Le elezioni iberiche, peggior risultato per il PSOE nella Spagna post-franchista, hanno segnato la fine politica di Bambi (soprannome di Zapatero dovuto ai suoi occhioni) e il tramonto del ‘socialismo ciudadano’, quel misto di giovanilismo, pacifismo, pari opportunità, antimachismo e diritti per tutti che faceva sognare un futuro roseo per la Spagna ed era visto come un modello per la sinistra europea ed italiana che urlava ‘Viva Zapatero’!

L’economia spagnola andava forte, con una crescita al ritmo del 5% annuo,la penisola era affollata di turisti e le case si vendevano da sole quasi da far pensare che fossero le riforme sui matrimoni omosessuali, i diritti civili, il divorzio-lampo e i successi sportivi il motore dell’economia. Nel 2007 Zapatero arrivò ad affermare orgogliosamente che la Spagna aveva sorpassato l’Italia (per reddito pro capite), aggiungendo che l’obiettivo era quello di agguantare Francia e Germania nel breve periodo; il ‘sorpasso spagnolo’ in realtà si è rivelato in tutta la sua natura più effimera.

Nonostante la crisi fosse alle porte, Zapatero ha fatto come se non ci fosse, l’ha negata fino all’ultimo e ha continuato  a concentrare i propri sforzi sull’ampliamento dei diritti anziché sulle riforme economiche. Il risultato è stato il crollo del Pil, la disoccupazione al 20%, quella giovanile quasi al 50%, l’aumento dei 20% del debito pubblico, lo scricchiolio del sistema finanziario e l’esplosione della bolla immobiliare su cui si reggeva gran parte dell’economia, tanto che il governo si è ritrovato a dover fare un tour europeo per vendere 700.000 case completamente vuote.

Zapatero, costretto dall’Europa e dalle agenzie di rating a imporre tagli drastici, ha dovuto bruscamente interrompere la narrazione del ‘tutto per tutti e per sempre’ e porre fine al sogno che aveva a lungo cullato quei giovani che a lungo l’hanno sostenuto e che ora ‘indignados’ protestano contro lo scarto evidente tra la favola e la realtà. Il futuro della Spagna dipenderà anche da come evolverà la protesta degli ‘indignados’ per ora divisa tra chi vuole ancora continuare a sognare e chi vuole un futuro migliore affrontando concretamente i problemi.

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