rtumbarello

Quando il successo non basta
Presidente, sia soddisfatto del successo che ha, miracoloso per chi è così giovane, senza formazione né esperienza, con la modesta cultura conseguente all’età. Lei, invece, per avere ancora più potere, di cui nessuno ha diritto, sta imponendo una riforma che menomerà la democrazia e che appena nove anni fa gli italiani respinsero con un referendum quasi plebiscitario. Dando uno sguardo al passato si accorgerà che gli elettori sono riconoscenti a chi risolve i problemi del paese. Mentre a chi li tradisce, prima o poi, tirano le monetine. Se continua con questa superbia, neppure lei ne sarà esente. L’arroganza, la superficialità, la mancanza di rispetto per gli avversari, l’insolenza verso chi la critica abbrevieranno la sua carriera. Per di più, del danno che oggi procura alla costituzione approfitterà chi verrà dopo di lei e magari ne abuserà contri i suoi stessi figli. Se non sarà ingordo, invece, rimarrà al potere fin quando avrà i capelli bianchi. Agisca in modo che gli italiani siano orgogliosi di averle dato fiducia. Non si attorni, come tutti i mediocri, di ignoranti e leccascarpe che le danno sempre ragione, ma di chi sappia consigliarla per il meglio. Apprezzi la lealtà di coloro che la contraddicono e sia leale anche lei, con gli avversari e con i compagni di cordata. La scaltrezza non basta: ci vuole equilibrio e buonsenso, e, se possibile, un po’ d’amore di cui c’è tanto bisogno per isolare la corruzione e l’ingiustizia sociale. Il paese ne ha abbastanza di imbroglioni e malfattori in gamba. Ne abbiamo avuto, anche più prepotenti e spregiudicati di lei. Guardi come hanno ridotto il paese e, soprattutto, come saranno ricordati.

Non si sono ancora accorti di noi
Non coinvolgeteci, per carità, in una guerra che ci è estranea. Distruggete pure l’Italia con riforme inique, ma risparmiate gli italiani. Non è facendo la voce grossa che si acquisisce prestigio. Non essendo il nostro un paese colonialista, non siamo nel mirino dell’ISIS. Ma stiamo facendo di tutto per entrarci, con inopportune dichiarazioni. Prima il ministro dell’Interno e della Difesa, adesso quello degli Esteri e il Premier. Brave persone, forse anche cattolici, ma tutti inadeguati in momenti così delicati per gli equilibri politici. Brava la Mogherini, che, cosciente dei propri limiti, si è eclissata, come se non esistesse. In effetti, non esiste. L’Islam ce l’ha con chi li ha prevaricati in passato, con chi continua a disconoscergli un ruolo nello scacchiere mondiale, con chi deride la loro cultura, con chi si ostina a non risolvere il problema della Palestina, che è all’origine di tutte le tensioni. Noi che c’entriamo? Non contiamo nulla. Perché dovrebbero avercela con noi? Non ci hanno neppure visti al tavolo delle trattative con Putin. Siamo stati in clandestinità persino durante il semestre di nostra presidenza europea. Si parla di noi solo quando non facciamo i compiti e l’Europa ci sgrida. Quindi, violenza a parte, abbiamo una certa affinità con chi reclama considerazione. Siamo il paese con cui confinano – perché si affacciano come noi sul Mediterraneo – tanti stati di religione musulmana che con noi hanno ottimi rapporti. Se vogliamo proprio avere un ruolo, sfruttando le nostre tradizioni di secolare amicizia con gli arabi, possiamo mediare tra l’Europa e il potere emergente. Se ne siamo capaci. Se no, fate finta di non esserci. E, in effetti, non ci siete. Ma non minacciate reazioni di cui, poi, saremmo noi le vittime.

