mutuo

Il mercato immobiliare italiano in questo momento e’ stagnante anche se, qualche segnale positivo ultimamente c’è. L’Agenzia delle Entrate ha rilevato un incremento pari al 41% delle compravendite residenziali a livello nazionale. E’ indubbio che molti  vorrebbero approfittare del ribasso dei prezzi attuali per procedere all’acquisto della casa!

Le Banche dichiarano che si stanno dimostrando più propense ad erogare credito, ma la realtà e’ che sono strettamente selettive. La crescita si trova nelle richieste di mutuo, non di concessioni e delibere.

Vero e’ che gli Agenti Immobiliari hanno capito che occorre abbassare i prezzi per vendere (tra il 2006 e il 2013 le compravendite sono calate del 56,5% – dati Istat), ma altrettanto vero e’ che, riferendomi ai giovani, generalmente non hanno un reddito costante ne contratti di lavoro a tempo indeterminato come rigidamente richiesto dalle Banche.

Altro ostacolo e’ che l’importo del mutuo generalmente non supera l’80% del valore dell’immobile, con una rata debitoria mensile non superiore ad un terzo dello stipendio. Il rimanente 20% sommato alle spese notarili, di agenzia e tasse difficilmente sono sostenibili dal potenziale acquirente che pertanto, rinuncia alla transazione.

La bella e intelligente frase… “perché il mattone torni ad essere una forma d’investimento, ci vuole la ripresa economica e la diminuzione della pressione fiscale”…non trova certo riscontro con la realtà attuale.

Nel frattempo gli “anziani” continuano a mantenere i giovani che a loro volta chiudono nei cassetti la speranza di conquistare indipendenza, raggiungere obiettivi, creare una famiglia propria.

Altro fatto da non trascurare e’ che una auspicata ripresa economica porterà automaticamente ad una contrazione dei prezzi e relativi aumenti. Ne è l’esempio Milano che già dalla fine del 2013 segna una ripresa del 3,4% nei primi tre mesi dell’anno. Milano però, è Expo 2015 che significa potenziamento delle linee metropolitane, apertura di cantieri e di locali commerciali per accogliere l’afflusso turistico, ipotizzato in circa 20milioni di visitatori, per una spesa prevista di più di 3miliardi di euro di cui un terzo solo per la ristorazione!

Una soluzione al problema “mutuo” potrebbe essere il leasing immobiliare per privati, concesso per un periodo medio-lungo e che copra il 100% del valore dell’immobile.

L’acquirente sosterrebbe una locazione mensile pari ad un affitto, con la differenza che ad una data stabilita, potrebbe procedere con il riscatto o ricondizionare il debito residuo con un mutuo tradizionale.

In realtà “”La senatrice del PD Camilla Fabbri ha presentato in questi ultimi due mesi un disegno di legge, il n. 1642, per favorire l’acquisto della prima casa da parte dei giovani attraverso la formula del leasing immobiliare.Il ddl prevede a copertura uno stanziamento di 5 milioni di euro per l’anno 2015, di 12,5 milioni di euro per l’anno 2016 e di 25 milioni di euro per l’anno 2017.

La promotrice si pone l’obiettivo di favorire il ricorso ad uno strumento come il leasing, poco utilizzato per l’acquisto di abitazioni”” 

Piccolo particolare: gli acquirenti devono avere reddito certo, che non superi i 55.000 euro l’anno!

“”La proposta di legge prevede una detrazione fiscale del 19% fino a un massimo di 15.000 euro annui, per i giovani al di sotto dei 35 anni, e con reddito inferiore a 55.000 euro annui. Per l’opzione finale di acquisto è prevista la detrazione del 19% del prezzo pagato, fino a 20.000 euro.
Le stesse agevolazioni potranno essere applicate anche agli acquirenti di età superiore ai 35 anni, ma ridotte del 50% sempre che abbiano, al momento della stipula del contratto, un reddito annuo inferiore a 55.000 euro e si tratti della prima casa di proprietà.””

Buona proposta che non risolve però il sostanziale problema del tipo di contratto di lavoro di questi giovani che, nella società attuale, faticano ad ottenere.

In alternativa, si potrebbe studiare una formula di concessione di leasing immobiliare, con rata adeguata al solo reddito futuro ovvero, per presunta attività lavorativa a contratti a termine programmati o previsti. Concessione fatta a chi dimostra di sostenere regolarmente da almeno due anni il pagamento di canoni di locazione con contratti di affitto registrati e, ovviamente,  non ha posizioni in “sofferenza” di nessun genere,  presenti o passate.

 

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