tumbarello

Licenza di uccidere

Posso anche capire, ma non giustificare, il benzinaio che, credendo legittimo sostituirsi alla legge, si arma di carabina per uccidere chi delinque. Con i  tempi che corrono l’esaltazione è in crescita esponenziale e c’è chi crede di poter decidere di una vita irripetibile, anche se appartiene a un malfattore.

Non accadeva neppure nel sanguinario Far West, dove si reagiva solo per tutelare i propri interessi, non per difendere i gioielli altrui. Oggi succede nell’Italia del terzo millennio.

Ancora più grave è che l’intera cittadinanza – sindaco in testa – giustifichi l’omicidio e sia solidale con chi lo commette “perché non se ne può più di questa delinquenza”. Il benzinaio esaltato diventa un eroe cittadino. La gente lo ammira e finirà con l’emularlo se ne gliene capiterà l’occasione. Interviene la magistratura, ma non la politica. Lo Stato non c’è. Qualcuno starà già pensando di organizzare squadre di giustizieri, quindi di assassini, per ripulire le città dalla criminalità. Magari, tra loro, ci sono i “moralisti” della corruzione in doppiopetto.

I voltagabbana

Leggo sui giornali che cinque senatori di Scelta Civica stanno per passare al PD. È una vera e propria gara per saltare sul carro del vincitore. Renzi dichiara che accoglierà a braccia aperte le “pecorelle smarrite”. Tra i voltagabbana c’è, ovviamente, chi, esperto dell’insano comportamento, con questo passaggio completa il ciclo di metamorfosi politica. Partendo, qualche anno fa, dalla sinistra radicale, non ha esitato a passare con la destra quando era in auge. Seguendo le variazioni di tendenza è passato, poi, a una coalizione di centro, per tornare, compiuto il periplo completo, a sinistra. Non è improbabile che qualche altro passaggio mi sia sfuggito. Ma sono ancora tutti giovani, quindi, vale la pena seguirli nelle future evoluzioni. Tanto, ormai, sono dignità e coerenza a scandalizzare l’elettore. Nessuno più si stupisce per voltafaccia e tradimenti, che, anzi, sono ricercati dai leader, pur di aumentare i consensi, e ammirati da chi ne subisce le conseguenze. Del resto, con la corruzione corrente, è comprensibile non sapere resistere alla tentazione di aggregarsi al potere. Crozza se la prende ancora con Razzi e Scilipoti, che, casacche, per la verità, ne hanno cambiato una sola.

Un paese piuttosto piccolo

Alla cerimonia di insediamento del nuovo Presidente della Repubblica al Quirinale, nel Salone dei Corazzieri, ho percepito la vera dimensione dell’Italia. Accanto a due troni, riservati alle alte cariche dello Stato, risaltava una minuscola poltrona occupata dal Segretario Generale. Proprio quella poltroncina rispecchiava la piccolezza del nostro paese nel quale la statura dei personaggi deve essere indicata dalla grandezza dello scanno, se no temiamo che si confondano con i funzionari.

 

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