E se avessero ragione loro?
Io non sarei capace di sparare a un uomo, per quanto delinquente possa essere. Me lo impedirebbe la mia natura, non solo la legge e la morale. Non lo farebbero di certo neppure coloro che ora venerano il benzinaio di Vicenza come un eroe nazionale. E sono tanti. Neppure lui stesso, dopo il rimorso di avere ucciso, sparerebbe di nuovo. Ma la gente non ne può più. È vero che la perdita di un bene materiale non vale una vita umana. Ma quel bene è stato costruito con amore  e sacrifici. Ladri e imbroglioni sono protetti da leggi inadeguate che penalizzano il cittadino onesto. Non può continuare così. Ci saranno sempre più italiani ad agire da soli per contrastare la violenza. È lo stato, con la sua ostinata assenza, ad armare l’uomo probo che perde la pazienza. Non è con un’iniqua riforma costituzionale che si raddrizzerà il paese. Anzi, aumenterà il potere di chi ce l’ha già, a discapito della libertà e dei diritti dei sudditi. Bisogna, prima di ogni altro provvedimento, moralizzare il paese. I criminali, anche quelli in doppiopetto, vanno isolati. Se no, saranno gli italiani a neutralizzarli facendosi giustizia da sé, come il benzinaio. La nostra legislazione protegge la corruzione, quindi anche la criminalità. Se continua così, lei non ne sarà esente. Se non sarà ingordo, rimarrà al potere fin quando avrà i capelli bianchi. Invece, l’arroganza, la superficialità, la mancanza di rispetto per gli avversari, l’insolenza verso chi la critica abbrevieranno la sua carriera. Per di più, del danno che oggi procura alla costituzione approfitterà chi verrà dopo di lei e magari ne abuserà contri i suoi stessi figli. Agisca in modo che gli italiani siano orgogliosi di averle dato fiducia. Non si attorni, come tutti i mediocri, di ignoranti e leccapiedi che le danno sempre ragione, ma di chi sappia consigliarla per il meglio. Apprezzi la lealtà di coloro che la contraddicono e sia leale anche lei, sia con gli avversari che con i compagni di cordata. La scaltrezza non basta: ci vuole equilibrio e buonsenso. Il paese ne ha abbastanza di imbroglioni e malfattori. Ne abbiamo avuto, anche più prepotenti e spregiudicati di lei. Guardi come hanno ridotto il paese e, soprattutto, come saranno ricordati.Se continua così, lei non ne sarà esente. Se non sarà ingordo, rimarrà al potere fin quando avrà i capelli bianchi. Invece, l’arroganza, la superficialità, la mancanza di rispetto per gli avversari, l’insolenza verso chi la critica abbrevieranno la sua carriera. Per di più, del danno che oggi procura alla costituzione approfitterà chi verrà dopo di lei e magari ne abuserà contri i suoi stessi figli. Agisca in modo che gli italiani siano orgogliosi di averle dato fiducia. Non si attorni, come tutti i mediocri, di ignoranti e leccapiedi che le danno sempre ragione, ma di chi sappia consigliarla per il meglio. Apprezzi la lealtà di coloro che la contraddicono e sia leale anche lei, sia con gli avversari che con i compagni di cordata. La scaltrezza non basta: ci vuole equilibrio e buonsenso. Il paese ne ha abbastanza di imbroglioni e malfattori. Ne abbiamo avuto, anche più prepotenti e spregiudicati di lei. Guardi come hanno ridotto il paese e, soprattutto, come saranno ricordati.

Una dittatura televisiva
Forse il presentatore lo merita tutto il mezzo milione di euro guadagnato per organizzare il Festival. Perché è bravo e monopolizza il 57% di share, soprattutto riesce a addormentare dodici milioni di persone e far dimenticare i problemi che assillano il paese. Però, non si può non ricordare che l’85% degli italiani non guadagna quella somma nell’intero arco della vita. Mentre lui, in pochi giorni. L’esagerazione confina spesso con l’immoralità. Credo che questo sia possibile solo lavorando in tv, giocando in Serie A o godendo di quelle pensioni d’oro di cui non si riesce a capire né logica né legalità. Nelle dittature militari si avvicina a tali guadagni chi difende il potere, i leader del partito di maggioranza e gli alti gradi della polizia e delle forze armate. Mentre gli altri muoiono di fame. Ecco perché la nostra potrebbe essere definita con approssimazione una dittatura burocratico-calcistico-televisiva. Mentre si tagliano le spese per la sanità e la cultura e ci scandalizziamo per gli stipendi esagerati dei parlamentari, nessuno si meraviglia né protesta per le retribuzioni dei divi, ognuno dei quali guadagna quanto dieci senatori o venti deputati. Per di più sono abili populisti che, per mascherare i loro privilegi,  agitano il malcontento e istigano i telespettatori contro gli abusi e l’ingiustizia sociale.

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