qualche ora prima in Australia era stato pubblicato lo stesso dato, anch’esso positivo.

Nel vecchio continente  è risultato positivo il dato tedesco sulla produzione ed il dato sulla disoccupazione spagnola (rivista al ribasso anche se sempre sopra il 20%), pubblicati  nella mattina di Giovedì. Ma il sereno in Europa è stato portato soprattutto dalla fuga di notizie(smentita poco dopo) dalla BCE, dove sarebbe allo studio l’acquisto, per dare stimolo all’economia, oltre che di abs e titoli di stato nazionali, anche di titoli emessi da singole società(corporate bond).

I dati buoni non mancano neanche nel Regno Unito, dove Venerdì mattina il dato sul PIL è stato confermato al 3%, quindi in linea con le aspettative.

Verrebbe da pensare ad una settimana da incorniciare che potrebbe dar luogo a futuri allunghi dei mercati azionari, e lo potrebbe essere se solo non ci aspettasse una ottava densa di impegni e di valutazioni. Infatti la palla passa ora al risultato degli stress test sulle banche europee, che saranno pubblicati domenica a mercati chiusi, alla riunione del FOMC(Organismo della FED, principale strumento di politica monetaria americana) del 29 ed al meeting della BOJ(bank of Japan), eventi che condizioneranno i futuri atteggiamenti degli operatori e che indirizzeranno, quindi, il futuro prossimo dei mercati.

Solo dopo aver chiare in testa le politiche monetarie delle banche centrali potremmo azzardare una qualche previsione, prima di allora sarebbe come puntare sul rosso o sul nero.

 

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