Bruxelles – Mercoledì 3 marzo 2011 la commissione Bilancio del Parlamento Europeo ha votato un aumento di 1500 euro, della capacità di spesa per ognuno dei 736 onorevoli che siedono nell’emiciclo di Bruxelles (per un totale di 13,2 milioni di euro annui). Il comunicato stampa che ha fatto seguito alle votazioni per le linee guida 2012 della commissione Bilancio, si apre dicendo che “il Parlamento Europeo deve entrare nella fase di consolidamento del Trattato di Lisbona, senza aumenti oltre l’inflazione”, il cui contenimento è considerato fondamentale dalla BCE per controllare l’aumento dei prezzi e la stabilità finanziaria.

Il motivo della decisione si ritrova, sempre secondo il comunicato, nella necessità di far fronte all’aumento di mole di lavoro dovuta all’entrata in vigore e all’ applicazione del Trattato. Si precisa inoltre, che i fondi in più non andranno direttamente ai parlamentari, ma permetteranno loro di assumere maggiori e più qualificati assistenti.
La proposta del PPE, Partito Popolare Europeo, tra cui si annoverano esponenti italiani del Pdl e dell’Udc, è passata, neanche a farlo apposta, con il supporto decisivo dell’alleanza dei Socialisti e dei Democratici (S&D) europei, dove hanno un seggio gli europarlementari del Partito Democratico. Naturalmente in casi del genere si dimenticano le differenze nazionali e si coopera per un’ Europa più unita e pragmatica, l’unione (europea), in questo caso, fa la forza.

Quella varata è una misura non certo necessaria, che a fronte di una politica nazionale incentrata sull’austerity di bilancio e sul sacrificio per uscire dalla crisi, sicuramente poteva essere evitata, vista anche la non elevata somma in questione. Caviale per il palato degli Euroscettici, si legge in Straneuropa, blog del sempre puntualissimo e incalzante Marco Zatterin de La Stampa. È in effetti plausibile che quest’episodio venga utilizzato per additare i Parlamentari europei e l’Europa come entità sprecona, la quale impone agli Stati membri una politica rigidissima e che alla prima occasione si concede un extra a spese di noi cittadini.
In linea teorica, l’Europa dovrebbe comportarsi in un modo esemplare per gli Stati membri nell’ambito dei costi istituzionali. Le critiche in questo caso potrebbero essere giustificate. Rimane il fatto, però, che i parlamentari europei in rappresentanza dell’Italia, hanno votato compatti a favore del provvedimento. C’è quindi il sentore che la notizia non verrà approfondita più di tanto, né dalla stampa ne dalla TV.

Sensibilizzare invece, responsabilizzandoli in patria, i Parlamentari Europei più che mai lontani dal loro paese elettore, li porterebbe più vicini ai cittadini. Tutto ciò gioverebbe ad un Italia ancora troppo poco europea, non affinché accetti tutto quello che l’Europa decide senza interferire, ma perché con più consapevolezza, sappia farsi valere e proporre critiche costruttive all’interno del sistema europeo.

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