diario di tumbarello

La sinistra dei poveri ricchi
Per carità, non polemizzate col trasferimento da Firenze a Roma in elicottero o per le vacanze sulla neve con l’aereo di stato. È la contestazione che cerca per distogliere gli italiani dai pessimi risultati del modesto governo che presiede. Tutti ministri mediocri, perché non risalti la sua mancanza di formazione e di adeguata preparazione. La polemica pretestuosa è un sistema già collaudato in Italia. Ricordate quando consegnammo la Signora Shalabayeva al suo persecutore kazako, mentre il ministro dell’Interno dormiva? Proprio quel giorno Calderoli notò una forte somiglianza del ministro dell’Integrazione, che ha sempre avuto gli stessi lineamenti, con uno scimpanzé. Si scatenò la polemica sul razzismo e ci si dimenticò della povera donna estradata con la figlia di sei anni. Adesso si cercano pretesti – non forniamogliene – per distrarre l’opinione pubblica dalle false notizie sulla ripresa dell’occupazione. In effetti, qualche migliaio di giovani sono stati assunti, ma a 300 euro al mese, qualcuno a 400. Non è una conquista di cui andare orgogliosi. Anzi, l’ISTAT dovrebbe vergognarsene nel comunicarlo. Seppure governato da una sedicente sinistra, questo sta diventando un paese sempre più diviso tra tanta povera gente che stenta ad arrivare alla fine del mese e pochi privilegiati che accumulano in pochi giorni il denaro che gli altri non riescono a guadagnare neppure durante l’intero arco della vita.

È l’illusione oggi l’ultima dea
Meno male che i talk show non li guarda più nessuno. Se no, sarebbero fuorvianti per l’elettore. Per fortuna sono finiti i tempi in cui si credeva ciecamente a tutto ciò che veniva dall’etere. L’ha detto la radio. I più famosi hanno mediamente il 4% di ascolto. E lo share diminuisce continuamente. Non avendo nuove idee, pur di interessare i telespettatori drammatizzano le situazioni più macabre. Le minacce dell’ISIS sono molto gettonate. Da un po’ di tempo si fa strada la leadership della Lega per il centrodestra che, invece, è proprietà privata di Forza Italia, di cui il NCD è una filiale, una finta antagonista. Ma Salvini non lo sa: crede che siano partiti liberi e distinti. Per qualche voto in più preso alle Europee – ma era perlopiù di protesta – si è montato la testa e si illude di essere alternativo a questo centrosinistra che fa una politica di destra. Per quanto stolti gli italiani possano essere non è possibile che – a parte il razzismo, la xenofobia e il disprezzo per tutto ciò che non è padano, l’incitamento all’odio, l’apparentamento con movimenti eversivi – scelgano un partito territoriale per governare l’Italia. Che i leghisti si illudano è legittimo. Che giornalisti e sedicenti politologi ne alimentino la propaganda, diventandone addirittura tifosi, è demenziale. Sarebbe pericoloso se queste trasmissioni avessero un ascendente sull’elettorato. Per fortuna le vedono in quattro gatti perché noiose e ripetitive. Ospiti fissi sono gli stessi che avevano previsto alle europee il sorpasso dei grillini sul PD. Invece, crollarono e stanno sparendo. Pontificano gli stessi che millantavano titoli di studio inesistenti. Dettano norme di comportamento morale e civile gli stessi che strisciano da vent’anni ai piedi del potere di turno. Cioè, oltre che noiosi e ripetitivi, i protagonisti sono personaggi inaffidabili. Il talk show è l’ultimo peana di una TV in via di estinzione.

Sono stupidi o disonesti?
Il PD candida alle primarie in Campania, che per di più ha vinto, un sindaco condannato per abuso d’ufficio e già punito dalla Legge Severino. Quindi, è inutile, poi, votarci come presidente della regione perché sarebbe sospeso anche da quella carica. Questa è la logica dell’uomo della strada, che al tempo stesso si chiede legittimamente come mai lui, che è un poveraccio, lo capisce, mentre chi è al potere e, quindi, certamente più intelligente, no. Nella sua semplicità e ingenuità l’elettore non pensa neppure lontanamente che ci possa essere un accordo trasversale con la destra, che la sinistra intende tacitamente favorire. Forse non è neppure candidabile chi non può, poi, governare. Finirà, come sempre, con l’intervento della magistratura, che prende le decisioni quando la politica è assente e che, poi, viene accusata di intromissione indebita. Chissà se qualcuno, un giorno, prenderà le difese del cittadino da un po’ di tempo in balia di stolti, ambiziosi o disonesti. 

I topi non sbagliano diagnosi
È così penosa la situazione di Forza Italia che – pur non avendone ovviamente alcuna stima, essendo un partito padronale, responsabile della rovina del Paese e soprattutto del degrado in cui versiamo – oggi induce a compassione. Adesso che non c’è più nulla da scroccare, uno per volta se ne stanno andando tutti e sperano che qualcun altro, altrettanto stupidamente gli dia un posto, che non meritano, in Parlamento. Questa circostanza, oltre a confermare l’ingratitudine dei mediocri, che è inevitabile e che solo un presuntuoso che non ci sta con la testa non riesce a prevedere, conferma che quella destra è in dissesto. Infatti, i primi ad abbandonare la nave che affonda sono i topi, dotati di un senso particolare grazie al quale non sbagliano mai diagnosi. Il crollo improvviso di Craxi, all’apice del successo e del potere, fu avvertito grazie alla fuga precipitosa di alcuni fedeli.  La destinazione degli ingrati è la Lega, erroneamente ritenuta l’albero della cuccagna del loro futuro. Ma, siccome è improbabile che i miracoli si ripetano, quando si sveglieranno dal sogno parlamentare, cadranno nell’incubo delle loro naturali sembianze di topolini.

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