diario di tumbarello

L’Opa dei disoccupati
Per ora la RAI non si tocca. L’Opa di Mediaset su RaiWay, però, è servita a far balzare i due titoli in borsa. Cioè qualcuno si è arricchito di svariati milioni di euro. Lo stesso fenomeno si è verificato per la recente trasformazione delle Banche Popolari. Ogni tanto c’è chi viene indagato, ma finisce sempre a tarallucci e vino. La circostanza non è sporadica ma periodica. Quindi, certi privilegiati moltiplicano continuamente il proprio capitale. A ogni variazione finanziaria, basta sapere la notizia con qualche ora d’anticipo per acquistare le azioni destinate a salire o vendere quelle che scenderanno. Ormai i soldi veri si fanno con le speculazioni finanziarie, e senza neppure rischi. Intanto – grazie a un’Opa sui disoccupati – milioni di giovani si contendono duemila posti di lavoro per sei mesi all’Expo di Milano, dal 1° maggio al 31 ottobre 2015. La retribuzione si aggira sui 400 euro al mese, e in alcuni casi – per laureati o plurilingue – arriva addirittura a 600 euro. È questa la cifra che, dopo lunga trattativa, si è riusciti a ottenere. Per la verità, si sperava che – per effetto del Jobs act – lavorassero gratuitamente. Ma, poi, è intervenuto il sindacato, con l’autorevolezza e i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ecco come si aggredisce la disoccupazione.

Meno male che sono violenti
Distruggere ciò che altri hanno creato è il modo di esprimersi dei deboli. Non gli basta uccidere, perché sanno che gli uomini si riproducono. Ecco perché se la prendono con i capolavori che, invece, sono unici. È raccapricciante vederli crollare, ma, in un certo senso, anche rassicurante. I nazisti, prima di assassinare sei milioni di esseri umani, bruciarono preziosi libri e opere d’arte degli ebrei. La rivoluzione culturale di Mao distrusse milioni di testi storici e filosofici irrecuperabili dell’antica civiltà cinese. I talebani rasero al suolo due enormi e millenarie statue di Budda e tanti capolavori dell’arte mesopotamica. Tutto sommato, l’accanimento sulle tradizioni e l’ate segnano la brevità di vita di queste forze brutali, di tanto in tanto purtroppo emergenti. Facciamo male a averne paura. Dovremmo temerli se ci aggredissero con una cultura superiore, che, in effetti, potrebbe ridurci in schiavitù. La violenza e la crudeltà, invece, sono caduche e chi se ne serve per sovrastare dura poco. Tra qualche anno non ce ne ricorderemo neppure.

Controllori codardi
Giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale questo parlamento sembra più attivo e frenetico che mai, come se fosse regolare. È forse l’illegalità – modo di vivere che da un po’ di tempo prediligiamo – a imprimere l’energia con cui annullare la decisione della Consulta, che intendeva limitarne l’attività. In effetti, nessuno in Italia vuole tenere conto delle sentenze. Così si distruggono quei pochi diritti che ci sono rimasti e che miracolosamente ancora ci proteggono. Con i personaggi che corrono, sarebbe stato forse più saggio che gli augusti probiviri ponessero un limite di tempo e di funzioni a un legislatore azzoppato. La complicità del Capo dello Stato ha consentito, poi, di stravolgere, malamente, la Costituzione a colpi di maggioranza e di urgenza. Questo dimostra che, seppure nominalmente democratico, questo paese è in balia dell’arroganza di chiunque si proclami moderato e prometta qualcosa. Nessun garante purtroppo viene in soccorso del cittadino impotente perché, seppure apparentemente onesti e al di sopra di ogni sospetto, si comportano tutti come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non guardano. È come se temessero ritorsioni. Così si legalizza la prepotenza e, di conseguenza, l’ingiustizia. Soprattutto si legittima chi si intromette spudoratamente in politica e condiziona la vita della povera gente senza esserne in grado.

Risarcimento ai malfattori
Finalmente una legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Così ci penseranno due volte prima di incriminare un malfattore, che tutti oggigiorno applaudono per il contributo di spregiudicatezza che conferisce alla società. Bisogna riconoscere, in effetti, che non sono le persone probe e irreprensibili a movimentare il mercato, ma soprattutto gli imbroglioni. Eppure le toghe rosse si lamentano che il potere, per compiacere i malviventi, tenti, di limitare la loro indipendenza. Stiano buoni e ringrazino, invece, la magnanimità del legislatore. Sappiano che, continuando a inquisire politici e loro sodali, si passerà presto alla responsabilità penale. Quella civile è stata solo un avvertimento. In effetti, il problema principale del paese, la ragione per cui tutto ristagna, è il comportamento dei giudici. Ecco perché si è anteposta questa legge a qualsiasi altro provvedimento. Non è per la corruzione né l’evasione fiscale e neppure per l’immoralità dilagante che siamo sull’orlo del precipizio. Però, con la dura lezione che il parlamento ha dato alla magistratura le cose andranno certamente meglio in Italia e l’economia ripartirà. Bene, quindi, ha fatto il governo a dare priorità a questo problema. Dopo avergli decurtato 15 giorni di ferie, si passi subito alla riduzione dello stipendio. Tanto questa categoria non dà segni di ravvedimento. E poi, non è giusto che il barbiere della Camera o il cameriere di Palazzo Chigi, che accudiscono persone importanti e potenti, guadagnino solo il doppio di chi ha a che fare con delinquenti, per di più per giudicarli.

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